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Dalla climber iraniana per i diritti civili Nasim Eshqui a Corrado Augias, tutto pronto per il Trento Film Festival: "Un caleidoscopio sulle montagne del mondo"

L’esplorazione di se stessi, la fragilità della montagna e le nuove sfide sono alcuni dei fili che si snodano tra i 120 film e gli oltre 130 eventi in programma nella 72esima edizione del Trento Film Festival. Leveghi: "Ogni spettatore potrà comporre il suo quadro d’insieme, stupendosi a ogni piccolo cambio di angolazione di quanto possa cambiare la visione complessiva"

Foto di Andrea Bortolotti
Di LA - 08 aprile 2024 - 17:00

TRENTO. Sono più di 40 le location pronte per accogliere i 120 film e gli oltre 130 eventi del 72esimo Trento Film Festival. Un'edizione che si profila estremamente eterogenea e ricca di spunti di riflessione, con ospiti italiani e internazionali, come gli alpinisti Reinhold Messner, Tamara Lunger, Krzysztof Wielicki, Silvo Karo, la climber iraniana e attivista per i diritti civili Nasim Eshqui, il campione di arrampicata Stefano Ghisolfi, gli scrittori Mauro Corona, Arno Camenisch, Enrico Brizzi, Erri De Luca, Fosco Terzani, Matteo Righetto, gli attori Alessio Boni e Veronica Pivetti. E i giornalisti Corrado Augias e Beppe Severgnini, il filosofo Umberto Galimberti, gli esploratori Alex Bellini, Tristan Gooley e Lorenzo Barone (Qui info e programma completo).

 

Il Trento Film Festival è in programma dal 26 aprile al 5 maggio e, come anticipato a febbraio, la sezione Destinazione quest'anno è dedicata all'Irlanda, terra di migrazioni e paesaggi mozzafiato. Una serie di appuntamenti alla scoperta dell’irishness tra cinema, letteratura e ovviamente musica, con Cisco dei Modena City Ramblers che suonerà i successi di “Riportando tutto a casa”, a trent’anni dall’uscita dell’album, dialogando con il giornalista radiofonico John Vignola.

 

Il lancio della kermesse a Milano con il presidente del Trento Film Festival, Mauro Leveghi, il componente Comitato direttivo centrale del Cai, Angelo Schena, la direttrice della rassegna, Luana Bisesti, e il responsabile del programma cinematografico Mauro Gervasini. In rappresentanza del Comune di Trento, socio del Festival, è intervenuta l’assessora alla cultura Elisabetta Bozzarelli.

 

"Per tanti anni, il Trento Film Festival è stato il 'Film festival della montagna', con le terre alte declinate al singolare", commenta il presidente Mauro Leveghi. "Retaggio di una visione un po’ idealista, superata nei fatti e forse mai realmente adatta all’animo della rassegna. Fin dai primi anni, infatti, il Festival ha messo da parte il concetto monolitico di montagna da conquistare in nome di qualche idea forte, fosse il progresso o la patria. Oggi la vera identità del Trento Film Festival è nel suo pay off: 'Montagne e Culture'. Al plurale, entrambe, perché tante sono le montagne del mondo, e ci piace pensare come addirittura infiniti i modi di guardare ad esse, di viverle e di interpretarle. Anche in questa 72esima edizione proveremo a dare spazio e voce a questa pluralità, pensando al Festival come una sorta di caleidoscopio, attraverso il quale ogni spettatore compone il suo quadro d’insieme, stupendosi ad ogni piccolo cambio di angolazione di quanto possa cambiare la visione complessiva".

 

Un Festival che, nella sua edizione 2024, intende dunque aprirsi sempre di più a mondi e linguaggi diversi, anche attraverso nuove rubriche come Cincontri, Sete d’infinito e Avventure fuori porta, rinnovando i contenuti di format consolidati come Emozioni tra le pagine, Un’ora per acclimatarsi, Pillole di scienza, e riportando nel programma le apprezzate uscite sul territorio con gli Story trekking.

