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Trento
07 gennaio | 05:01

Capanna Cervino alza bandiera bianca: "Commossi per l'affetto delle persone ma situazione insostenibile". Divieti e reti mettono in difficoltà il turismo sul Rolle

La vicenda è complessa tra un attrito familiare con il proprietario degli impianti e le norme sui demani sciabili: "Le soluzioni proposte negli scorsi mesi non sono percorribili, chiediamo la modifica della concessione per disporre il pubblico interesse". Dopo il grido d'allarme degli scorsi giorni, la situazione non è cambiata e i titolari di Capanna Cervino hanno deciso di compiere un passo indietro. Intanto la raccolta firme è stata sottoscritta da migliaia di persone

SIROR. Il rifugio Capanna Cervino alza bandiera bianca e annuncia la chiusura. Troppo difficile andare avanti così con un braccio di ferro con la società impianti che si trascina da anni. Una situazione di forte incertezza con i clienti che rischiano, e talvolta prendono, le multe per raggiungere la struttura. Una tensione costante e crescente, anche nel corso delle ultime festività di Natale e Capodanno, che spingono i titolari dell'attività economica a compiere un passo indietro.

 

(Video di Michele Doliana)

"Nonostante il maltempo di questi ultimi giorni - dice Elena Mich, titolare della Capanna Cervino sul passo Rolle - siamo stati raggiunti da diversi turisti e residenti ma la situazione è troppo difficile. E così abbiamo deciso, seppur a malincuore, di chiudere l'attività. Ci fermiamo nella speranza che si possa trovare una soluzione". La decisione è di chiudere da martedì 9 gennaio.


(Video di Michele Doliana)

Quella a passo Rolle è una vicenda molto complessa tra divieti di accesso dalla statale fino oltre al rifugio, transenne e reti per bloccare l'accesso dalla forestale, piste parzialmente aperte. La Capanna Cervino è sostanzialmente isolata e i turisti faticano così a raggiungere la struttura a oltre 2 mila metri al cospetto del Cimon della Pala nell'area del Primiero e delle Dolomiti patrimonio dell'Unesco.

 

Sono arrivate diverse disdette nel corso delle festività a causa della segnaletica e alcune persone che hanno, comunque, raggiunto la struttura sono state multate per la violazione dei divieti. "Un duro colpo al turismo della zona. Siamo sfiniti, chiediamo l'aiuto delle istituzioni, dell'Azienda per il turismo e dei privati per modificare la concessione e definire l'uso di pubblico interesse di parte del demanio", le parole delle scorse settimane a il Dolomiti di Elena Mich, titolare dell'attività economica (Qui articolo).

"Abbiamo ricevuto tantissimi messaggi di sostegno e di vicinanza - commenta Mich - ma lavorare in questo modo è troppo difficile, troppe le incertezze". E' stata avviata dal gruppo "Amanti del passo Rolle" anche una raccolta firme. "Sono state raccolte oltre mille sottoscrizioni. Non possiamo far altro che ringraziare, commossi, tutte le persone che ci supportano in questa situazione complicata. Non è una decisione semplice ma non possiamo andare avanti così".

 

Alla base un braccio di ferro tra la sorella (titolare di Capanna Cervino) e il fratello (allevatore e proprietario degli impianti in zona Castellazzo). Un forte attrito familiare con ripercussioni per tutto l'indotto. Ma anche naturalmente per l'attività imprenditoriale costretta alle piroette per far quadrare i conti e che dà lavoro a una decina di dipendenti, chiamati a più di qualche sacrificio nell'incertezza dell'afflusso, condizionato dal "coraggio" delle persone nella decisione di "sfidare" i divieti.

Ma è anche una questione di assunzione di responsabilità e di leggi. La replica del proprietario degli impianti è stata, infatti, legata alla concessione. "In tutte le stazioni sciistiche l'accesso alle piste da sci è consentito solo a sciatori, snowboard e attrezzi similari. Questa normativa è valida su tutto il territorio nazionale e viene applicata esclusivamente per la messa in sicurezza di sciatori e dei pedoni stessi. Oltre a essere prevista una sanzione per i trasgressori da parte delle forze dell’ordine presenti nei rispettivi comprensori, in caso di incidente la responsabilità ricadrebbe sul gestore degli impianti sciistici, il quale è tenuto a rispondere penalmente della mancata applicazione di tale norma".

 

E la società Castellazzo ha spiegato anche di aver proposto un percorso alternativo, ma senza successo (Qui articolo). "Abbiamo studiato le carte e i due progetti ma sono ipotesi difficili da mettere in campo e non sarebbero risolutive. Il passaggio sul sentiero delle Cascate è molto impegnativo e con determinate condizioni anche rischioso. Troppe le incognite legate alla fruibilità in sicurezza del percorso".


(Video di Michele Doliana)

L'altra ipotesi sul tavolo, elaborata dal demanio, è di prevedere alcuni interventi per rettificare il passaggio in determinati punti della pista. "Ma sono necessari almeno sei sovrappassi o sottopassi", prosegue Mich. "Una soluzione non definitiva anche questa e con impatti anche sul paesaggio. Non sembrano poi esserci spazi per così tante varianti. Questa è una strada non percorribile e difficile da applicare. Queste alternative andrebbero a insistere in aree deputate all'allestimento di due snowpark, anche se non vengono costruiti rispettivamente da 15 anni e da 6 anni. Siamo sostanzialmente appesi a scelte unilaterali e le decisioni prese quotidianamente vengono comunicate in forte ritardo". 

 

 

La vicenda ha inoltre riscosso l'interesse dell'assessorato, la Provincia ha manifestato l'intenzione di convocare un tavolo per dirimere la questione. "Vogliamo verificare - l'obiettivo dell'assessore Roberto Failoni - se ci sono le condizioni per far convivere due necessità: da una parte la sicurezza degli sciatori sulle piste e dall’altra l'accesso al rifugio Capanna Cervino sul passo Rolle" (Qui articolo).

Nei prossimi giorni, inoltre, questa situazione arriverà in Consiglio provinciale attraverso una mozione di Filippo Degasperi (Onda). "Un ringraziamento per gli interessamenti della politica e della Provincia", evidenzia la titolare di Capanna Cervino. "Ma la soluzione che proponiamo è quello di definire l'uso di pubblico interesse di parte del demanio, bastano circa 500 metri. Oggi, per esempio, non abbiamo il diritto di passo per raggiungere casa nostra. Le norme consentono questa trasformazione e chiediamo che ci si attivi per dirimere una questione che danneggia l'interno sistema".

 

La speranza è quella che Capanna Cervino possa riaprire ancora nel corso della stagione e che si riesca a trovare una soluzione con una modifica alla concessione, seppur il passaggio non sia banale.


(Video di Michele Doliana)

"Abbiamo avvertito la vicinanza delle persone ma c'è anche molta stanchezza. Non chiediamo la chiusura degli impianti perché anche gli sciatori sono nostri clienti ma la richiesta è quella di modificare la concessione in modo che la zona dalla Capanna Cervino alla statale venga dichiarata di pubblica utilità/interesse: così gran parte della strada forestale verrebbe liberata da ogni vincolo dell'area sciabile e diventerebbe l'accesso per i pedoni e i ciaspolatori ma anche per noi del rifugio un passaggio stabile e sicuro", conclude Mich.

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