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| 09 mag 2023 | 10:53

Stop ai nuovi impianti sciistici nel parco dello Stelvio, il Cai dopo la sentenza del Consiglio di Stato: “Speriamo in una inversione di tendenza”

La sentenza del Consiglio di Stato ha bloccato l'estensione del carosello sciistico Ortler Ronda, il Cai Alto Adige: “Meraviglia che le istituzioni della provincia di Bolzano abbiano a suo tempo approvato un progetto incompatibile con i valori naturalistici e paesaggistici che il Parco nazionale dello Stelvio si propone di tutelare per la conservazione della sua biodiversità e la promozione di un turismo sostenibile”

Stop ai nuovi impianti sciistici nel parco dello Stelvio, il Cai dopo la sentenza del Consiglio di Stato

BOLZANO. “Questa sentenza riporta la speranza che possa iniziare una inversione di tendenza del modello imperante in Provincia e non solo, che pone la monocultura dello sci da discesa come la principale forma di sviluppo per le nostre vallate, a scapito della sostenibilità e della biodiversità dell'ambiente alpino”. Sono queste le parole con le quali il Cai Alto Adige commenta la decisione del Consiglio di Stato, che ha fermato l'estensione del carosello sciistico Ortler Ronda (Qui Articolo), dove era prevista la costruzione di un nuovo impianto di risalita di 1.310 metri di lunghezza ed una nuova pista a Solda.

 

“Siamo nel parco dello Stelvio – scrive la sezione altoatesina del Club alpino italiano – in un'area caratterizzata da una notevole naturalità che si ammira nel suo fascino percorrendo il sentiero Morosini che dal rifugio K2 porta al Coston e da qui al Milano. La nuova infrastruttura sciistica avrebbe comportato la perdita di un sito con eccezionali caratteristiche di naturalità e conservazione, frammentando habitat, ostacolando gli spostamenti della fauna selvatica, portando ad una perdita di biodiversità, inoltre dal punto di vista paesaggistico avrebbe creato un danno irreparabile poiché avrebbe intaccato la morena glaciale presente lungo il crinale di cima Coston e il torrente Gratseebach che origina dalla vedretta di Solda”.

 

Meraviglia, dice il Cai: “Che le istituzioni della Provincia di Bolzano abbiano a suo tempo approvato un progetto incompatibile con i valori naturalistici e paesaggistici che il Parco Nazionale dello Stelvio si propone di tutelare per la conservazione della sua biodiversità e la promozione di un turismo sostenibile. Rammentiamo infatti come a tanti anni di distanza dalla sua istituzione, il parco manchi ancora di un piano e di un regolamento attualmente faticosamente in via di elaborazione”. Proprio nella proposta di regolamento si ricorda, tra le altre cose, che “gli obiettivi di conservazione della biodiversità richiedono la limitazione di presenza antropica” e che “gli obiettivi operativi che prevedono la realizzazione di nuove infrastrutture possono determinare un potenziale conflitto con gli obiettivi di conservazione della biodiversità e di promozione di un turismo sostenibile”.

 

“Non serve – continua il Club alpino altoatesino – come spesso succede, nascondersi dietro il paravento della mobilità sostenibile, non è certo con nuovi impianti di risalita come questo che si risolvono i problemi di un traffico che qui, come in tanti altri luoghi della nostra provincia, stanno peggiorando la qualità di vita dei locali e dei turisti che ci amano per quello che non saremo più se non cambiamo registro. Cambiamenti che a parole dovrebbero essere il cardine del piano clima e degli obiettivi con i quali la Provincia di Bolzano si prefigge di raggiungere la neutralità climatica netta entro il 2040. Piano che necessita di decisioni coraggiose, non di progetti come l’Ortler Ronda che mal si conciliano con gli obiettivi della strategia di sostenibilità Everyday for Future fatta propria dalla provincia”.

 

In conclusione, scrive il Cai: “La nostra presa di posizione deriva anche dal fatto che l’ampliamento dell’Ortler Ronda è in contrasto con la posizione ed impegno del CAI espresso nei seguenti documenti:

-Nuovo Bidecalogo, che "ribadisce le norme di indirizzo e di autoregolamentazione del CAI in campo ambientale e di tutela del paesaggio "

In particolare ci riferiamo a:

-punto 4 “Turismo in montagna” che citiamo testualmente “Il CAI è di norma contrario alla realizzazione di nuove infrastrutture, nuovi impianti o di ampliamento di quelli esistenti, in particolare nelle Aree protette e nei Siti Natura 2000 […] ove e quando se ne ravvisasse l’opportunità socioeconomica, nelle zone in cui tali infrastrutture siano già presenti, chiede sia sempre fatta una rigorosa analisi dei costi/benefici e della sostenibilità economica e ambientale”.

 

L’argomento è ulteriormente approfondito dal documento elaborato dalla Commissione Tutela Ambiente Montano “Cambiamenti climatici, neve e industria dello sci”. In una situazione in cui il mercato dello sci si può considerare “maturo” (dove l’offerta supera la domanda), e in cui sempre più visibili sono gli effetti del cambiamento climatico in atto che colpisce anche le montagne in maniera sensibile (aumento della temperatura, riduzione della copertura nevosa e della sua durata, innalzamento della quota delle precipitazioni nevose), la monocultura dello sci di pista tende a privilegiare investimenti per ampliare e/o innalzare gli impianti, a realizzare nuovi comprensori o collegamenti tra stazioni sciistiche, a dotarsi di impianti di innevamento artificiale, scelte apparentemente concorrenziali e migliorative. Gli effetti di queste scelte invece non solo hanno un impatto rilevante dal punto di vista economico, ma rischiano di avere conseguenze importanti sull’ambiente, la biodiversità, la stabilità idrogeologica dei territori.

 

Tutti questi fattori impongono una valutazione se non un ripensamento dell’economia legata allo sci e alle aree montane in generale. Il CAI ritiene che non vi siano le condizioni per ulteriori espansioni dei comprensori sciistici verso zone intatte e che sia necessario preparare la transizione verso modelli differenti di sviluppo che superino la “monocultura dello sci” si orientino e verso una nuova economia montana orientata alla sostenibilità”.

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