Vandali in azione sul Baldo: "Hanno smontato e rubato le lamelle dell'osservatorio (VIDEO). Hanno agito con martello e attrezzi, non è una bravata"
Sono state divelte (e fatte sparire) 22 delle 53 lamelle (che indicavano i nomi delle vette presenti in zona) apposte sul parapetto dell'osservatorio di Cima Costabella, sul Monte Baldo. La rabbia dell'escursionista e giornalista Maurizio Marogna: "Le avevo installate con non poca fatica. Chi lo ha fatto ha portato con sé degli attrezzi"

BRENZONE. "Hanno staccato e fatto sparire 22 lamelle dal parapetto dell'osservatorio di Cima Costabella, che io stesso, accanto agli alpini di Brenzone, avevo costruito e attaccato con non poca fatica 11 anni or sono". A parlare è Maurizio Marogna, giornalista, scrittore e grande conoscitore del Monte Baldo (montagna a cui ha dedicato ben due libri ndr), sconfortato e deluso per quanto accaduto di recente.

Come spiega l'uomo, l'opera (un osservatorio con lamelle metalliche "che riportano i nomi delle montagne, orientate con precisione verso le cime stesse, per permettere a tutti di riconoscerle") era stata costruita nel 2014 con grande fatica e sforzi: "Avevo dovuto trovare uno sponsor per pagare l'elicottero per il trasporto del materiale - rivela Marogna a Il Dolomiti -. Poi, ancora, impastare quintali di malta e andare a cercare e recuperare (portandoli a spalla) i sassi per realizzare il tutto. Insomma, un grande lavoro fortemente voluto, che qualcuno ha però di recente 'ben' pensato di devastare".
Sono state infatti divelte (e fatte sparire) 22 delle 53 lamelle apposte sul parapetto dell'osservatorio: "Non si tratta di un atto fatto casualmente - aggiunge l'escursionista e scrittore -. Chi lo ha compiuto si è portato in quota con attrezzi specifici, perché quelle lamelle erano piantate nel marmo con viti e silicone: impossibile toglierle 'a mano'".
Purtroppo, non si tratterebbe peraltro di un episodio di vandalismo isolato: "Qualche anno fa ero riuscito, facendo tutte le pratiche necessarie, a sistemare e a far diventare sentieri Cai quattro vie presenti in zona - premette -. In due di queste è capitato più di una volta di trovare pali divelti e per ben due volte lungo il Sentiero della Sorgente è stata portata via la tabella apposta all'inizio della via. Questi, soltanto alcuni esempi di quanto successo sul Baldo negli ultimi anni. Episodi che lasciano inevitabilemente l'amaro in bocca".
Anche all'osservatorio erano già capitate spiacevoli 'sorprese' (se così possono essere definite): "Era stata staccata e gettata in un canalone la targhetta dedicata a Cristina Sandri, a cui insieme a Luca Avesani, ho intitolato la struttura in pietra", ricorda.
Negli scorsi giorni, ancora, il "furto" delle lamelle: 22 in totale quelle scomparse, delle quali Marogna è però riuscito a ritrovarne 7, gettate in un vallone particolarmente scosceso non lontano dall'osservatorio. Ne mancano però all'appello altre 15, tra le quali una posta simbolicamente in direzione dello Shisha Pangma (Himalaya), montagna su cui perse la vita a soli 32 anni Andrea Zambaldi, alpinista veronese.
Come se non bastasse, qualcuno ha provveduto anche a lasciare aperta la cassetta del libro di vetta di Cima Costabella, facendo sì che tutte le pagine del libro si bagnassero e rovinassero. Al momento c'è quindi molto lavoro da fare in quota e Marogna sta riflettendo in questi giorni su come agire: "Sto dialogando con il Comune di Brenzone, perché per restaurare il tutto servono fondi - conclude -. Oltre a rimettere le lamelle mi piacerebbe costruire uno scalino interno all'osservatorio (che correrà lungo l'intera struttura) per permettere ai bimbi di vedere le lamelle e leggere i nomi delle montagne e utile anche per sedersi e ripararsi nei giorni di vento".
"Ammetto che lo sconforto non manca, ma la volontà di ricostruire quanto devastato c'è, perché l'amore per la montagna e per il Baldo vanno oltre a tutto".












