Contenuto sponsorizzato
Trento
18 gennaio | 21:01

"Parcheggi pieni sul Tonale e sul Grostè con gli scialpinisti", il presidente del Brenta Team: "Si parla di superare la monocultura dello sci ma poi nessuno ci aiuta"

"La soluzione sarebbe semplice ma non si riescono a compiere passi in avanti". A dirlo Rino Pedergnana. Il referente della Fisi trentina per lo scialpinismo è anche il presidente del Brenta Team, la società con più tesserati per questa disciplina in Italia

"Parcheggi pieni sul Tonale e sul Grostè con gli scialpinisti"

TRENTO. "La soluzione sarebbe semplice ma non si riescono a compiere passi in avanti". Queste le parole a il Dolomiti di Rino Pedergnana, presidente dello Sci club Brenta Team e referente della Fisi trentina per il settore dello scialpinismo. "Prima dell'inizio della stagione sciistica i parcheggi sul Tonale e in val Rendena sono pieni come a Natale ma per l'afflusso degli scialpinisti. Ma nonostante questo e le soluzioni a portata di mano resta sempre tutto incredibilmente fermo. E ci si affida alla sensibilità di alcune destinazioni per trovare gli spazi".

 

Negli scorsi giorni l'ex assessore Luca Zeni ha evidenziato che la questione è giuridicamente delicata ma che si potrebbe mettere gli impiantisti alle strette: "vincolare" le risorse destinate dall'ente pubblico alle destinazioni sciistiche per regolamentare meglio lo scialpinismo in Trentino. L'esponente del Partito Democratico aveva provato a smuovere le acque salvo poi "scontrarmi con ogni Giunta di ogni colore politico" (Qui articolo).

 

"Non è tanto la multa quanto dover svolgere questa attività in modo furtivo, magari essere fermati e sentirsi fuorilegge", evidenzia Pedergnana. "E anche gli atleti agonisti sono in difficoltà negli allenamenti per le gare e per i vari appuntamenti durante la stagione invernale".

 

Il Brenta Team conosce i problemi da affrontare in quanto è la società di sci alpinismo con più tesserati in Italia. "In questi anni abbiamo avanzato proposte e abbiamo partecipato a numerosi incontri, ma non si è mai sbloccato nulla. Ogni tanto qualche località sciistica mette predispone qualche tracciato in quota, ma magari la stagione successiva diventano delle piste da slittino, come è successo sul Grostè. Si dovrebbe fare come in Alto Adige che ci sono dei percorsi ad hoc per permettere di praticare questo sport".

Molte destinazione organizzano eventi, raduni e manifestazioni di scialpinismo. Appuntamenti, che accolgono centinaia di partecipanti tra atleti e semplici appassionati, che coinvolgono le piste da sci.

 

"Le gare e i vari eventi sono solo la punta dell'iceberg di un movimento che è molto ampio", dice Pedergnana. "Lo scialpinismo è indotto: quando gli impianti sono rimasti chiusi a causa dell'emergenza Covid, i rifugi hanno lavorato e tante persone si sono portate in montagna". 

 

Nulla sostanzialmente è mai cambiato, la legge vieta "normalmente" la risalita delle piste. La materia è insomma caratterizzata da diverse contraddizioni. "A Trento il Comune ha investito 30 mila euro per un nuovo evento, non sono poche risorse. Tutto è andato bene ma il giorno successivo tutto ritorna quasi alla normalità. E' da anni che chiediamo un ragionamento di sistema per trovare una soluzione". 

 

E il debutto alle Olimpiadi, organizzate a Milano e Cortina con Trentino e Alto Adige, stimolerà ulteriormente il segmento. E per questo si avverte la necessità di regolamentare l'accesso alle piste. "Ci sono sentieri e percorsi forestali che potrebbero essere utilizzati per lo scialpinismo, oppure passaggi limitrofi alle piste, serve però la volontà di battere e prevedere la manutenzione dei tracciati". 

 

Oggi le risalite possono essere ammesse solo previa autorizzazione del gestore dell'area sciabile attrezzata. Non è esclusa la possibilità, in futuro, di aprire agli scialpinisti l'accesso al demanio sciabile. Una non chiusura a questa ipotesi c'è da Dolomiti Superski (Qui articolo), ragionamenti possono essere avviati anche per Anef, con gli impiantisti però che non nascondono come si tratterebbe di una "rivoluzione" (Qui articolo). In un contesto di crisi climatica lo scialpinismo in ambiente non è garantito a quote più basse e più in alto la pratica presuppone un'organizzazione e una preparazione ben diversa. Le funivie hanno anche forza di innevamento. L'ostacolo maggiore è legato alla responsabilità

 

"Le regole chiare migliorano la gestione e la sicurezza per tutti", aggiunge il presidente del Brenta Team. "Eventualmente si può trovare un accordo e incaricare uno sci club per la parte specifica, però serve la volontà di tutte le parti". 

 

Il campione trentino Federico Nicolini ha spiegato a il Dolomiti che sarebbe disposto a pagare anche una sorta di skipass (Qui articolo). "E' così, ci sarebbe questa disponibilità senza alcun dubbio. Ricordo che inizialmente c'è stata qualche protesta quando è stato introdotto un ticket per praticare lo sci di fondo, oggi è normale pagare per accedere a un servizio. Avverrebbe la stessa cosa per lo scialpinismo perché siamo disposti a fare la nostra parte". 

 

A muoversi in ottica olimpica la zona di Bormio in Lombardia con l'idea Skimopark, ma dalla piana del Gaver parzialmente riconvertita a Montespluga, il primo avamposto d'Europa completamente dedicato agli scialpinisti ci sono esempi di destinazioni che puntano su un turismo alternativo o quantomeno sulla diversificazione dell'offerta. Non sempre è possibile ma altrove si cerca qualche soluzione.

 

"La questione non sarebbe difficile da risolvere ma non si riescono a compiere passi in avanti. Si parla di superare la monocultura dello sci, però il progetto de La Sportiva sul passo Rolle è stato bloccato e spesso veniamo messi in difficoltànessuno a conti fatti aiuta gli scialpinisti", conclude Pedergnana.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 09 agosto | 06:00
L'assessora provinciale alla cultura prova a spegnere la polemica, richiama "all'ordine" (perché di questo si tratta) il Consiglio [...]
Cronaca
| 09 agosto | 07:22
E' successo a Vetriolo, sul posto  i vigili del fuoco di Levico Terme, assieme ai corpi di Vignola e Pergine
Cronaca
| 09 agosto | 06:50
Sono 110 i detenuti per 88 posti in una struttura ormai fatiscente e tra le più sovraffollate del paese. E intanto gli agenti, sempre troppo [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato