Affronta 1.900 metri di dislivello e viene trovato a dormire sul letto del rifugio: l'incredibile vicenda. Rifugisti si mobilitano per rintracciare i proprietari di un gattino
Partito dalla sua abitazione a Dienten, in Austria, (ed evidentemente sfuggito ai proprietari) il gattino di pochi mesi ha raggiunto quota 3.000, mettendosi poi a dormire nei letti del rifugio

AUSTRIA. E' una storia incredibile quella avvenuta tra le mura del rifugio Matrashaus sull'Hochkönig (in Austria). Protagonista della vicenda un micetto che negli scorsi giorni ha percorso quasi 2.000 metri di dislivello in ambiente alpino.
Partito dalla sua abitazione a Dienten (ed evidentemente sfuggito ai proprietari) il gattino di pochi mesi ha raggiunto quota 2.941, ossia la vetta dell’Hochkönig.
E' stato trovato nel corso delle pulizie del dormitorio del rifugio Matrashaus dai dipendenti della struttura in quota, che con non poca sorpresa hanno avvistato il micio mentre dormiva in uno dei letti.
Il gattino, stando alla testimonianza di un escursionista, avrebbe seguito l'uomo fino in vetta, per poi scegliere di riposarsi in rifugio.
L'escursionista era partito alle 4 del mattino dall’Erichhütte a Dienten ed era salito verso il Birgkar: "Il gatto lo ha seguito per tutto il tragitto - ha spiegato il gestore del Matrashaus alla stampa locale -. In pratica, è stato lui a portarlo fin su".
Nel frattempo, i proprietari del gatto avevano pubblicato un appello su Facebook, denunciando la scomparsa di Chino, dando così il via alle ricerche. Grazie ai gestori del rifugio Erichhütte (e ai social) si è scoperto che il micio arrivato a quota 3.000 era proprio Chino e i rifugisti hanno quindi telefonato ai proprietari.
Per riportare l'animale a valle una delle dipendenti del rifugio ha cucito, improvvisando, una sorta di imbracatura con delle corde, in modo tale che il gatto (di circa 3 mesi d'età) non potesse fuggire.
Chino è rientrato a valle sano e salvo, dove è stato riabbracciato dai proprietari. Un'incredibile vicenda, quella avvenuta, come sottolinea lo stesso gestore del Matrashaus, che ha dichiarato: "In 25 anni ne sono capitate di ogni, ma mai una cosa del genere".


















