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Trento
16 novembre | 22:15

Un'alleanza alpina per rilanciare la zootecnia e le politiche per la montagna, gli allevatori: "Presidio umano e socio-economico: serve strategia di sviluppo delle terre alte"

Il convegno dedicato a Silvano Rauzi, presidente della cooperativa dal 1980 al 2015, è stata un'occasione per rilanciare le politiche per la montagna che, sulla base dei dati dell’Università di Milano – Polo Unimont Edolo, ha perso il 5% della popolazione (il 3,5% in Trentino Alto Adige) negli ultimi 10 anni, e oggi chiede nuove strategie di sviluppo per sconfiggere il rischio di spopolamento e marginalità

di Redazione

TRENTO. Un'alleanza alpina per rilanciare la zootecnia e le politiche per la montagna. Un modo per contrastare lo spopolamento delle terre alte che negli ultimi 10 anni ha visto la popolazione trasferirsi altrove tra città e pianura. 

 

"Raccogliere l’eredità di Silvano Rauzi significa rimettere al centro dell’attenzione della nostra comunità il ruolo del settore zootecnico inteso come presidio umano e socio economico della montagna trentina e soprattutto della sua Autonomia speciale", le parole di Giacomo Broch, presidente della Federazione provinciale allevatori del Trentino. "E significa anche costruire una grande alleanza a partire dall’Euregio per organizzare una vera e propria strategia di sviluppo delle terre alte europee”.

 

Si è concluso il convegno dedicato a Silvano Rauzi, presidente della cooperativa dal 1980 al 2015, scomparso a 87 anni il 30 maggio scorso. Un'occasione per rilanciare le politiche per la montagna che, come ha ricordato Anna Giorgi dell’Università di Milano – Polo Unimont Edolo, ha perso il 5% della popolazione (il 3,5% in Trentino Alto Adige) negli ultimi 10 anni, e oggi chiede nuove strategie di sviluppo per sconfiggere il rischio di spopolamento e marginalità.

 

Sulla stessa linea il europarlamentare Herbert Dorfmann, membro della Commissione agricoltura e sviluppo rurale dell'Unione europea, che ha confermato l’impegno per una riforma della nuova Pac all’insegna del rilancio della montagna attraverso il sostegno delle imprese giovanili, le misure di sviluppo rurale e ambientale e dell’indennità compensativa.

 

Analogamente Paolo de Castro, presidente di Nomisma, ha auspicato misure per l’incremento del budget dell’Unione europea in favore delle aree alpine nella consapevolezza che lo sviluppo delle terre alte non può che passare dall’agricoltura.

 

Concetti proposti anche dall’assessora provinciale all’agricoltura che, oltre alla richiesta di nuovi poteri per i territori alpini, ha sollecitato il cambiamento delle misure inerenti il primo insediamento dei giovani attraverso l’abbattimento dei tassi di interesse e nuove misure di accompagnamento delle nuove aziende. Davanti all’attuale congiuntura del settore lattiero-caseario, Giulia Zanotelli ha infine rilanciato il tema dell’unità del mondo cooperativo per fare fronte all’attuale momento di difficoltà.

 

Al termine delle relazioni tecniche si sono succedute una serie di testimonianze che hanno ripercorso l’intensa esperienza professionale, cooperativa e politica di Silvano Rauzi.

 

Già direttore tecnico della Federazione, Claudio Valorz, ha ricordato due traguardi importanti della Federazione realizzati grazie al contributo determinante di Rauzi: il progetto Superbrown di miglioramento genetico della Razza Bruna e il Centro di Fecondazione Artificiale di Toss il quale ha dato un contributo essenziale al miglioramento genetico e produttivo sia delle razze alpine, sia di quelle allevate in altri contesti territoriali.

 

Invece Mauro Fezzi, già presidente della Federazione allevatori e della Federazione trentina della cooperazione, ha parlato del contributo essenziale di Rauzi al settore mutualistico tanto sul piano etico quanto economico, quali le qualità e la lungimiranza nella capacità di scegliere i propri collaboratori e nell’individuare i nuovi dirigenti dell’organizzazione.

 

Il professor Giovanni Bittante dell’Università di Padova, ha ricordato l’intensa collaborazione con Rauzi sul versante del miglioramento della Razza Bruna e dell’intera alpicoltura trentina. Tra le altre cose significativa la stagione di ricerca e sperimentazione con l'uscita di oltre 2.200 articoli scientifici pubblicati su riviste specializzate, oltre 100 testi di laura e 12 tesi di dottorato di ricerca.

 

L'attuale presidente del Bauernbund sudtirolese e già presidente del Consorzio Superbrown, Daniel Gasser, ha ricordato il forte legame di Rauzi con l’Alto Adige e le altre regioni dell’arco alpino intese come naturali approdi per il modello zootecnico trentino.

 

Sul versante politico, Lorenzo Dellai, presidente della Provincia di Trento dal 1999 al 2012, ha parlato di Rauzi come di “un democristiano di stretta osservanza kessleriana”, aggiungendo che “ha lavorato per una terza via per la montagna, alternativa sia al modello ancorato al consumo indiscriminato delle risorse, sia a quello protezionistico che vede come fumo negli occhi il lavoro degli allevatori. Una terza via che si realizza attraverso un impegno basato sulla responsabilità e la sostenibilità dello sviluppo”.

 

Per Giovanni Bazoli, presidente emerito di Intesa San Paolo, è stato "un uomo capace di comunicare il mondo degli allevatori a tutte le componenti della società italiana e di creare attorno al settore di provenienza e al Trentino in generale un clima di accoglienza e fiducia unici nel loro genere”. Nel corso del convegno è stato trasmesso il messaggio commemorativo del senatore Pietro Patton a Palazzo Madama a pochi giorni dalla scomparsa di Rauzi e il ricordo in collegamento a distanza di Enrico Letta, il premier del governo italiano nel 2013-2014 ha ricordato i proficui incontri all’Agenzia di ricerche e legislazione di Roma, alla presenza del compianto Beniamino Andreatta e di tanti altri esponenti del mondo cattolico e dell’impegno sociale.

 

A intervenire anche Alessio Rauzi, figlio di Silvano, che a nome della famiglia ha ringraziato i numerosi ospiti, allevatori e rappresentanti delle istituzioni presenti alla cerimonia. 

 

L'evento si è concluso con la targa degli allevatori trentini alla sala convegni della Federazione dedicata alla memoria di Silvano Rauzi.

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