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Un patto italo-algerino per rilanciare il Nevegal: "Un progetto inclusivo, attento all’ambiente, al rispetto di storia e identità del territorio"

E' stato presentato e firmato il progetto tra il Comune di Belluno e la società italo-algerina per rilanciare il Nevegal. L'idea è quella di modernizzare gli impianti ma anche di rivitalizzare il colle con strutture ricettive e centri per il wellness

Di Michele Lussu - 06 agosto 2023 - 16:56

BELLUNO. Circa 60 milioni di euro iniziali più, successivamente, altri 30 milioni per riqualificare gli impianti e rivalorizzare il Nevegàl con strutture ricettive e centri per il wellness. E' l’ambizioso piano contenuto nella lettera di intenti firmata giovedì mattina tra la neo costituita Nevegàl 365 e il Comune di Belluno. Questo quanto presentato da Kamel Layachi, amministratore unico della società, e Ivano Wiel, la “quota bellunese” della società che si affiancherà agli altri 3 soci algerini.

 

Il progetto è stato il frutto di un lavoro lungo 10 mesi fatto di viaggi tra Algeria ed Europa per andare alla ricerca dei soci e degli investitori. Il piano, come tradisce anche il nome della stessa società, è quello di rendere il Nevegàl un polo attrattivo in ogni momento dell’anno. L’obiettivo è quindi quello di recuperare l’impiantistica invernale, ma garantendo anche strutture ricettive e attività in grado di rendere il colle vivibile in ogni stagione.

 

"Nevegal 365 è un progetto molto ambizioso che vuole rilanciare l’area del Nevegal con la modernizzazione dell’impiantistica e con la parte recettiva del territorio, perché il Nevegal torni a essere la prima area di villeggiatura”, spiega l’amministratore unico Layachi. "Sarà soltanto l’inizio di una intensa collaborazione perché vogliamo portare altri investitori qui. Abbiamo già creato un ufficio di assistenza per gli investimenti. E' un progetto inclusivo, attento all’ambiente, al rispetto di storia e identità del territorio”.

 

Nato in Algeria ma in Italia da 33 anni, di cui 30 a Pederobba, nel 2016 Kamel Layachi era stato al centro di una polemica politica per la sua partecipazione a un incontro con i ragazzi delle scuole medie dell’istituto Pertile di Agordo in qualità di imam responsabile della comunità islamica del Triveneto.

 

L’incontro avveniva nell’ambito di un progetto volto a garantire il dialogo inter religioso e avrebbe visto l’affiancamento anche dell’insegnamento di religione dell’istituto. L’iniziativa giunse alle orecchie dell’attuale ministro alle infrastrutture Matteo Salvini che, insieme all’allora assessora Elena Donazzan, contribuì a guastare il clima nel quale si sarebbe dovuto svolgere l’intervento portando infine all’annullamento dello stesso. Attualmente Layachi al suo ruolo di imam affianca anche l’attività di imprenditore con due attività in Algeria, una nel settore agropastorale e una società di affari.

 

Le storie passate non hanno comunque impensierito l’attuale amministrazione comunale che ha appena firmato la lettera di intenti e contribuito alla genesi della società. Lo spiega Ivano Wiel, socio bellunese della società: “Sono stato tirato dentro da Franco Roccon. Abbiamo fatto molti pieni di benzina e molti voli aerei in giro per tutta Europa per trovare gli investitori”. E riconosce le difficoltà della sfida: “Si fa fatica a dire che il Nevegal sia un investimento, abbiamo il 40% di possibilità di fare utili”.

 

La società partirà con un capitale sociale di 10mila euro, necessario unicamente a pagare notaio e commercialista come chiarisce sul suo profilo Facebook lo stesso Wiel mentre “il grosso investimento per il Progetto Nevegal è già stato deliberato alla Nevegal 365 dal Fondo di investimento europeo e non dipende dal capitale sociale, ma dal valore della proposta economica presentata e approvata”.

 

L’operazione dovrebbe svilupparsi nell’arco di 2-3 anni mentre vige il riserbo sull’identità degli altri investitori. Sempre sul suo profilo social, Wiel anticipa anche le possibili critiche mosse dalla perplessità di investire su impianti sciistici su di un colle che non può più garantire un innevamento sufficiente per la stagione sciistica: “Ho conosciuto tanti maestri 'siensiati' che ci hanno 'imparato' riguardo la possibile e sicura mancanza di neve in quota e di non buttare i soldi della Nevegal 365 in una operazione fallimentare in partenza. Noi abbiamo il cappello da stupidi e ringraziato per la importante lezione economica/climatica e non volendo farci vedere 'imparati' abbiamo annuito e cambiato discorso. L' anno ha 12 mesi anche a Belluno, 2 li dedicheremo allo sci, in perdita anche con la neve, ma altri 8 li investiremo sulla bellezza, sul divertimento, sullo star bene. Pertanto i Siensiati sono pregati di lasciarci Ignoranti e cambiare interlocutori”.

Non è infine mancata la piccola polemica a corollario della notizia quando l’assessore Franco Roccon ha così annunciato la firma della lettera di intenti: "Una grande soddisfazione dopo 10 mesi di intenso lavoro che sconfigge i boccaloni, gli idioti e ignoranti che non vedono oltre il proprio cortile di casa”. Il post, poi modificato, ha scatenato la reazione del Pd cittadino che ha commentato esprimendo la propria soddisfazione per i futuri investimenti sul colle, ma biasimando l’atteggiamento 'ultras' dell’assessore e chiedendosi poi cosa avrebbe detto Roccon se un’amministrazione di centrosinistra avesse presentato un piano strategico per il Nevegal in conferenza stampa, senza rispondere preventivamente in Consiglio comunale.

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