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Belluno
07 agosto | 11:53

Manutenzioni straordinarie sui sentieri: in azione i volontari tra nuovi gradini, segnalazioni e sfalci

Si estende per 82 chilometri la rete sentieristica di competenza del Cai di Belluno, interessata nell’ultimo triennio da una massiccia manutenzione straordinaria eseguita dai volontari della sezione e sostenuta economicamente dal Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi con un contributo di 82 mila euro

Manutenzioni straordinarie sui sentieri: in azione i volontari tra nuovi gradini, segnalazioni e sfalci
di Valentina Ciprian

BELLUNO. “Se non si fa manutenzione su un sentiero, nel giro di poco tempo quel sentiero si perde. È un’opera importante se vogliamo lasciare alle generazioni che verranno una rete sentieristica adeguata altrimenti, con la vegetazione che cresce incontrollata, molti percorsi andranno a chiudersi”. Lo ha affermato Paolo Barp, presidente del Cai di Belluno, nel corso della conferenza stampa indetta congiuntamente con il presidente del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi Ennio Vigne per rendere pubblico il vasto programma di manutenzioni straordinarie realizzate sui sentieri del gruppo montuoso della Schiara.

 

Alla conferenza erano presenti anche Paolo Luciani, assessore al turismo del Comune di Belluno e Giovanni Spessotto, responsabile della commissione manutenzione sentieri del Cai cittadino.

 

“Quella della Schiara è la zona che ci è stata assegnata dal Cai regionale ripartendo tra le sezioni i gruppi montuosi”, ha spiegato Barp, che ha poi illustrato nel dettaglio i lavori eseguiti.

 

La rete sentieristica di competenza del Cai di Belluno si estende per 82 chilometri. Nell’ultimo triennio, 20 di questi sono stati oggetto di una massiccia operazione di manutenzione straordinaria a cura dei volontari della sezione, finanziata dall’ente Parco con un contributo economico di 82 mila euro. 

 

“Abbiamo lavorato parecchio, rivedendo anche alcuni itinerari che erano stati chiusi per vari problemi, tra cui Vaia. La prima manutenzione fatta riguarda uno dei sentieri più belli, il 502 della val di Piero, che dalla Stanga superando forcella Oderz arriva fino al rifugio Settimo Alpini - spiega Barp -. Un itinerario lungo 12,5 chilometri, che ha richiesto 400 ore di lavoro con pala e piccone, coinvolgendo una squadra di otto - dieci persone per oltre due mesi. È stata sistemata la parte attrezzata tramite chiodatura e posizionamento di corde sulle zone più insidiose ed è stato rifatto il sedime che non c’era praticamente più, perché il sentiero si svolge tutto su una cengia che era attraversata da animali selvatici, che con il loro passaggio avevano spostato la traccia sull’orlo più esposto. Siamo intervenuti per riportarlo a monte. Questo è stato il primo intervento che il Parco ha finanziato, con un contributo di 3 mila euro, concluso con il supporto della nostra guida alpina Pierangelo Pedol”, ricorda il presidente del Cai.

 

Il sentiero 501 che da località Case Bortot sale al rifugio Settimo Alpini risulta rimesso a nuovo, grazie a diversi interventi. Il primo tratto era stato interessato da una frana scesa dal Terne, che aveva portato via il sentiero, come spiega Barp: “Abbiamo rifatto il sedime e lo abbiamo messo in sicurezza, sempre in collaborazione con la nostra guida alpina. Per la sistemazione del sentiero, il Comune di Belluno ci aveva concesso 5.000 euro. Successivamente, altri due interventi hanno riguardato la parte alta del 501, dall’ultimo ponte di attraversamento sull’Ardo fino al rifugio. Su circa 300 metri di dislivello sono stati creati 196 gradini in legno di larice. Gli interventi, sostenuti dal Parco con 35 mila euro, hanno fatto sì che il sentiero 501 sia interamente percorribile”.

 

Restando in zona, un ulteriore contributo del Parco è stato impiegato sul segnavia 505 che conduce verso forcella Pis Pilon, dove è stata sistemata la parte attrezzata con corda metallica e chiodatura, per far sì che il Settimo possa essere raggiunto da via d’accesso (questo è infatti il collegamento con la Cajada e la zona di Longarone).

