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Belluno
15 aprile | 19:36

''Ancora immondizia abbandonata nel rifugio, ho dovuto portare a casa io la mer*a lasciata da questi infami. Ormai è sempre più frequente, non c'è rispetto per niente''

La scorsa settimana un escursionista ha riportato a valle sacchi di immondizia altrui lasciata al Bivacco dei Loff, meta molto nota nelle Prealpi. “Frequento da anni queste zone e il fenomeno di lasciare rifiuti e distruggere manufatti è ormai sempre più diffuso”

CISON DI VALMARINO. “Non comprendo come persone che frequentano questi posti abbiano il cervello di un criceto (senza offesa per i roditori). Ambienti gestiti con sudore e fatica da persone che non chiedono niente in cambio”. L’indignazione è tanta, e sostenuta da numerosi commenti di disapprovazione sui social nella pagina dedicata, per quello che Mirko Marchi, escursionista della zona, ha trovato al Bivacco dei Loff solo pochi giorni fa. Una sorpresa amara ma, purtroppo, non nuova. “Siamo saliti venerdì sera (il 10 aprile) - racconta a Il Dolomiti - e abbiamo trovato un cumulo di immondizia all’interno, oltre alla pietra che circonda il caminetto rotta ma in questo caso il fatto non è nuovo, perché già da qualche mese qualcuno ha pensato bene di danneggiarla”.

 

Il bivacco dei Loff, cioè dei lupi, è una meta molto gettonata, situato a 1.134 metri di quota sul versante meridionale delle Prealpi bellunesi, a ovest del passo San Boldo. Al suo interno c’è la possibilità di cucinare, più uno spazio esterno molto panoramico verso il mare nelle giornate limpide. Un luogo suggestivo, che invita proprio a “bivaccare”, ma spesso purtroppo senza l'accortezza che sarebbe invece necessaria in questi contesti.

 

Esattamente com’è accaduto la scorsa settimana. Di fronte all’ennesimo gesto di inciviltà, perciò, il gruppo di amici, dotato di un paio di sacchetti, è riuscito a riportare a valle un po’ di immondizie, per quanto hanno potuto. Da qui l’appello: “Se qualcuno sale al bivacco, abbia la cortesia di portare un sacchetto in più, per dare una pulita alla mer*a che hanno lasciato questi infami”.

 

“Io sono solo un escursionista - prosegue Marchi - e frequento da anni queste zone. Purtroppo il fenomeno di lasciare rifiuti e distruggere manufatti è ormai molto diffuso. Non è la prima volta che torno a valle con spazzatura altrui o con attrezzi rotti che potrebbero servire per chi si ferma al bivacco”.

 

Molti i commenti di sostegno, da chi ipotizza sistemi di identificazione all’ingresso in realtà poco realizzabili a chi incolpa “ragazzi abituati che tutto sia dovuto”, a chi ancora conferma di aver riportato giù diverse volte bottiglie e immondizia da quello che è diventato uno dei luoghi più frequentati delle Prealpi.

 

Ancora una volta, servirebbero davvero più educazione e rispetto per la montagna.

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