Contenuto sponsorizzato
Trento
18 marzo | 20:21

Capanna Cervino si arrende di nuovo: "Non c'è collaborazione: l'accessibilità è un problema. La Provincia ha promesso di passare ma non si è visto nessuno"

La situazione sul fronte accessibilità tra passaggi, reti e divieti non è cambiata. Nonostante l'accordo raggiunto negli scorsi mesi tra i gestori del rifugio Capanna Cervino e la società impianti Castellazzo la tensione resta alta sul passo Rolle 

SIROR. E' un inverno più che difficile a passo Rolle e continua la disputa sull'accesso all'area per scialpinisti, ciaspolatori e pedoni. Nonostante la mediazione della Provincia e l'accordo per una soluzione temporanea in attesa di definire meglio le regole d'ingaggio, sarebbero ancora numerosi i problemi per i fruitori della zona. "E' impossibile poter lavorare e fare turismo", spiega Elena Mich, titolare di Capanna Cervino. "In questo contesto non si può tenere aperto tra divieti, limiti e scarsa collaborazione ma soprattutto un interesse molto basso a livello generale sulle situazione complessa".

La vicenda riguarda le difficoltà riscontrate dalle strutture in quota a causa di reti e divieti, che 'complicano' l'accesso ai turisti e i rapporti difficili tra i rifugisti e la società impianti di Castellazzo. Nei mesi scorsi è stato lanciato un grido d'allarme, e anche qualcosa in più con una chiusura temporanea, da parte di Capanna Cervino, la struttura era rimasta sostanzialmente isolata: gli escursionisti faticavano a raggiungere la zona a oltre 2 mila metri di quota al cospetto del Cimon della Pala nell'area del Primiero e delle Dolomiti patrimonio dell'Unesco.

 

A causa di una serie di disdette arrivate nel tempo dai molti clienti che avevano avuto difficoltà nel raggiungere il rifugio, gli appelli e la chiusura si è provveduto a organizzare un incontro con le parti interessate (Elena Mich, titolare del rifugio e il gestore degli impianti ndr). Un confronto promosso dall'assessorato guidato da Roberto Failoni che sembrava aver sbloccato la situazione. L'accordo è stato trovato ma in realtà non tutto sarebbe filato liscio.

"Più che un accordo è stata un'imposizione ma l'accessibilità all'area è migliorata solo per qualche settimana: tutto è stato sostanzialmente demandato a noi, la tracciatura del percorso sotto la supervisione della società impianti, la predisposizione dell'area e dell'apposita segnaletica (reti, cartelli, pali gialli e neri) a spese nostre", dice Elena Mich. "Ci siamo impegnati per il bene dell'area nel disinteresse generale. Nonostante le promesse nessuna autorità è passata a verificare la situazione".

 

La società Castellazzo srl si era impegnata già da inizio gennaio a realizzare la soluzione di accesso pedonale: la collaborazione prevedeva la battitura del tracciato nel rispetto della sicurezza degli sciatori e delle esigenze delle due attività economiche. La scorsa settimana in concomitanza delle nevicate la Capanna Cervino ha annunciato qualche giorno di sospensione dell'attività e dell'impossibilità di "provvedere alla manutenzione del percorso, compreso il rondò". 

I rifugisti poi hanno comunicato la riapertura e la predisposizione degli interventi per ripristinare il percorso di accesso e il riposizionamento delle reti e dei cartelli. La replica di Castellazzo però è stata dura e che "per ovvi motivi di sicurezza è vietato l'attraversamento delle piste da sci da parte di sci alpinisti e pedoni/ciaspolatori". Un divieto che persisterà "fino a quando non verrà ripristinato il rondò". Un passo indietro, insomma, nella disponibilità sulla gestione complessiva dell'area.

 

Da qui la scelta di proseguire con la chiusura dell'attività: "E' snervante lavorare con tutte queste incertezze e senza avere la necessaria serenità", continua Elena Mich. "A conti fatti manca la collaborazione come richiesta dall'assessore e il percorso viene chiuso senza alcuna disponibilità e con l'obbligo di altri a ripristinare il rondò, un tracciato che è nell'ottica di garantire la sicurezza di tutti, anche degli sciatori". 

Una convivenza tra sci e le altre attività non sempre facile, "un'attività esclusiva perché spesso le piste da sci escludono gli altri frequentatori della montagna" (Qui articolo de L'AltraMontagna). E questo è un esempio dei rapporti sul filo dell'equilibrio. "E' stata una stagione difficile e complessa. La richiesta è quella di un intervento forte della Provincia, c'è l'urgenza di modificare la concessione in modo che la zona dalla Capanna Cervino alla statale venga dichiarata di pubblica utilità/interesse: così gran parte della strada forestale verrebbe liberata da ogni vincolo dell'area sciabile e per diventare l'accesso per i pedoni e i ciaspolatori ma anche per noi del rifugio un passaggio stabile e sicuro", conclude Elena Mich.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 25 maggio | 12:41
Il  pauroso incidente stradale si è verificato nella mattinata di oggi - lunedì 25 maggio - a Glorenza, in Alto Adige. La moto, [...]
Cronaca
| 25 maggio | 11:53
L'allarme è scattato nella serata di ieri e immediatamente sono stati attivati i soccorsi. Sono in corso gli accertamenti sulla dinamica esatta di [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato