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Trento
28 dicembre | 06:00

E' il giorno del debutto del "numero chiuso" sulle piste di Campiglio: "Non si manda a casa nessuno ma ci sarà gestione dei flussi". E si pensa a un laghetto

Il general manager di Funivie Campiglio, Bruno Felicetti, sull'avvio della sperimentazione del numero chiuso in pista con il superamento dei 14 mila primi ingressi: "Non mandiamo a casa nessuno, chiaro che si prevede una gestione più stringente delle zone di Spinale e Grostè, le aree più ambite, e il suggerimento è quello di sciare verso Folgarida-Marilleva e Pinzolo per una migliore gestione dei flussi e un'esperienza ottimale sulle piste con una riduzione di code agli impianti e di affollamento lungo i tracciati" 

CAMPIGLIO. E' il giorno del debutto ufficiale del "numero chiuso" (o di "numero ideale" come scelto nella comunicazione della destinazione) sulle piste di Campiglio. L'organizzazione è stata messa a punto e ora parte la sperimentazione per gestire i flussi di sciatori. 

 

Nonostante le temperature mediamente elevate e le scarse precipitazioni del dicembre ormai in conclusione, l'inverno a oggi è positivo e c'è grande fiducia per queste settimane fino all'Epifania con le strutture ricettive che si avviano in Trentino al sold out.

 

E la novità di questa stagione è l'introduzione del "numero ideale", un contingentamento che parte dai risultati di "Best Ski Resorts", studio che dimostra come la soddisfazione degli sciatori cali drasticamente quando si superano le 14.000 primi ingressi in pista. In val Rendena l'analisi ha definito così che in pochi e determinati periodi dell'anno c'è effettivamente il rischio di un'affluenza eccessiva. Quali? Capodanno (28 dicembre – 5 gennaio) e Carnevale (15-22 febbraio) - in particolare tra le 11 e le 14 - sono da "bollino nero" proprio perché si va oltre la soglia.

 

"Abbiamo quasi raggiunto il tetto e oggi si possono acquistare gli skipass solo in biglietteria per non creare confusione con il doppio canale", commenta Bruno Felicetti, general manager di Funivie Campiglio. "A questi si devono aggiungere gli stagionali, i pay-per-use e i plurigiornalieri (dai 2 giorni), indicativamente si arriva a 17 mila primi ingressi ma si devono togliere dal computo i non sciatori e i pedoni che possono liberamente accedere alle seggiovie".  Una sfida quindi anche organizzativa. 

 

"Non mandiamo a casa nessuno, chiaro che si prevede una gestione più stringente delle zone di Spinale e Grostè, le aree più ambite, e il suggerimento è quello di sciare verso Folgarida-Marilleva e Pinzolo per una migliore gestione dei flussi e un'esperienza ottimale sulle piste con una riduzione di code agli impianti e di affollamento lungo i tracciati"

 

La decisione della Skiarea Madonna di Campiglio Dolomiti di Brenta è di dare priorità alla qualità e alla soddisfazione degli sciatori con una scelta che la rende la prima destinazione sciistica in Italia a contingentare gli accessi. Gli ingressi sulle piste sono monitorati, praticamente in tempo reale, mentre le uscite sono molto più difficili da intercettare con i sistemi di monitoraggio.

 

Una scelta che si affianca al sistema di semafori intelligenti che indica il tempo d’attesa agli impianti con tre icone intuitive: verde segnala una coda veloce, meno di cinque minuti; due indicazioni gialle indicano un’attesa moderata, tra cinque e dieci minuti; tre rossi avvertono che si superano i dieci minuti.

 

"L'obiettivo è di mettere al centro la soddisfazione dello sciatore che soggiorno nella località", evidenzia Felicetti. "Non è un semplice strumento di gestione ma riduce assembramenti, migliora la sicurezza e rende l'esperienza più rilassata. E' una scelta responsabile per cercare di ridisegnare il rapporto con la montagna perché così si può ridurre la pressione in determinate zone con un rispetto per l'ambiente. Siamo pronti a questa sperimentazione e già alla chiusura degli impianti prevediamo un primo bilancio per delineare i risultati e operare alcune migliorie".

 

Destinazione che nonostante le difficoltà meteo si presenta tirata a lucido. "Le temperature si sono abbassate da un paio di notti e abbiamo ripreso a produrre neve. Entro la fine dell'anno apriamo altre due piste nere e saremo operativi con il 98% dell'area sciabile. Le finestre fredde sono state sfruttate nel miglior modo possibile ma l'acqua inizia a scarseggiare e questo è un tema da analizzare perché probabilmente è necessario valutare la realizzazione di un laghetto in più", conclude Felicetti.

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