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| 28 lug 2024 | 19:36

Commozione, preghiera e la passione di oltre 700 alpinisti: il mondo della montagna con il Coro della Sosat nel ricordo dei suoi caduti e di Ermanno Salvaterra

I canti del coro della Sosat hanno accompagnato la giornata dedicata ai caduti della montagna nel cuore del Brenta, al rifugio XII Apostoli 

Commozione, preghiera e la passione di oltre 700 alpinisti: il mondo della montagna con il Coro della Sosat nel ricordo dei
di Redazione

TRENTO. Erano circa 700 gli alpinisti ed escursionisti che sfruttando la bellissima giornata hanno voluto partecipare al tributo del popolo delle vette ai caduti della montagna.

 

L'appuntamento era per domenica 28 luglio, ai 2.500 metri di quota del rifugio Fratelli Garbari ai XII Apostoli, nel cuore del Brenta.

 

Tra i protagonisti di questo pellegrinaggio, anche quest’anno c’è stato il coro della Sosat, con i coristi che al pari degli altri partecipanti si sono così inerpicati sulla “scala santa” e poi sui ghiaioni e le balze rocciose che portano al rifugio e alla chiesetta scavata nella dolomia alla base della Cima XII Apostoli.

 

Il Coro della Sosat partecipa a questo evento dal 1963”, hanno orgogliosamente ricordato con una nota inviata alla stampa.

 

I canti del coro hanno accompagnato la messa celebrata da don Giorgio Dall’Oglio, e sulle note di “Signore delle Cime” a tutti i presenti è venuto un nodo alla gola di commozione.

 

Al termine del rito religioso il coro ha continuato ad intonare canti di montagna: l’ultimo atto ufficiale della giornata dedicata ai caduti della montagna è stato nella chiesetta, la grotta con la grande abside a forma di croce che domina la val di Nardis, dove quest’anno Aldo Turri, il gestore del rifugio, ha aggiunto le lapidi di Ermanno Salvaterra e di due giovani ragazzi, Fabio Battocchi e Federico Bugna, caduti in un burrone in val Daone nel 2016.

 

Sono oltre 220 le lapidi a ricordo dei caduti della montagna poste sulle pareti di dolomia dal 1953, anno in cui la chiesa venne inaugurata.

 

Ermanno Salvaterra, guida alpina e maestro di sci di Pinzolo è caduto sul Campanil Alto il 18 agosto dello scorso anno. Ermanno era un alpinista forte e noto come: l’uomo del Torre. Lui era stato gestore del XII Apostoli ed era un amico del Coro della Sosat sin da giovane, perché il rifugio ai XII è stato gestito dalla sua famiglia dal 1948 sino al 2007.

 

Il Presidente del Coro della Sosat Andrea Zanotti ha detto nel suo intervento di saluto: “Nella continuità della manifestazione, quest’anno, un particolare valore viene dato alla memoria di Ermanno Salvaterra. Non tanto e non solo per la rilevanza del suo ruolo nell’alpinismo contemporaneo, ma per l’amicizia e l’accoglienza che ha riservato da sempre al Coro della Sosat contribuendo a far diventare il rifugio XII Apostoli una patria. Accanto a questa dedicazione oggi se ne aggiunge un'altra perché il nostro pensiero grato va a Dario Scarpa, straordinario corista di lungo corso, che proprio ieri abbiamo salutato per l’ultima volta. Due amici che ci aiutano a fare il cielo un po’ più vicino alla nostra terra”.

 

Fra i presenti, il presidente della Sat di Pinzolo Paolo Querio, il presidente della Sosat Luciano Ferrari ed il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Tione e quello dei Carabinieri di Madonna di Campiglio.

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