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| 23 dic 2023 | 18:23

Sospesi i lavori al lago Bianco. "Ma non basta, è una vittoria parziale. E i danni causati dalla perdita di liquidi inquinanti sono già ingenti"

Il direttore del Parco Nazionale dello Stelvio Franco Claretti ha imposto la sospensione dei lavori dopo la diffida legale presentata dal comitato "Salviamo il lago Bianco", con le firme di Cai Lombardia, Mountain Wilderness Italia, Comitato Civico Ambiente di Merate e Comitato "Attuare la Costituzione". "Stop tardivo e non vi è alcuna certezza che, a primavera, i lavori non ripartano" commenta lo scrittore lombardo Luca Rota

PASSO GAVIA. I lavori al lago Bianco sono fermi. Ma non solamente perché è arrivato l'inverno: diverse settimana fa, infatti, il direttore del Parco Nazionale dello Stelvio, Franco Claretti, ha imposto lo stop alle operazioni di posa delle tubature dopo la diffida legale presentata dal comitato "Salviamo il lago Bianco", con le firme di Cai Lombardia, Mountain Wilderness Italia, Comitato Civico Ambiente di Merate e Comitato "Attuare la Costituzione".

 

Ebbene, pochi giorni fa il Comitato che opera in difesa del bacino naturale situato al passo Gavia ha ottenuto il documento ufficiale con il quale Claretti ha stoppato i lavori. La vicenda è ormai arcinota: il lago Bianco avrebbe dovuto diventare un vero e proprio serbatoio per alimentare l'impianto di innevamento artificiale delle piste da sci di Santa Caterina Valfurva, nonostante lo stesso lago si trovi nell'area di massima tutela ambientale del Parco Naturale dello Stelvio.

 

"Senza dubbio si tratta di una prima importante vittoria a favore della tutela del Lago Bianco - commenta proprio blog lo scrittore Luca Rota, in prima linea per la difesa del bacino del Gavia - e contro la devastazione che ha dovuto subire negli scorsi mesi, la cui illegittimità è ora direttamente certificata dal documento ottenuto. Di contro, non si può non constatare che si tratta ancora di una vittoria parziale e incerta. Intanto certifichiamo che la sospensione dei lavori è giunta dopo aver causato al lago e alle sue rive danni già profondi in forza delle escavazioni, delle perforazioni, della perdita di liquidi inquinanti nell’aera del cantiere, della distruzione del terreno e delle sue fasce vegetative superficiali . In un luogo, ribadisco, che i regolamenti vigenti del Parco Nazionale dello Stelvio avrebbero dovuto tutelare integralmente. Non si potrebbe toccare nulla, al Lago Bianco, e invece è stato devastato tutto, con il tacito consenso del Parco oltre che degli Enti Pubblici mandatari dei lavori – Comune di Valfurva e Regione Lombardia – e nel silenzio degli altri soggetti amministrativi operanti sul territorio. Una vergogna inaccettabile".

 

"In secondo luogo - prosegue Rota - la vittoria è parziale perché purtroppo la cronaca dimostra, con numerose evidenze, che non c’è da fidarsi di quanto viene affermato, anche pubblicamente e pur attraverso documenti formali e formalmente ufficiali, dagli enti pubblici del nostro Paese I lavori sono sospesi, non soppressi e/o aboliti: potrebbe andare così, ma potrebbero pure riprendere. D’altro canto i lavori sarebbero stati comunque materialmente sospesi, vista la stagione invernale che li rende impossibili, e qualcuno paventa che quello messo in atto sia solo un tentativo di confondere le acque, lasciar passare i mesi invernali, far calare l’attenzione sulla questione e così, nella prossima primavera, riaprire il cantiere e finire i lavori prima che l’attività di contrasto si rimetta in moto e agisca al riguardo. Peraltro, a riprova di tutto ciò, proprio a pochi km dal Gavia ovvero a Bormio (comune a sua volta coinvolto nei lavori al Lago Bianco), la contestatissima “Tangenzialina dell’Alute” è stata formalmente sospesa nel suo iter burocratico lo scorso agosto per poi essere resuscitata e autorizzata poche settimane fa, con un improvviso "ribaltamento" da parte degli enti politici coinvolti, che ha tanto sconcertato quanto indignato tutti, alimentando di conseguenza la diffidenza al riguardo".

 

"Insomma, a fronte dell’importante risultato raggiunto - conclude lo scrittore, lecchese di nascita ma residente nel Bergamasco -, non si può che concordare con quanto scritto dal Comitato “Salviamo il Lago Bianco” sui social a commento del documento ottenuto, cioè che se da un lato "le varie e sterili rassicurazioni ricevute diverse volte dagli enti pubblici coinvolti non possono essere considerate attendibili e che, come nel 2005, non ci accontentiamo della cantilena “ci sono tutte le autorizzazioni, state tranquilli", dall’altro che lo stop ai lavori è "comunque assolutamente tardivo e parziale dato che non entra nel merito delle infinite difformità rilevate al cantiere né delle altrettanto numerose storture dell’iter autorizzativo, ma pone lo stop unicamente a causa dello sversamento di reflui sconosciuti in habitat protetto. Lassù, a vegliare il lago ora che l’inverno se lo tiene stretto nel proprio gelido abbraccio (speriamo il più a lungo possibile), restano gli abitanti del suo mondo come il bellissimo ermellino fotografato dall’amico Simone Foglia (è sua anche l’immagine in testa al post, entrambe tratte dalla sua pagina Facebook). Di lui ci si può certamente fidare, avrà a cuore le sorti del Lago Bianco ben più di tanti deludenti esseri umani".

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