Contenuto sponsorizzato
Trento
09 gennaio | 12:21

Divieti e reti mettono in difficoltà Capanna Cervino, Degasperi: "Situazione assurda: un danno all'immagine del Rolle. La speranza è che la Provincia intervenga quanto prima"

L'interrogazione del consigliere provinciale Degasperi: "Ci si chiede se la Provincia ritenga o meno opportuno riconoscere la zona come area di pubblico interesse per concedere così il transito a pedoni, ciaspolatori e scialpinisti su un percorso a loro dedicato e riconoscere anche agli esercizi pubblici il diritto di accesso e come si intenda risolvere la questione che arreca danni non solo ai proprietari dei rifugi ma soprattutto all'immagine del Passo Rolle"

Divieti e reti mettono in difficoltà Capanna Cervino, Degasperi: Situazione assurda: un danno all'immagine del Rolle

TRENTO. La complessa vicenda legata a Capanna Cervino sta facendo discutere. Tra un attrito familiare con il proprietario degli impianti e le norme sui demani sciabili, le gestrici della struttura sono giunti alla conclusione che sia meglio compiere un passo indietro, optando per la chiusura: "Le soluzioni proposte negli scorsi mesi non sono percorribili - dichiaravano qualche giorno fa le titolari di Capanna Cervino -. Chiediamo la modifica della concessione per disporre il pubblico interesse".

 

Una questione che ha condotto il consigliere provinciale Filippo Degasperi a intervenire, elaborando un'interrogazione indirizzata al presidente del consiglio provinciale Claudio Soini: "Passo Rolle - si legge nel testo -: zona di pubblico interesse o montagna privatizzata? E’ noto che il decreto legislativo nr. 40/2021 e la legge provinciale nr. 7/1987 (Legge Provinciale sugli impianti a fune) prevedono il divieto di accesso nelle aree sciabili e ciò include il tracciato del giro delle malghe - viene premesso -. 24 ore su 24 formalmente vietato a pedoni, ciaspolatori e scialpinisti".

 

"Per superare l’assurda situazione generata da applicazioni del divieto che di fatto privatizzano la montagna riservandone la fruizione a chi se ne appropria per primo, si è attivata una petizione per il riconoscimento della zona del Passo Rolle come area di pubblico interesse o di pubblica utilità". Una raccolta firme di fatto andata a gonfie vele con migliaia di adesioni, "avviata - come ricorda Degasperi - direttamente dalle titolari della Capanna Cervino, poiché da un giorno all’altro l’accesso di pedoni e ciaspolatori al rifugio è stato bloccato, isolando il punto ristoro con conseguenti disdette da parte dei clienti".

 

"Più volte ma inutilmente si è cercato di raggiungere un accordo con il gestore degli impianti - fa sapere il consigliere provinciale - primo responsabile del posizionamento di reti e transenne che impediscono il passaggio, lasciando Capanna Cervino e le altre malghe in una condizione di totale subordinazione alle condizioni dettate dall’impiantista che si avvale dell’area come cosa propria". 

 

Un duro colpo al turismo del Passo Rolle. Così, è stata lanciata la petizione "per riconoscere la zona come area di pubblica utilità e modificare parte della concessione del demanio (vedi comma 1 dell’articolo 5 “risoluzione anticipata e recesso” dell’atto di concessione in uso) e finalmente liberare la zona dai vincoli presenti affinché si possa ritornare a godere appieno del percorso tanto amato dai turisti".

 

Vista la delicata situazione, Degasperi ha deciso di interrogare il presidente della Provincia "per conoscere il ruolo della Provincia e del Comune negli iter per la modifica della concessione composta dalle 22 “particelle” demaniali (concesse al gestore degli impianti) che fanno parte del comprensorio sciistico nonostante in parte non siano utilizzate e che vengono interdette senza alcun preavviso con il solo risultato di mettere in difficoltà ospiti e esercizi commerciali", ma anche per sapere "se non si ritenga opportuno riconoscere la zona come area di pubblico interesse o di pubblica utilità per concedere così il transito a pedoni, ciaspolatori e scialpinisti su un percorso a loro dedicato e riconoscere anche agli esercizi pubblici il diritto di accesso o, in alternativa, per sapere come si intende risolvere la questione che arreca danni non solo ai proprietari dei rifugi ma soprattutto all'immagine del Passo Rolle".

 

E conclude chiedendo "quale procedura intende avviare per l'individuazione di un percorso dedicato e definitivo e con quali tempistiche considerato che l’anno scorso l’accordo raggiunto tra le titolari della Capanna Cervino e il gestore degli impianti consentiva un passaggio su strada forestale (parte ufficiale del “sentiero Italia” riconosciuto dal Club Alpino Italiano) solo in certe fasce orarie". 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 05 agosto | 20:02
Dall'azzardo del padre che lasciò il lavoro in fabbrica per aprire una piccola bottega di 'fai da te' alla scelta dopo gli studi di [...]
Cronaca
| 05 agosto | 19:41
La denuncia è della consigliera provinciale altoatesina Brigitte Foppa che sottolinea: "E la sostenibilità dov'è? Abbiamo veramente [...]
Montagna
| 05 agosto | 13:51
La denuncia della pagina social Laggio Lajo di Cadore: "Magari a casa vostra lo potete anche fare al lato della strada ma non qui in Cadore. Noi [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato