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| 22 ago 2025 | 13:07

Chiamano il 112 perché hanno paura di una mucca sul sentiero e del "buio" in tenda, i soccorritori: "Basta allerte inutili: ecco quando contattarci"

I soccorritori: "In questo periodo stiamo facendo molti interventi e ogni tanto ci arrivano chiamate un po' 'fantasiose'. Meglio chiarire una volta per tutte come si attiva correttamente il soccorso in montagna, in grotta o in ambiente impervio"

Foto archivio

TRENTO. Sembra assurdo, ma accade davvero. I soccorritori sono sempre più spesso chiamati a intervenire per recuperare persone in difficoltà (o per altri interventi), ma capita anche di ricevere telefonate che non andrebbero fatte. 

 

C'è chi ha allertato il 112 riferendo di avere paura delle mucche o ancora del "buio" in tenda, chiamate che potevano essere evitate, motivo per cui i tecnici del Soccorso alpino e speleologico dell'Umbria hanno deciso di pubblicare un lungo post in cui viene spiegato come funziona (o dovrebbe funzionare) una chiamata ai soccorsi. 

 

"In questo periodo - riferiscono i tecnici - stiamo facendo molti interventi e ogni tanto ci arrivano chiamate un po' 'fantasiose'. Meglio chiarire una volta per tutte come si attiva correttamente il soccorso in montagna, in grotta o in ambiente impervio".

 

 

RIPORTIAMO DI SEGUITO IL POST COMPLETO DEI SOCCORRITORI:

In caso di emergenza, chiama sempre il 112 – Numero Unico di Emergenza Europeo.
Niente scorciatoie: no al “chiamo l’amico che conosce un amico che forse è soccorritore”… funziona solo il 112.

 

L’operatore del 112 valuta l’emergenza e la indirizza al servizio competente: se c’è rischio sanitario (o potenziale evoluzione sanitaria), la chiamata arriva al 118 → e qui entra in gioco il Soccorso Alpino e Speleologico Umbria (Sasu), che per legge è il braccio operativo del Sistema Regionale 118 per gli interventi in montagna, grotta e ambiente impervio.

 

Il personale sanitario processa la chiamata e raccoglie le informazioni cliniche per decidere, in base ai protocolli operativi, se inviare un’ambulanza, un elicottero o altri mezzi di soccorso. Accanto a loro, c’è il Tecnico di Centrale del Sasu, che geolocalizza l’evento, fornisce supporto tecnico e coordina squadre a terra ed elisoccorso. In pratica, è come avere un navigatore umano che guida i soccorsi nel punto esatto. 

 

È il tecnico infatti ad attivare le squadre del Sasu e, su richiesta dell’Operatore della Centrale 118, anche l’elisoccorso. Se necessario, in pochi istanti si attiva la macchina operativa: elicotteri, ambulanze, fuoristrada e squadre a piedi.

 

Un post chiaro e necessario, quello pubblicato sui social, che si conclude on un simpatico promemoria: "Non chiamate il Soccorso alpino se avete paura del buio in tenda o se vi siete spaventati incontrando una mucca sul sentiero alla Val di Ranco". Ma se si tratta di una vera emergenza, il numero giusto è solo uno: 112. "Da lì parte tutto. E noi ci mettiamo subito in movimento", concludono. 

 

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