"Serve un'alleanza per le Dolomiti. Basta strade: si deve tornare alla ferrovia di valle nel cuore dei monti patrimonio Unesco. Impariamo dalla Svizzera"
Massimo Girardi, presidente di Trandolomites: "Basta con le scelte politiche timide. Lo sguardo deve andare molto oltre le vette delle montagne, si deve acquisire la consapevolezza che il bacino minimo da cui attingere nei ragionamenti è il continente europeo. Nell’Unione Europea l’Alta velocità avanza. E’ in previsione di collegare con COSì tutte le capitali europee. Le ferrovie connettono sempre più i territori all’interno degli Stati membri dell’Unione

TRENTO. Il traffico sulle Dolomiti è eccessivo, serve un'Alleanza vera e propria che coinvolga le province di Trento, Bolzano e Belluno e tutta un'altra serie di soggetti. Per far sì che le splendide montagne, dal 2009 classificate come Patrimonio Unesco, si "liberino" del traffico.
E, allora, l'associazione Transdolomites rilancia la proposta di potenziare il trasporto ferroviario all'interno e in collegamento con le Dolomiti. E chiede coraggio nell'assunzione delle scelte, nell'ottica di una visione più ampia e che guardi al futuro.
"Il comunicato stampa diffuso nel mese di novembre a firma di Transdolomites riguardo il crescente problema dei raduni motoristici nelle Dolomiti ha avuto un notevole eco e riscosso un’attenzione positiva - scrive l'associazione - che è andata ben oltre le nostre previsioni. Fosse stato diffuso qualche anno fa sarebbe caduto nel silenzio, avrebbe urtato troppi interessi particolari. Nel giro qualche anno qualche cosa è cambiato e sta cambiando. Il valore Unesco delle Dolomiti come patrimonio mondiale dell’Umanità, pur iscritte nella lista nel 2009, ora sta producendo consapevolezza e volontà di tutelare l’ambiente dolomitico. Un ecosistema straordinario, ma al contempo estremamente delicato. Il traffico intenso, specialmente nei mesi dalla tarda primavera all’autunno, rappresenta una delle sfide ambientali più urgenti che si deve affrontare attraverso politiche di mobilità sostenibile. L’obiettivo è duplice: ridurre l’impatto ambientale e migliorare l’esperienza di chi visita le nostre montagne. La posizione di Transdolomites è che i tempi sono maturi per fare un deciso salto di qualità. I ragionamenti di principio siano "istituzionalizzati" in un gruppo di lavoro dolomitico ; un'Alleanza per le Dolomiti nella quale si parli con una voce unica che voli al di sopra dei confini amministrativi. Un tavolo attorno al quale siano chiamati a partecipare le Province di Bolzano, Trento, Belluno, i Comuni, Aziende di promozione turistica, forze dell'ordine, associazioni di categoria e associazioni ambientaliste, società impianti a fune, operatori della mobilità locali".
Poi l'associazione guidata da Massimo Girardi, entra "dentro" il problema.
"Mettiamo però in chiaro subito una cosa - prosegue Transdolomites -: non è nella nostra mente un tavolo funzionale a produrre enunciazioni ma lo strumento al quale si aderiscE solo se si è convinti di agire. Come destinazione turistica di fama mondiale, le Dolomiti importano da ogni dove il problema traffico. Questo problema viene amplificato con gli spostamenti al loro interno, ai quali si aggiunge la non indifferente mole di traffico prodotto dai residenti. Il problema del traffico è transfrontaliero non conosce confini. Se nelle Dolomiti si pensa di affrontare la battaglia con un approccio minimalista e a livello localista, si continuerà a perdere. Basta con le scelte politiche timide. Lo sguardo deve andare molto oltre le vette delle montagne, si deve acquisire la consapevolezza che il bacino minimo da cui attingere nei ragionamenti è il continente europeo. Nell’Unione Europea l’Alta velocità avanza. E’ in previsione di collegare con COSì tutte le capitali europee. Le ferrovie connettono sempre più i territori all’interno degli Stati membri dell’Unione. Nel 2032 è prevista l’entrata in esercizio del galleria ferroviaria di base del Brennero. L’offerta di servizi Alta Velocità e trasporto regionale su ferro nella nostra regione è destinato a crescere. Nel tempi di viaggio l’Unione Europea è sempre più vicina a noi ma è nell'Euregio, nelle Dolomiti che si crea il collo di bottiglia, troviamo la palude. Si arriverà velocemente in treno a Bolzano a Trento. Ci si attende che, dall’attuale 10% di turisti che oggi ci raggiungono in treno, dal 2032 in poi si passi al 20% o 30%. Ma dalle città alle destinazioni turistiche questa massa come potrà proseguire il viaggio? Chi abita nella regione dolomitica non può continuare a ignorare quello che sta avvenendo attorno a loro perché il problema è anche loro e non possono più permettersi di perdere il treno del futuro".
Infine ecco le richieste/proposte dell'associazione che suggerisce di prendere spunto dalla Svizzera e afferma che è il momento di tornare alla ferrovia di valle nel cuore delle Dolomiti. E che si faccia in fretta.
"Cosa proponiamo per l’Alleanza delle Dolomiti? - conclude il presidente di Transdolomites, Massimo Girardi - Bisogna avere un approccio ai temi della mobilità - turismo - ambiente di ampio respiro e visione, i servizi di mobilità pubblica su gomma vanno potenziati, con particolare attenzione ai collegamenti dal corridoio del Brennero sino alla valli e, altresì, vanno potenziati i servizi pubblici nelle valli e in direzione dei passi non solo nella stagioni turistiche, ma anche durante gli altri periodi. E' necessario coinvolgere la società civile nella pianificazione degli orario dei mezzi pubblici: gli orari si costruiscono partendo dal basso, dalle comunità e non vanno calati "dall'alto" dagli uffici. Questo percorso necessita di convergenza. Va migliorata la sicurezza stradale e serve una posizione comune nei confronti di chi propone l'organizzazione dei raduni motoristici e di chi li organizza in maniera arbitraria. Bisogna essere consapevoli che disincentivare questi comportamenti per niente in linea con il valore ambientale delle Dolomiti genererà un vantaggio qualitativo generale ed una ricaduta d'immagine di ampio respiro. Bisogna creare una visione d'insieme dell'offerta dei servizi di mobilità che non sia "polverizzata". Ferrovia, trasporto pubblico locale, impianti di risalita devono entrare a far parte di un'unica strategia. Si impari, finalmente, dalla Svizzera dove 350 società che offrono servizi di mobilità (ferro, gomma, fune, su acqua) fanno parte di una strategia di marketing che promuove in tutto il mondo un'offerta unica attraverso la mobilità pubblica. E, infine, ma non certamente per importanza, bisogna guardare oltre e ragionare su progetti ambiziosi. "Basta strade": è giunto il tempo del ritorno della ferrovia di valle nel cuore delle Dolomiti. Non è un capriccio ma una necessità".


