 

Molte le masterclass in programma, da un workshop dedicato alle animazioni di Hayao Miyazaki, in occasione dei cinquant’anni di Heidi, fino alla lezione di Massimiliano Nocera, scenografo de Le otto montagne, passando per un laboratorio con Ludovica Basso, in arte Clorophilla, firma del manifesto ufficiale dell’edizione.

 

Non mancheranno le proposte del T4Future, la sezione del Festival dedicata alle nuove generazioni: un programma di proiezioni, laboratori e attività pensato per favorire l’educazione all’immagine e promuovere tematiche legate allo sviluppo sostenibile, alla tutela dell’ambiente e all’educazione alla cittadinanza attiva, in collaborazione con tante realtà del territorio. Tra i protagonisti, Davide Baldoni, diplomato all’Accademia Disney e dal 1999 illustratore per Topolino, e il regista Enzo d’Alò, che presenterà il suo ultimo lungometraggio animato, Mary e lo spirito di mezzanotte.

 

Proiezioni dei film selezionati, ma anche incontri con gli autori e i registi, laboratori per bambini e famiglie e infine, ma non da ultimo, le attesissime serate evento, alpinistiche e non. "Quest’anno abbiamo provato a intrecciare ancora di più i tanti fili che dal 1952 a oggi si snodano nei contenuti, nei linguaggi e nei format della rassegna", spiega la direttrice Luana Bisesti. "Cinema e letteratura, documentario e fiction, alpinismo e racconto della montagna vissuta, arte e realtà, musica e silenzi: non vogliamo immaginarli come poli opposti, ma come elementi che si contaminano e si fondono in una rappresentazione corale delle montagne del mondo".

 

Toccherà a Beppe Severgnini aprire le danze, con la lectio alla cerimonia di apertura e con lo spettacolo inedito dal titolo "Una storia scivolosa". Sul palco del Teatro Sociale, insieme all’attrice Marta Rizi, il giornalista accompagnerà il pubblico in un viaggio attraverso il cambiamento del nostro rapporto con la montagna, in particolare durante la stagione invernale.

 

A parlare di relazione con la montagna, attraverso le rispettive e differenti avventure, saranno anche Lorenzo Barone, Alex Bellini (tra i giurati di quest’edizione del Festival) e Alessandro De Bertolini, con Tamara Lunger in veste di moderatrice. Che sia in bicicletta, con gli sci o in kayak, nei loro viaggi i tre avventurieri hanno sempre affrontato terre estreme, affascinanti e difficili, nelle quali ciò che conta di più è conoscere il mondo per diventare, infine, esploratori di se stessi.

 

Un tema analogo sarà affrontato dal filosofo Umberto Galimberti, che in occasione del centenario dell’istituzione Museo del Castello del Buonconsiglio parlerà al pubblico del significato nascosto dietro il motto "Conosci te stesso", attualizzando il messaggio di questa celebre frase, che troviamo incisa nel cinquecentesco specchio marmoreo nella Loggia veneziana.

 

L’esplorazione di sé e del proprio personale cambiamento sarà anche al centro di un appuntamento molto atteso previsto nella rassegna Cincontri: quello con lo scrittore Erri De Luca, che rifletterà accompagnato da Fausto De Stefani sul legame tra vecchiaia e frequentazione della montagna, fulcro del corto che lo vede protagonista, "L’età sperimentale".

 

Spazio poi agli alpinisti Reinhold Messner, protagonista della serata che celebrerà i quarant’anni dell’impresa che nel 1984 il re degli ottomila e Hans Kammerlander compirono sul Gasherbrum I e II e che vedrà la proiezione della versione restaurata dell’edizione italiana del film "La montagna lucente (Gasherbrum - Der leuchtende Berg)" di Werner Herzog in collaborazione con Enervit, Viggo e Werner Herzog Film, e Krzysztof Wielicki, conquistatore della prima ripetizione invernale dell'Everest, impresa che sarà raccontata durante la presentazione del suo libro “In solitaria. La mia salita” (Corbaccio).

 

Ma anche Silvo Karo, il cui racconto delle proprie leggendarie ascensioni sarà al centro dell’evento Light and fast alla Sala della Filarmonica, e Elio Orlandi, per il quale a contare davvero non è tanto la parete di roccia in sé, ma i "Legami" (titolo della serata che lo vedrà protagonista) con luoghi e persone diversi, incontrati proprio grazie all’alpinismo.

