"Abbiamo visto gente in scarpette a quota 2.000 che procedeva in modo incerto e pericoloso", l'appello dei rifugisti: "Avventuratevi solo con attrezzatura tecnica"
I gestori del rifugio Achille Papa: "Abbiamo visto gente quasi in ciabatte procedere in modo assai incerto e pericoloso. Per andare in montagna serve attrezzatura tecnica"

VICENZA. Il sole e le temperature quasi estive stanno invogliando sempre più escursionisti e turisti ad avventurarsi sui sentieri in quota, ma non sempre con la corretta attrezzatura.
Nonostante il bel tempo, però, molte vie presentano ancora accumuli di neve e andrebbero affrontate con la corretta esperienza (e non solo). A ribadirlo sono stati nelle scorse ore anche i gestori del rifugio Achille Papa, che sorge nel territorio di Valli del Pasubio (nel Vicentino), che in un post sui social hanno scritto: "Strada delle Gallerie più che percorribile in salita (giusto 2 gallerie con poca neve)".
"La strada di ritorno, Scarrubbi, neve per 2 chilometri sì, ma con il sentiero aperto: serve attrezzatura tecnica". E proseguono: "Abbiamo visto gente quasi in ciabatte procedere in modo assai incerto e pericoloso", spiegano, tenendo a sottolineare che in montagna bisognerebbe approdarci tenendo in considerazione non soltanto il tipo di sentiero che si affronta ma anche la stagione e le condizioni in cui la via si trova (ad esempio se è presente o meno neve).
Un appello lanciato a più riprese anche dal Soccorso alpino, ma al quale molti parrebbero non prestare grande attenzione. I rifugisti approfittano infine per ricordare che il rifugio Achille Papa riaprirà i battenti il 31 maggio.


















