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| 13 dic 2023 | 12:10

Uccisi a fucilate i cani Argo e Fiamma, 'sentinelle' del rifugio Lago Verde. I gestori: "Vogliamo poter vivere i nostri boschi in sicurezza"

La terribile notizia è stata resa nota dagli stessi gestori del rifugio Lago Verde, che raccontano: "Argo e Fiamma, le vivaci sentinelle della nostra struttura, nati e cresciuti in montagna, sono stati deliberatamente uccisi, a soli tre anni di vita, da due colpi di fucile mentre erano a passeggio con il padrone nel bosco: potrebbe essere stato un cacciatore"

Uccisi a fucilate i cani Argo e Fiamma, 'sentinelle' del rifugio Lago Verde

PERRERO. Non riescono ancora a credere a quanto successo, i gestori del rifugio Lago Verde, che sorge a quota 2.583 metri nella Valle Germanasca, selle Alpi Cozie. Sabato, 9 dicembre, mentre i due cani Argo e Fiamma, sentinelle della struttura in quota passeggiavano con il loro padrone, sono stati colpiti da due proiettili, sparati dal fucile di una persona non ancora identificata. 

 

La terribile notizia è stata resa nota dagli stessi rifugisti, che raccontano: "Argo e Fiamma, le vivaci sentinelle del nostro rifugio, nati e cresciuti in montagna, sono stati deliberatamente uccisi ieri, a soli tre anni di vita, da due colpi di fucile mentre erano a passeggio con il padrone sui sentieri della nostra Val Germanasca".

 

Nulla si sa tuttavia sull'identità di chi ha sparato: "Li ha uccisi un uomo identificabile come un cacciatore che poi è fuggito", fanno sapere. Questa, tuttavia, solo una supposizione. Il fatto è avvenuto sabato 9 dicembre, qualcuno ha ben pensato di sparare ai due poveri animali: una passeggiata tranquilla trasformatasi in una "tragedia", come fatto notare dai gestori del rifugio Lago Verde, ancora increduli. 

 

Uno dei due cani è morto sul posto mentre l'altro è stato trasportato in una clinica veterinaria ma non ce l'ha fatta. Chi ha sparato è scappato facendo perdere le proprie tracce: episodio prontamente segnalato ai carabinieri della stazione di Perrero, che stanno lavorando per identificare il responsabile.

 

 "Non vogliamo un mondo così - concludono i rifugisti -. Non vogliamo non poter frequentare i nostri sentieri e boschi in sicurezza. Non vogliamo che le nostre passeggiate si trasformino in tragedie". Un racconto che rivela una terribile vicenda ma che cela anche un invito per tutti "alla riflessione. Grazie a voi, Argo e Fiamma, anime pure e belle, con tutto il nostro amore".

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