 

Nell’ultimo anno, il Cai di Belluno si è occupato della manutenzione straordinaria del sentiero 537 che dal rifugio Bianchet sale alla cima del monte Coro, grazie a un contributo di oltre 30 mila euro erogato dal Parco. Barp spiega: “Frane, smottamenti e slavine avevano portato via gran parte del sentiero, che necessitava di essere ripreso. Grazie anche all’aiuto della cooperativa Mani intrecciate, che si occupa del reinserimento socio lavorativo di persone tossicodipendenti, abbiamo potuto posizionare quasi 100 gradini e 40 traversi per superare quei 300 metri dove il sentiero ormai non esisteva quasi più. Abbiamo completato tutto il tracciato fino alla cima, attrezzando anche un nuovo punto che presentava un tratto esposto e ora offre maggior sicurezza a chi lo percorre. Il Coro è interessante per la vista a 360° che offre dalla vetta e per la fioritura dei rododendri tra maggio e giugno”.

 


 

Infine, le manutenzioni straordinarie hanno riguardato il sentiero 590 sulla Pala Alta, nel Comune di Sedico. Sulla parte sommitale è stato ultimato un intervento particolare con la posa di una quarantina di metri di corda, che ha visto impegnati la guida alpina Pedol e i volontari esperti della commissione sentieri del Cai di Belluno. Oltre a rifare la parte attrezzata, è stato sistemato anche tutto il sedime del sentiero.

 

Il presidente del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi Ennio Vigne ha ricordato come la collaborazione aperta con i Cai del territorio sia determinante per la manutenzione dei sentieri: “Solo se i sentieri sono mantenuti riusciamo a fruire bene della montagna. In cifre, nel triennio 2021-23, parliamo di un investimento di oltre 200 mila euro dell’ente Parco nella zona della Schiara, situata lungo il percorso dell’alta via e frequentata anche e soprattutto da un turismo straniero. Oltre agli 82 mila euro di contributi per i sentieri già citati, il Parco ha destinato 30 mila euro al recupero della ferrata Sperti (operazione gestita dall’Unione Montana Bellunese). Nell’ambito del contributo ordinario di 39 mila euro per le sezioni Cai, 20 mila euro saranno impiegati per il rifacimento del tetto del Settimo Alpini. E poi c’è l’operazione relativa al Bianchet, sul quale possiamo investire direttamente perché, di proprietà del demanio, è stato assegnato all’ente Parco e da noi affidato al Cai per la gestione. Nell’ultimo anno e mezzo, da quando abbiamo la titolarità del fabbricato, abbiamo già investito 66 mila euro di cui 20 mila per il rifacimento dell’acquedotto, 30 mila per gli adeguamenti relativi a messa a norma e sicurezza del rifugio, e 16 mila per la sostituzione del generatore”. Adesso sono al vaglio nuove iniziative, per rendere il Bianchet il rifugio di riferimento del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e sviluppare un anello escursionistico tra la Val Vescovà e la Val Vachera.

 

“Con il Comune di Belluno abbiamo aperto una grande partita relativa al sentiero dell’Ardo, che abbiamo finanziato con 500 mila euro. La previsione del cantiere era per fine ottobre. Collegare l’Alta Via al cuore di Belluno, al centro Piero Rossi, rappresenta un investimento strategico per la città di Belluno e sarebbe un vero peccato perderlo per il territorio del Comune di Belluno e per tutta la provincia”, ha ricordato Vigne.

 

Intanto, il lavoro dei volontari della Commissione manutenzione sentieri del Cai di Belluno non si ferma. “Oggi stanno lavorando sui sentieri 536, 514 e 518 tra Val Vachera, Casera Vescovà, forcella Varetta e Nerville per sfalciare e mettere a dimora la nuova segnaletica. Un altro intervento importante e impegnativo, su oltre 8 chilometri di percorrenza, in una zona dove la vegetazione sta crescendo in maniera esponenziale. Ci siamo trovati a dover sfalciare anche erba alta quasi un metro” afferma il referente Spessotto.

 

Attualmente nel Comune di Belluno sono già stati sfalciati oltre 35 chilometri di sentieri. L’anno scorso a fine stagione erano 33,8. Sono stati eseguiti sfalci sul Serva, sul Terne, sul Talvena e sul sentiero 501.

 

“Sfalciare fa sì che di anno in anno il sentiero si recuperi, sia nel sedime sia in larghezza, altrimenti tende a chiudersi. Lo sfalcio facilita poi la manutenzione ordinaria e consente che il sentiero permanga a lungo”, ricorda Barp. “Fondamentale è anche l’aiuto reciproco con altre realtà che si occupano del territorio, dalle associazioni Goser e Cinghialotti agli Usi civici di Bolzano bellunese - Vezzano”.

 

Il contributo annuale del Comune di Belluno supporta le manutenzioni ordinarie, che richiedono 800 ore di lavoro da parte dei volontari, oltre a materiali e attrezzature da rinnovare.

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