Divieti e reti mettono in difficoltà il rifugio (e il turismo) sul Rolle, la Provincia convoca le parti in causa: "Zona ad altissimo pregio. Cercheremo di risolvere la questione"
E' complessa la situazione sul passo Rolle tra Capanna Cervino e la società impianti Castellazzo. Arriva l'interesse della Provincia per dirimere la questione

TRENTO. Un vertice per dirimere la questione che riguarda l'area del passo Rolle. Arriva l'interesse della Provincia sul braccio di ferro tra il rifugio Capanna Cervino, con le altre attività economiche, e la società impianti Castellazzo. L'intenzione dell'assessore Roberto Failoni è di convocare un tavolo e trovare una soluzione.
"Vogliamo verificare se ci sono le condizioni per far convivere due necessità: da una parte la sicurezza degli sciatori sulle piste e dall’altra l'accesso al rifugio Capanna Cervino sul passo Rolle", questo l'obiettivo indicato da Failoni. L'assessore annuncia che convocherà a breve le parti in causa per risolvere la controversia riportata da il Dolomiti, nell'interesse di tutto il comprensorio turistico.
E' una situazione complessa a passo Rolle tra divieti di accesso dalla statale fino oltre al rifugio, transenne e reti per bloccare l'accesso dalla forestale, piste parzialmente chiuse. La Capanna Cervino è sostanzialmente isolata e i turisti faticano così a raggiungere la struttura a oltre 2 mila metri al cospetto del Cimon della Pala nell'area del Primiero e delle Dolomiti patrimonio dell'Unesco.
E arrivano così anche le disdette dei clienti con le ripercussioni del caso in questo periodo di altissima affluenza turistica per le festività di Natale e di Capodanno. "Un duro colpo al turismo della zona. Siamo sfiniti, chiediamo l'aiuto delle istituzioni, dell'Azienda per il turismo e dei privati per modificare la concessione e definire l'uso di pubblico interesse di parte del demanio", le parole a il Dolomiti di Elena Mich, titolare dell'attività economica (Qui articolo).
Poi la replica del proprietario degli impiantisti. "In tutte le stazioni sciistiche l'accesso alle piste da sci è consentito solo a sciatori, snowboard e attrezzi similari. Questa normativa è valida su tutto il territorio nazionale e viene applicata esclusivamente per la messa in sicurezza di sciatori e dei pedoni stessi. Oltre a essere prevista una sanzione per i trasgressori da parte delle forze dell’ordine presenti nei rispettivi comprensori, in caso di incidente la responsabilità ricadrebbe sul gestore degli impianti sciistici, il quale è tenuto a rispondere penalmente della mancata applicazione di tale norma". E la società Castellazzo ha spiegato anche di aver proposto un percorso alternativo, ma senza successo (Qui articolo).
Ora la materia sbarca sul tavolo dell'assessorato. "Parliamo di un'area ad altissimo pregio per lo sci sia per l'escursionismo, con l'itinerario che oltre alla struttura interessata tocca anche Baita Segantini. Senza entrare nel merito della controversia, cosa che non compete alla Provincia, è evidente che bisogna trovare al più presto una soluzione di buon senso che soddisfi le parti ma soprattutto che garantisca ai visitatori di poter godere appieno della bellezza di un'area dolomitica come quella del passo Rolle. Ci auguriamo di farlo per le vie brevi, ed è per questo che incontrerò i soggetti coinvolti al fine di concertare una mediazione", conclude Failoni.














