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| 23 lug 2024 | 20:00

Sulla ferrata con il cane nello zaino o in braccio (FOTO): "Così ci si mette (inutilmente) in pericolo". L'educatrice cinofila: "Dov'è finito il buonsenso?"

Il parere dell'educatrice cinofila: "Oggi molte persone considerano accessibile e alla portata di tutti tutto quello che vedono in internet, senza valutare la fattibilità reale dell'esperienza. Bisognerebbe imparare a conoscere e accettare i propri limiti e anche quelli di chi ci accompagna, cani compresi"

TRENTO. In montagna bisogna andarci con buonsenso. A maggior ragione se vi si approda con cani o bambini. E' questa, in grandissima sintesi, la riflessione fatta dall'educatrice cinofila Ylenia Zampieron (referente del progetto Mountain dog walk), che commenta alcuni episodi avvenuti di recente. Sui social, infatti, sono apparsi diversi post che mostrano escursionisti che affrontano ferrate con cagnolini in braccio o nei trasportini, "mettendo in pericolo non soltanto se stessi ma anche i loro amici a 4 zampe", riferisce l'esperta, intervistata da Il Dolomiti. 

 

"Oggi molte persone (e verrebbe da dire fin troppe ndr) considerano accessibile e alla portata di tutti tutto quello che vedono in internet o sui social, senza valutare la fattibilità reale dell'esperienza e senza alcun tipo di organizzazione fatta in anticipo - esordisce Zampieron -. Su Instagram appaiono spesso reel che mostrano ad esempio 'le 5 gite da fare in Trentino con il tuo cane', dando per scontato che quei percorsi vadano bene per qualsiasi razza o 'tipo' di cane".

 

Secondo quanto spiega l'educatrice cinofila, infatti, sarebbero diversi gli aspetti da considerare nel momento in cui si sceglie di fare un'escursione in montagna con il proprio 'amico a 4 zampe': "Non soltanto la razza o la tipologia di cane ma anche il livello di allenamento di quest'ultimo, il tipo di percorso e le caratteristiche morfologiche che il cane deve avere per affrontare un determinato tipo di via in quota".

 

Dettagli ai quali alcuni escursionisti parrebbero non prestare particolare attenzione, tanto che non mancano notizie di recupero di persone bloccate in montagna con il proprio cane o ancora fotografie di chi ha 'ben pensato' di affrontare ferrate con il proprio animale domestico nello zaino: "Se si vuole passare una domenica in famiglia su un prato e portare con sé il proprio cane anziano, l'uso del trasportino ha senso e ragion d'essere - riflette Zampieron -. Se lo si utilizza per portare un cagnolino, magari che ha paura dell'altezza o del vuoto, lungo un sentiero attrezzato, il rischio è quello di mettere in pericolo non soltanto se stessi ma anche l'animale, che muovendosi potrebbe far perdere l'equilibrio a chi lo trasporta".

 

Lo stesso vale per il trasporto dei cani in braccio: "Se si è esperti e ci si sente sicuri a farlo per brevi tratti può andare - prosegue - anche se devo dire che non condivido l'idea. Dal mio punto di vista bisognerebbe evitare di percorrere determinate vie con il proprio animale domestico, se l'esperienza non può essere condivisa. Il senso dell'esperienza in montagna col cane dovrebbe essere proprio questa: darsi la possibilità di condividere (davvero) dei bei momenti insieme, guardando al benessere proprio e del compagno d'avventura". 

 

Sempre più spesso, però, parrebbe esserci l'idea che qualsiasi cane possa affrontare le vie in quota, ferrate comprese, e che, se non lo può fare, basti attrezzarsi con uno zainetto: "Organizziamo da anni dei corsi dedicati alla conduzione del cane in montagna (QUI I DETTAGLI) e da sempre sconsigliamo percorsi come ferrate - conclude l'esperta -. A volte sarebbe meglio mettere da parte se stessi e la voglia di scattare qualche selfie e scegliere di non rischiare, pensando al bene di tutti, soccorritori compresi. Bisognerebbe piuttosto imparare a conoscere e accettare i propri limiti e anche quelli di chi ci accompagna".

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