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Tragica valanga in quota (FOTO), l'analisi: "Distacco non uniforme. In pochi metri si possono trovare condizioni di neve molto diverse". Il pericolo a livello 3 marcato

Il servizio prevenzione valanghe dell'Alto Adige, con il servizio del Trentino e del Tirolo, ha effettuato un sopralluogo nella zona di distacco e dell'area di deposito della drammatica valanga sul Monte Fumaiolo a Racines

Di Luca Andreazza - 02 marzo 2024 - 13:32

TRENTO. Il meteo resta instabile in questi giorni e nelle prossime ore è attesa ancora la neve sulle montagne. E resta alto il rischio valanghe, con il pericolo che è aumentato al grado 3-marcato (Qui il bollettino valanghe per info e aggiornamenti). Nonostante le allerte e le segnalazioni di situazioni complesse, sono stati molti gli escursionisti che si sono portati in quota per praticare attività sportive, con esiti purtroppo tragici. 

 

Un drammatico incidente si è verificato martedì 28 febbraio quando un distacco si è verificato a 2.300 metri sotto il Monte Fumaiolo a Racines in Alto Adige. Tre scialpinisti sono stati travolti da una valanga, purtroppo il bilancio è di un morto e due persone gravemente feriti e ricoverati in ospedale. Sono stati sepolti tra gli oltre 4 metri e mezzo e i 2 metri di neve (Qui articolo).

"Si tratta di una valanga di medie dimensioni distaccatasi a circa 2.300 metri di quota in un pendio esposto a nord-ovest", si legge sul bollettino valanghe che ha analizzato l'evento. "Nella zona di distacco l’inclinazione del pendio era compresa tra i 35 e i 40 gradi. Si può notare che la valanga non si è distaccata in modo uniforme. In alcuni punti si sono distaccati solamente gli accumuli di neve ventata in superficie, mentre in altri la valanga ha quasi eroso il manto nevoso fino al terreno. Spesso a distanza di pochi metri si possono trovare condizioni molto diverse. Dove il terreno era sufficientemente ripido il lastrone di neve si è distaccato; sopra la zona di distacco erano presenti ancora fessure nel manto nevoso, ma in questo terreno moderatamente ripido la pendenza non era sufficiente per il distacco del lastrone. L’altezza del lastrone al distacco variava da 50 centimetri a oltre un metro".

Il servizio prevenzione valanghe dell'Alto Adige, con il servizio del Trentino e del Tirolo, ha effettuato giovedì 29 febbraio un sopralluogo nella zona di distacco e dell'area di deposito della valanga. "I rilievi del manto nevoso non hanno permesso di determinare con chiarezza se valanga si sia distaccata negli strati deboli persistenti presenti nel vecchio manto nevoso oppure negli accumuli di neve ventata presenti in superficie. Probabilmente si sono verificate entrambe le possibilità: inizialmente la valanga si è distaccata solamente negli accumuli di neve ventata superficiali. La massa di neve in movimento ha determinato un sovraccarico sul manto nevoso e gli strati più profondi del vecchio manto nevoso sono stati innescati, determinando il distacco della valanga negli strati più profondi. La pendenza del pendio si riduceva in modo repentino alla base dello stesso, con una piccola collinetta che provocava persino una leggera controsalita nella zona di deposito. Questo ha permesso l’accumulo di grandi quantità di neve nella zona di deposito, determinando elevate profondità di seppellimento".

Qual è l’influenza delle condizioni meteorologhe sulla situazione valanghiva? "Rispondere a questa domanda non è semplice in questo momento. Le temperature calde, l’umidità elevata, le notti nuvolose e la pioggia in quota hanno una grande influenza sul manto nevoso. Da un lato, gli accumuli di neve ventata possono assestarsi e stabilizzarsi più rapidamente con temperature più miti. Dall’altro, inizialmente può verificarsi anche una destabilizzazione a breve termine del manto nevoso, quando la neve polverosa priva di coesione diventa un lastrone di neve coesa a causa dell’apporto di calore. Inoltre, l’apporto di calore, soprattutto dove piove, determina un forte inumidimento del manto nevoso, aumentando l’attività di valanghe di neve umida e bagnata. Anche l’attività di valanghe di slittamento aumenta. Con neve fresca e vento, aumenta il pericolo di valanghe a lastroni. Contemporaneamente, continuiamo a rilevare strati deboli nel vecchio manto nevoso. Questi strati non sempre sono reattivi nei test di stabilità. In breve, il manto nevoso è attualmente molto vario, e la previsione del pericolo di valanghe è complessa".

 

E l'appello è quello di prestare la massima attenzione in quanto "la situazione meteorologica rimane caratterizzata da aria umida e da precipitazioni nevose. "Oggi (sabato 2 marzo), il tempo rimane instabile. Alcune precipitazioni locali potranno determinare qualche nevicata al di sopra dei 1.500 metri. Domenica ci raggiungerà un altra depressione. Sono attesi fino a 15 centimetri di neve fresca, soprattutto nelle zone di Stau da Sud. Il pericolo di valanghe aumenterà leggermente raggiungendo localmente il grado di pericolo 3-marcato", concludono gli esperti del bollettino valanghe.

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