Da Livigno a Cortina, dalla val di Fassa alla valle Sabbia, le "Alpi (e le Dolomiti) in treno", Transdolomites riceve la risposta dall'Uncem: "Un salto di qualità"
A novembre Transdolomites proponeva l'avvio di una strategia strutturata e diffusa nelle Dolomiti per affrontare in modo concreto la pianificazione del loro futuro: "Istituzionalizzare il progetto di un’Alleanza per le Dolomiti nella quale si parli con una voce unica che voli al di sopra dei confini amministrativi. Un tavolo attorno al quale siano chiamati a partecipare le Province di Bolzano, Trento, Belluno, i Comuni, Aziende di promozione turistica, forze dell’ordine, associazioni di categoria e associazioni ambientaliste, società impianti a fune, operatori della mobilità locali"

TRENTO. "E' stata una sorpresa inaspettata, ma sicuramente positiva. Il fatto che il nostro pensiero arrivi in queste sedi, ma soprattutto, che arrivi una risposta articolata in una serie di proposte e linee guida è sicuramente un passo molto importante". Così Massimo Girardi, presidente di Transdolomites, ha commentato la risposta arrivata da Uncem, Unione nazionale comuni, comunità ed enti montani, dopo che l'associazione ha lanciato la proposta di istituire una vera e propria Alleanza per le Dolomiti.
"Uncem è un referente prestigioso - sottolinea Girardi - per questo riteniamo che sia un referente con la quale avviare una collaborazione concreta".
Lo scorso 25 novembre infatti, Transdolomites proponeva l'avvio di una strategia strutturata e diffusa nelle Dolomiti per affrontare in modo concreto la pianificazione del loro futuro (Qui articolo): "Istituzionalizzare il progetto di un’Alleanza per le Dolomiti nella quale si parli con una voce unica che voli al di sopra dei confini amministrativi. Un tavolo attorno al quale siano chiamati a partecipare le Province di Bolzano, Trento, Belluno, i Comuni, Aziende di promozione turistica, forze dell’ordine, associazioni di categoria e associazioni ambientaliste, società impianti a fune, operatori della mobilità locali".
Una strategia che ha trovato riscontro positivo proprio nella risposta da parte di Marco Bussone, presidente di Uncem: "La proposta che ci è stata fatta va esattamente in questa direzione - spiega Girardi - e la mia risposta è stata quella di avviare subito una collaborazione".
Una coincidenza positiva anche per i piani dell'associazione: "Nelle intenzioni di Transdolomites - spiega Girardi - c'è quella di pensare alla primavera 2026, dopo la stagione invernale, ma di cominciare già adesso a proporre due convegni in Trentino".
Il primo si concentrerà sulla ferrovia: "Non possiamo fermarci solo alla proposta della ferrovia Trento-Penia, ma di cominciare ad elaborare una proposta articolata di una ferrovia che vada in direzione Trento-mezzana, ragionando anche sulla prospettiva di uno studio di fattibilità del prolungamento verso Bormio e Tirano".

Uno studio che potrebbe diventare concreto dopo l'approvazione data lo scorso anno dalla provincia di Sondrio alla progettazione della tratta Tirano - Bormio, discussa anche il 14 gennaio scorso a Coira con la direzione generale della Ferrovia Retica.
Il secondo convegno, questa volta insieme a Uncem, avrà una portata più ampia: "Qui - spiega Girardi - si dovrà ragionare sul corridoio del Brennero e sui collegamenti ferroviari mancanti per creare una vera rete alpina di ferrovie, che coinvolga l'Alto Adige, Trentino e Lombardia".
Un progetto, che chiama in causa anche le istituzioni europee ed Eusalp, con l’obiettivo di portare il tema su un piano politico nazionale: “L’idea è arrivare in Parlamento a Roma con un documento strutturato, da inserire in un programma di lavori su un orizzonte di dieci o vent’anni, da discutere e finanziare”.
Il salto di qualità per Transdolomites, è appena cominciato: "La risposta di Uncem, così come la risposta che si è poi concretizzata a Coira - osserva Girardi - sono segnali concreti. La nostra presenza lì, dopo l'invito dell'ottobre 2025, è stata subito percepita positivamente. La ferrovia comincia ad acquistare il suo peso nel dibattito, ed è l'unica via d'uscita per creare un'alternativa dell'uso dell'auto".
Centrare resta poi il discorso dei finanziamenti: "Dobbiamo entrare nell'ottica che esistono già risorse importanti - afferma Girardi - penso alle accise sui carburanti. Incassiamo circa 18 miliardi di euro l’anno, ma queste risorse vengono sperperate perché manca una programmazione strategica”. Secondo il presidente di Transdolomites infatti, le accise non dovrebbero essere solo un'entrata fiscale per gli stati, ma uno strumento per rendere "antieconomici" i combustibili fossili e finanziare invece la mobilità sostenibile.
“Se queste entrate fossero dirottate verso investimenti strategici, come nuove linee ferroviarie, contratti collettivi per il trasporto pubblico urbano ed extraurbano, non avremmo nemmeno bisogno di chiedere soldi all’Unione europea, perchè ce li avremmo già in tasca, semplicemente non sappiamo spenderli nel modo corretto", spiega il presidente di Trasndolomites.
“Nel 2032 entrerà in esercizio la galleria di base del Brennero - conclude Girardi - e le periferie dell’Alto Adige e del Trentino non collegate alla ferrovia rischiano di essere sempre più emarginate. È per questo che vogliamo marcare con forza il concetto di "metroland" con una rete ferroviaria alpina capace di tenere insieme territori".