 

A celebrare i suoi primi cinquant’anni di attività, sul palco del Teatro Sociale ci sarà anche l’attore Alessio Boni, in uno spettacolo fatto di racconti, ospiti e musica. Un altro cinquantesimo anniversario da festeggiare in grande stile è quello del Premio Itas del Libro di Montagna: un evento che vedrà come madrina della serata l’attrice e conduttrice Veronica Pivetti, con la partecipazione straordinaria di Corrado Augias, illustre voce del panorama culturale e letterario italiano.

 

Restando in tema letterario, chiuderà la dieci giorni di Festival il gradito ritorno di Mauro Corona, nella serata finale in cui sarà presentato il nuovo libro dell’autore e scultore ertano, “Le altalene” (Mondadori): un racconto poetico e densissimo dove Corona lascia libero sfogo al flusso dei ricordi, concedendosi al lettore con assoluta e generosa sincerità.

 

Tanti anche gli appuntamenti che porteranno il pubblico a immergersi nella storia, nelle tradizioni e nelle sonorità dell’Irlanda, Paese protagonista della sezione Destinazione.… Si comincia con Cisco dei Modena City Ramblers, in dialogo con il critico musicale e giornalista radiofonico John Vignola nell’ultima tappa del tour celebrativo per i trent’anni del disco “Riportando tutto a casa”. Sarà l’occasione per viaggiare attraverso i variegati suoni della musica irlandese che hanno ispirato la band emiliana, dagli U2 ai Cranberries, ripercorrendo così le influenze Irish folk.

 

Due gli appuntamenti musicali in collaborazione con il Museo etnografico trentino di San Michele: il workshop-concerto con il Trio O'Carolan condotto dal musicologo Renato Morelli, per scoprire gli strumenti e le antiche tradizioni musicali d'Irlanda, e Tree. Music & Song from Ireland, un concerto di musica irlandese con il pluripremiato ensemble Birkin Tree.

 

Oltre alla musica, spazio anche alla letteratura: lo scrittore Antonio Bibbò, durante la presentazione del suo libro “Spiriti santi ed eroi” (Feltrinelli), condurrà per mano il pubblico in un dedalo di racconti ancora in grado d’incantare il lettore moderno, permettendogli di affacciarsi su un mondo allo stesso tempo familiare e ricco di mistero.

 

Simboli, personaggi, canzoni e pratiche saranno anche protagonisti dell’incontro Irishness e dove trovarla, pensato in collaborazione con Fondazione Museo Storico del Trentino, cucito attorno a una domanda cruciale: come fa un Paese a entrare nell’immaginario collettivo? In questa 72esima edizione saranno ben due i momenti proposti in collaborazione con Trentino Marketing.

 

Il primo, nella cornice di Palazzo Roccabruna, sarà dedicato al Sentiero della Pace, con la presentazione dell’omonimo progetto che mira al rilancio e alla valorizzazione del percorso di oltre 500 chilometri che si sviluppa lungo il fronte della Grande guerra in Trentino, dallo Stelvio alla Marmolada. L’iniziativa è stata avviata da Trentino Marketing e dalla Provincia di Trento attraverso la rimappatura del tracciato effettuata nell’estate 2023 dall’Associazione Va’ Sentiero.

 

Il secondo appuntamento riguarderà invece la proiezione in anteprima del docu-video (re)balance per la regia di Bruno Pisani. Il progetto audiovisivo è incentrato sul tema dell’equilibrio e ha per protagonisti quattro giovani content creators internazionali, che si ritrovano a camminare insieme sulle montagne del Trentino. In questa circostanza sperimentano una condizione di disconnessione che li porterà ad avvicinarsi alla natura che li circonda, a scoprire il valore di emozioni che si scatenano nel silenzio di un’alba o nella contemplazione delle montagne.

 

"Le anime del Festival si intrecciano sempre di più: alpinismo e racconto della montagna, delle sue genti e delle sue culture, si contaminano e si rafforzano a vicenda”, conclude Gervasini.

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