"Speriamo che la scelta non sia definitiva", il sindaco sulla decisione di chiudere di Capanna Cervino per le reti e i divieti. Failoni: "Vertice già in settimana"
Il rifugio Capanna Cervino ha annunciato al chiusura per le reti e i divieti che rendono difficile raggiungere la struttura. Il sindaco: "L'auspicio è che si possa risolvere la questione perché non è un bel biglietto da visita". L'assessore Roberto Failoni: "In settimana un vertice per trovare una soluzione"

SIROR. "Non è un bel biglietto da visita perché i divieti e reti sono di difficile comprensione per un turista, anche se sono a norma di legge". Queste le parole di Daniele Depaoli. Il sindaco di Primiero San Martino di Castrozza interviene a il Dolomiti dopo che Capanna Cervino ha annunciato che da martedì 9 gennaio intende chiudere la struttura. "Auspichiamo che prevalga il buonsenso tra le parti, che si riesca a trovare una strada per arrivare alla fine dell'inverno prima e poi per sviluppare una soluzione definitiva".
Quella a passo Rolle è una vicenda complessa tra divieti di accesso dalla statale fino oltre al rifugio, transenne e reti per bloccare l'accesso dalla forestale, piste parzialmente aperte. La Capanna Cervino è sostanzialmente isolata e i turisti faticano così a raggiungere la struttura a oltre 2 mila metri al cospetto del Cimon della Pala nell'area del Primiero e delle Dolomiti patrimonio dell'Unesco.
Dopo il grido d'allarme degli scorsi giorni (Qui articolo), la situazione non è cambiata e i titolari di Capanna Cervino hanno deciso di compiere un passo indietro mentre la raccolta firme è stata sottoscritta da migliaia di persone (Qui articolo).
Alla base c'è un braccio di ferro tra la sorella (titolare di Capanna Cervino) e il fratello (allevatore e proprietario degli impianti in zona Castellazzo). Un forte attrito familiare con ripercussioni per tutto l'indotto. Ma è anche una questione di assunzione di responsabilità e di leggi. La replica del proprietario degli impianti è stata, infatti, legata alla concessione e alle norme (Qui articolo). Una situazione di forte incertezza con i clienti che rischiano, e talvolta prendono, le multe per raggiungere la struttura.
Le ipotesi prospettate nel corso del tempo sono il passaggio sul sentiero delle Cascate ("Molto impegnativo e con determinate condizioni anche rischioso", ha spiegato Elena Mich. "Troppe le incognite legate alla fruibilità in sicurezza del percorso") oppure alcuni interventi per rettificare il passaggio in determinati punti della pista ("Ma sono necessari almeno sei sovrappassi o sottopassi" ,le parole della titolare di Capanna Cervino. "Una soluzione non definitiva anche questa e con impatti anche sul paesaggio").
Tante incertezze e così la decisione di chiudere. "Non entro nel merito della diatriba familiare - prosegue Depaoli - ma penso che ci possa essere la possibilità di trovare una soluzione che possa accontentare tutti. Speriamo che la chiusura non sia una scelta definitiva e che ci possa essere spazio per un ripensamento per l'alta valenza della zona: tutti possono avere un vantaggio. La Provincia ha confermato la volontà di prendere in mano la situazione per trovare una soluzione".
La vicenda ha, infatti, riscosso l'interesse dell'assessorato, la Provincia ha manifestato l'intenzione di convocare un tavolo per dirimere la questione per verificare se ci sono le condizioni per far convivere due necessità: da una parte la sicurezza degli sciatori sulle piste e dall’altra l'accesso al rifugio (Qui articolo).
Una presa in carico confermata da piazza Dante. "Nelle prossime ore fisserò un incontro con le parti per approfondire la questione già questa settimana", conclude a il Dolomiti l'assessore Roberto Failoni.


















