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Trento
11 marzo | 11:50

Ritorna il Paganella Open Day: "Un modo per vivere la montagna con tutti i suoi benefici, indipendentemente dalle caratteristiche fisiche del singolo individuo"

L’Open day di sci inclusivo in Paganella ha l’obiettivo di promuovere l’inclusività anche in montagna per porre al centro l’individuo senza distinzioni delle caratteristiche fisiche. L’evento è realizzato grazie alla collaborazione tra l’Apt Dolomiti Paganella, alcune scuole locali di sci, la Cooperativa sociale Gsh e l’onlus Sportfund

Ritorna il Paganella Open Day: Un modo per vivere la montagna con tutti i suoi benefici
di Silke Bridi

PAGANELLA. "Porre al centro l’individuo e la sua forza di volontà senza distinzioni di carattere fisico", questo tra gli obiettivi dell’Open day dello sci inclusivo in Paganella. Un evento che punta sulla montagna accessibile.

 

Dopo il primo appuntamento, lunedì 18 marzo dalle 11.00 alle 13.00 ecco il secondo evento.  La partenza è programmata dal campo scuola Rindole di Andalo dove sarà possibile, su previa prenotazione, provare gratuitamente la discesa dalle piste con il Dual o l’Uniski, strumenti che permettono alle persone con disabilità, bassa mobilità o tetraplegiche di poter provare la sensazione di sciare sulle piste essendo trasportati o accompagnati da maestri di sci specializzati.

 

Per gli appassionati di snowboard, invece, ci sarà l’opportunità di provare il Bass, acronimo di borney adapted snowboard system, strumento adatto che consente alle persone con disabilità motoria di andare con lo snowboard con l’aiuto di un istruttore (info e prenotazioni: inviando un’email all’indirizzo marketing@visitdolomitipaganella.it). 

 

L’evento, che quest’anno vede molte più adesioni rispetto all’anno scorso, è realizzato grazie alla collaborazione tra l’Azienda per il turismo Dolomiti Paganella, tre scuole locali di sci (Dolomiti di Brenta, Kristal e Skistyle), la Cooperativa sociale Gsh e l’onlus Sportfund che da ben 35 anni si impegna a promuovere lo sport inclusivo. 

“La montagna è un bene che appartiene a tutti e per questo motivo a fruirne dev’essere l’intera comunità indipendentemente dalle caratteristiche fisiche del singolo individuo”, spiega Alberto Benchimol, presidente di Sporfund e organizzatore del progetto nonché maestro di sci specializzato per le disabilità, sottolineando come il comprensorio sciistico della Paganella sia da sempre attento all’inclusività promuovendo diversi eventi di sci e attività outdoor come questo durante l’anno. Il primo appuntamento infatti si era svolto il 19 febbraio con l'esperienza dello sci di fondo inclusivo (Qui articolo). 

“Le attività, aperte a persone con disabilità psico-fisiche e non, sono rese possibili dalla preparazione e dalla professionalità dei maestri delle scuole sci, che hanno seguito corsi di specializzazione. Il Collegio maestri di sci del Trentino offre inoltre un ampio programma di formazione dedicato ai professionisti della montagna in materia di disabilità e anche di autismo, con l’obiettivo di dare una risposta alle esigenze delle singole persone e delle loro famiglie", dice Alberto Benchimol che prosegue: “Grazie alla promozione di eventi come questi la disabilità non viene più percepita come un limite, poiché la persona attraverso la pratica sportiva ha l’opportunità di acquisire maggiore consapevolezza delle proprie capacità, liberandosi finalmente dalle barriere e imparando a mettere in gioco la propria forza morale e motivazionale”. 

 

Difatti, come indica anche Stefania Tomasi, responsabile dell’area motoria della Cooperativa Gsh: “L’attività sportiva per le persone con disabilità, ha un impatto positivo su vari aspetti. per quanto riguarda quello della salute psicofisica, interviene nel potenziare la forza, la capacità cardiopolmonare, la percezione corporea, la coordinazione, il rilassamento, a favore di una sempre migliore autonomia motoria, con evidenti ricadute positive sulla vita quotidiana della persona. Mentre a livello sociale, favorisce l’interazione e la relazione con gli altri, permette di sperimentare e sperimentarsi in contesti differenti, tra cui lo stupendo ambiente naturale che ci circonda”. 

 

Lo sport diventa dunque un momento di svago, di partecipazione attiva, del poter godere di un’attività piacevole e condivisa e di vivere quello che è un senso di appartenenza alla comunità. L’opportunità di avvicinarsi allo sport con modi e modalità personalizzate e poter agire secondo le proprie possibilità, è quello che in una parola si definisce inclusione, quella reale e tangibile.

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