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| 07 mar 2024 | 12:33

"Hanno compiuto un'imprudenza ma hanno imparato la lezione", soccorritori recuperano una coppia bloccata nella neve a quota 1.500

"Durante il recupero si sentivano cadere diverse valanghe: una di esse è passata in prossimità della squadra che batteva la traccia. Non è facile capire che si tratta del cosiddetto rischio calcolato, ma in effetti è il risultato di valutazioni fondate sull'esperienza e sulla conoscenza del territorio"

"Hanno compiuto un'imprudenza ma hanno imparato la lezione", soccorritori recuperano una coppia bloccata nella neve a quota

GROSCAVALLO. Avevano dormito in una baita a 1.500 metri di quota ma al risveglio, dopo una copiosa nevicata si erano accorti che non erano correttamente attrezzati per affrontare il rientro a valle. Così avevano deciso di chiamare il Soccorso alpino.

 

Il fatto è successo negli scorsi giorni nel Vallone del Sea (LO AVEVAMO RACCONTATO QUI), nel territorio comunale di Groscavallo, e a intervenire sono ora i soccorritori che hanno recuperato la coppia rimasta bloccata nella neve alta. I tecnici hanno per l'appunto pubblicato un lungo post sui social, non soltanto raccontando l'avvenuto ma tenendo inoltre a fare alcune precisazioni

 

"Domenica i nostri tecnici con il supporto dei vigili del fuoco sono intervenuti per recuperare due escursionisti bloccati dalla fitta nevicata in corso dopo aver pernottato in una baita al Gias Balma Massiet a quota 1.500 metri - riferiscono -. I due malcapitati hanno compiuto un'imprudenza e lo hanno riconosciuto. Per quanto ci riguarda, hanno imparato la lezione e non commetteranno più certi errori di valutazione. Evitiamo di metterli alla gogna, siamo tutti fallibili".

 

E proseguono: "Noi soccorriamo tutte le persone che hanno bisogno del nostro intervento in qualsiasi ambiente della montagna. Gli illesi, gli infortunati e purtroppo anche i deceduti. Chi era attrezzato correttamente ma è stato sfortunato e chi si è comportato in maniera incosciente e, comunque, è stato un po' sfortunato ugualmente. Siamo soccorritori perché anche noi possiamo trovarci in difficoltà e impariamo a metterci nei panni di coloro che aiutiamo ma non siamo degli eroi". 

 

I tecnici tengono inoltre a sottolineare che "il primo criterio da considerare prima di partire per un intervento è sempre l'incolumità dei soccorritori. Così si è fatto ieri quando la squadra ha valutato attentamente le condizioni di sicurezza prima di avviarsi verso i due escursionisti bloccati. Certo, quella era una giornata da trascorrere in famiglia o con gli amici a mangiare polenta, ma non ci teniamo certo in allenamento e non partecipiamo a ore e ore di esercitazioni e formazione per passare la domenica al calduccio", concludono. 

 

"Durante il recupero si sentivano cadere diverse valanghe: una di esse è passata in prossimità della squadra che batteva la traccia. Non è facile capire che si tratta del cosiddetto rischio calcolato, ma in effetti è il risultato di valutazioni fondate sull'esperienza e sulla conoscenza del territorio".

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