"Niente Mtb e cani nel bivacco" e sui social il Parco è travolto dagli insulti (FOTO): "Tolte le offese e le volgarità ecco le ragioni di questa scelta"
Il Parco: "Tralasciando le volgarità e le offese, ci teniamo a rispondere ad alcuni dei commenti, per chiarire le motivazioni per cui non è consentito l’accesso con cani e bici"

L'AQUILA. "Siete stati davvero tanti a commentare la nostra segnalazione circa la presenza di animali domestici e bici in zone non consentite. Tralasciando le volgarità e le offese, ci teniamo a rispondere ad alcuni dei commenti, per chiarire le motivazioni per cui in alcune zone del Parco, non è consentito l’accesso ai cani e alle bici".

E' un lungo post, quello pubblicato nelle scorse ore dai referenti del Parco nazionale della Maiella. Uno scritto che tiene a chiarire, una volta per tutte, quali siano le regole all'interno dell'area protetta.
Per capire quanto si legge, però, è necessario fare un passo indietro. Qualche giorno fa, infatti, la stessa realtà aveva pubblicato sui social un altro post, legato a differenti segnalazioni (QUI ARTICOLO) di episodi avvenuti nel bivacco Pelino, inaugurato di recente.
"Siamo sconcertati - si leggeva su Facebook - nel constatare la totale mancanza di rispetto per le regole di base che tutelano questi ambienti montani. Divieto di accesso in Mtb non rispettato e divieto di accesso ai cani ignorato, con animali introdotti persino all'interno del bivacco".
Oggi, dopo decine di commenti di insulti e "volgarità", i referenti del Parco sono tornati a scrivere, chiarendo le regole: "Bici e cani non possono accedere ad alcune zone e vi spieghiamo i motivi".

RIPORTIAMO LE MOTIVAZIONI DI SEGUITO:
Tutela della fauna e della flora: il passaggio delle bici può disturbare gli animali selvatici, specialmente nei periodi di cova o riproduzione, e danneggiare la vegetazione o il cotico erboso.
- Erosione del suolo: La frenata e il rotolamento delle ruote accellerano l'erosione dei sentieri, scavando solchi che incanalano l'acqua piovana e rovinano il fondo del tracciato.
- Sicurezza dei pedoni: Sui sentieri stretti o molto frequentati, la velocità delle mountain bike può creare situazioni di pericolo e collisioni con gli escursionisti a piedi, che generalmente hanno la precedenza.
- Regolamenti: Le norme dei singoli Parchi Nazionali stabiliscono quali percorsi riservare esclusivamente all'escursionismo a piedi in base alla fragilità dell'ecosistema locale.
- Disturbo alla fauna selvatica: La sola presenza o l'odore di un cane (ritenuto un predatore) genera un terrore atavico e uno stress profondo negli animali selvatici. Questo può spingerli a fuggire, ad abbandonare i nidi, i cuccioli o i territori di foraggiamento.
Abbiamo purtroppo dovuto riscontrare più volte che i cani vengono tenuti senza guinzaglio e inseguono gli animali selvatici come i camosci, ponendoli spesso in grave pericolo.
- Inquinamento olfattivo: Il rilascio di deiezioni e tracce odorose altera l'ambiente naturale, segnalando la presenza di un intruso e alterando i comportamenti territoriali dei carnivori e degli erbivori selvatici.
- Rischi per il cane stesso: Nelle zone più selvagge il cane rischia di perdersi, di ferirsi o di avere conflitti pericolosi con la fauna selvatica.

E concludono del Parco nazionale della Maiella: "Abbiamo realizzato un lavoro che contribuisce alla fruizione e alla sicurezza degli escursionisti. Il bivacco, per la natura stessa della sua funzione, non può essere chiuso. Viviamo sulla Terra e ci piace ricordare che la montagna è di tutti, e tutti dobbiamo rispettarla".














