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| 16 ottobre | 10:35

“Fare il rifugista vuol dire anche questo”: gallerie e cisterne vuote per la crisi idrica e allora sul Pasubio si lavora per svuotarle da melma e fango

Il rifugio Achille Papa non si appoggia a sorgenti ma può contare solo sull'acqua raccolta durante l'anno. Leonardi: “Due di questi depositi sono gallerie risalenti alla Prima Guerra Mondiale che sono state impermeabilizzate: raccolgono l’acqua che scorre sulla strada davanti alla struttura e servono per alimentare gli scarichi dei bagni”. Mentre gli altri due depositi sono dedicati all’uso generale

“Fare il rifugista vuol dire anche questo”: gallerie e cisterne vuote per la crisi idrica e allora sul Pasubio si lavora per
di Maria Vittoria Letrari

TRENTO. “Quassù, da maggio a oggi, ci sono stati soltanto due giorni di precipitazioni adeguate. Le cisterne si sono svuotate e allora ne abbiamo approfittato per ripulirle”. In montagna è così: si fa di necessità virtù e anche da una criticità si cerca di creare un'occasione, una possibilità. A spiegarlo è Renato Leonardi, gestore del rifugio Achille Papa sul Monte Pasubio. E' lui a raccontare come con il suo team hanno approfittato della mancanza d’acqua per ripulire una delle gallerie principali della struttura, che immagazzina le piogge e permette di assicurare le scorte. Un’operazione completata interamente a mano, con secchi e pale, specchio della durissima crisi idrica che sta colpendo i rifugi.

 

“È un intervento di routine che facciamo ogni quattro/cinque anni - racconta Leonardi -. Il rifugio non ha sorgenti, ma dispone di quattro depositi dove raccogliamo l’acqua piovana. Con il passare del tempo all’interno entrano sabbia e melma che si depositano sul fondo”. Per questo è necessario pulire, perché così si evita che i sistemi di pompaggio si intasino e si danneggino.

 


 

I punti di raccolta del rifugio si dividono in due gruppi: “Due di questi depositi sono gallerie risalenti alla Prima Guerra Mondiale che sono state impermeabilizzate: raccolgono l’acqua che scorre sulla strada davanti alla struttura e servono per alimentare gli scarichi dei bagni”. Mentre gli altri due depositi sono dedicati all’uso generale. “Uno è una galleria scavata nella roccia sul fianco le rifugio – continua il gestore -, che raccoglie l’acqua dai tetti, e l’altro è una galleria artificiale in cui viene convogliata ulteriore acqua piovana”.

 

L’acqua diretta a queste due ultime gallerie passa prima attraverso delle vasche di decantazione per poi entrare nella galleria principale. Da qui, spiega il rifugista, viene filtrata da un sistema meccanico molto fine e trattata con un potabilizzatore a raggi ultravioletti, per finire negli impianti della cucina e dei bagni.

 


 

L’intervento di pulizia di questi giorni è stato possibile perché la galleria è completamente vuota a causa della forte mancanza di pioggia. Il lavoro ha richiesto due giornate. La prima si è svolta una settimana fa e ha riguardato la camera di decantazione della galleria, utile a bloccare sassi e ghiaia più grossolana. “Per la parte posteriore, invece – chiarisce ancora Leonardi -, serviva più mano d’opera, perché bisognava rimuovere e trasportare a mano con i secchi tutto il fango depositato all’interno della galleria lunga oltre sedici metri”. Quest’ultima fase ha richiesto più di cinque ore di lavoro. “Eravamo in quattro – continua Leonardi -, io, un ragazzo che ha lavorato con noi mezza stagione e, fortunatamente due volontari del Gruppo Grotte”.

 


 

Ma se le vasche si svuotano, come accaduto questa estate, come si può sopperire alla mancanza d'acqua? “Per fronteggiare la scarsità d’acqua ci appoggiamo a un cisternone da 600 litri, donato dall’Associazione Nazionale Alpini di Vicenza: con il fuoristrada e il rimorchio facciamo il pieno a una fonte vicina e portiamo l’acqua su al rifugio”. D'altronde restare completamente a secco rappresenterebbe la fine del rifugio. “L’affluenza quassù è molta – conclude Renato Leonardi -, e noi continuiamo a fare questo lavoro pur di tenere aperto durante la stagione. Il rifugio deve garantire supporto ed esigenze primarie a chi sale, è questo il nostro scopo”.

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