"Il senso del limite come scelta di qualità e chiave per una nuova relazione tra uomo e ambiente". A San Lorenzo Dorsino il 127esimo Congresso della Sat
Il presidente della Sat Cristian Ferrari richiama il valore della sostenibilità come pratica concreta, del turismo a passo d'uomo e del limite come scelta di qualità: "Il limite non è una rinuncia - spiega il massimo dirigente della Società degli Alpinisti Tridentini - ma un atto di cura. Significa saper riconoscere la misura delle cose e crescere con equilibrio"

SAN LORENZO DORSINO. Un fine settimana all’insegna della condivisione, dell’esperienza e del dialogo con la montagna.
Oggi e domani, sabato 18 e domenica 19 ottobre, San Lorenzo Dorsino ospita il 127esimo Congresso della Sat - Società degli Alpinisti Tridentini, con un ricco programma di attività che già nella giornata odierna hanno intrecciato natura, cultura, socialità e riflessione.
Il tema di questa edizione è la capacità di carico turistica dei territori montani. Al centro del dibattito il "senso del limite" come scelta di qualità e chiave per una nuova relazione tra uomo e ambiente.
Il primo dei due giorni si è aperto con "In falesia con le Guide Alpine", un incontro gratuito riservato ai soci giovani, agli juniores e alle persone con disabilità. Nella splendida cornice della Falesia Dimenticata di San Lorenzo in Banale, i partecipanti hanno vissuto un’esperienza di arrampicata accessibile e inclusiva, seguiti dalle Guide Alpine e con i materiali forniti dall’organizzazione. L’iniziativa, patrocinata dalla Commissione Sat "Montagna per Tutti", ha promosso una fruizione consapevole e senza barriere della montagna.

A seguire, i soci Sat hanno potuto scegliere tra due proposte complementari. I Greeters, cittadini volontari che si fanno ambasciatori del proprio territorio, hanno accompagnato i partecipanti in una visita guidata tra i borghi di San Lorenzo e Dorsino, raccontando la storia, le tradizioni e la quotidianità dei luoghi attraverso aneddoti e incontri diretti. Nati a New York negli anni '90, i Greeters sono oggi presenti in tutto il mondo e promuovono un turismo lento e relazionale, dove l’esperienza si costruisce attraverso il contatto umano e l’autenticità dei racconti.
In parallelo, la casa del Parco U.o.mo. ha aperto eccezionalmente le porte con un percorso interattivo dedicato al rapporto tra uomo e ambiente. L’allestimento, curato dal Parco Naturale Adamello Brenta, ha offerto esperienze multimediali e attività ludiche pensate anche per bambini e ragazzi, con un originale itinerario digitale su iPad.
Nel pomeriggio, i soci si sono ritrovati presso il Teatro Comunale di San Lorenzo per la cerimonia dedicata ai soci cinquantennali, alla presenza di Luca Cornella, presidente della sezione Sat di San Lorenzo Banale; Alberto Bosetti, assessore al turismo del comune di San Lorenzo Dorsino e Cristian Ferrari, presidente della Società degli Alpinisti Tridentini.
L’incontro, alla presenza delle autorità locali, è stato un momento di riconoscenza e gratitudine per l’impegno e la dedizione di chi contribuisce ogni giorno alla vita della SAT. Ben 130 soci benemeriti sono stati premiati, regalando ai presenti un momento carico di emozione, durante il quale ciascuno ha condiviso aneddoti e ricordi della propria lunga appartenenza all’associazione.
Sempre al Teatro Comunale, il Coro della SAT ha poi incantato il pubblico con un concerto aperto a tutti, che ha riempito la sala e raccolto lunghi applausi.

La giornata si è conclusa con l'appuntamento "Scarpéle", che ha visto protagonista lo scrittore Marco Albino Ferrari con la presentazione del suo libro "La montagna che vogliamo. Un manifesto", dialogando sul palco con la giornalista Fausta Slanzi.
Nel volume, Marco Albino Ferrari, membro del comitato scientifico de L'AltraMontagna e tra i più autorevoli narratori della montagna contemporanea, propone una riflessione appassionata e lucida sul futuro delle terre alte: un "manifesto" per una montagna abitata e viva, capace di coniugare tradizione e cambiamento, tutela e sviluppo sostenibile. Con il suo stile diretto e narrativo, invita a superare stereotipi e contrapposizioni, per immaginare una montagna dove lavoro, comunità e paesaggio tornino a dialogare.
"Le montagne italiane sono un pulviscolo di differenze. È ora di dire forte e chiaro qual è la montagna che vogliamo" ha aggiunto Ferrari.
Domenica il convegno proseguirà con i lavori congressuali, il momento centrale del fine settimana dalla Sat. La giornata sarà dedicata all'assemblea ufficiale e agli interventi istituzionali, con la partecipazione delle autorità provinciali, dei delegati delle sezioni e dei rappresentanti delle associazioni alpine e ambientali.

Ad aprire i lavori sarà ovviamente il presidente. "Arriviamo da due giornate pre congressuali - spiega Ferrari - che hanno gettato le basi su ragionamenti che riguardano la necessità di una nuova responsabilità collettiva nel rapporto con la montagna. La Sat è nata per rendere accessibili le cime, ma anche per insegnare il rispetto dei loro limiti. Oggi la sfida è governare la frequentazione, non subirla".
Ferrari richiama il valore della sostenibilità come pratica concreta, del turismo a passo d'uomo e del limite come scelta di qualità: "Il limite non è una rinuncia - conclude il presidente - ma un atto di cura. Significa saper riconoscere la misura delle cose e crescere con equilibrio".
Durante la mattinata, ci sarà spazio anche per gli interventi delle sezioni e delle commissioni, con un confronto partecipato sulle sfide che attendono la Sat nei prossimi anni: dal mantenimento dei rifugi alla gestione dei flussi escursionistici, dalla sicurezza in montagna alla promozione di una cultura della lentezza e del rispetto ambientale.












