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Trento
09 marzo | 05:49

Telecamere sui passi dolomitici per analizzare il traffico, il Garante della privacy multa Trento e Bolzano: "Non conforme ai principi di liceità, correttezza e trasparenza"

Il Trentino aveva supportato l'Alto Adige, incaricato di posizionare anche le telecamere sul territorio provinciale ma la Provincia aveva preso atto dell'aggiudicazione senza definire posizione e senza ricevere dati se non aggregati e anonimi (comunque mai richiesti) ma per il Garante è "contitolare" e avrebbe dovuto adempiere agli iter normativi

TRENTO. Una convenzione tra Alto Adige e Trentino per ottimizzare le procedure e per posizionare 124 telecamere a cavallo dei territori per raccogliere dati e successivamente per gestire i flussi e il traffico sui passi dolomitici. Un'iniziativa, allargata anche a Belluno, interessante e molto promossa a livello istituzionale (Qui articolo). E' arrivata però una doppia multa dal Garante della privacy. E sistemi spenti e il materiale raccolto cancellato.

 

Il problema per piazza Dante? Per il Garante la Provincia di Trento è "contitolare" e quindi avrebbe dovuto a sua volta adempiere agli iter previsti dalla normativa in materia di privacy e trattamento dei dati, anche se ha solo partecipato economicamente al progetto, questo senza definire le posizioni e le modalità di montaggio dei sistemi quanto si è limitata a definire il proprio interesse rispetto alla fruizione di un flusso di dati aggregati, mai richiesti. Una contestazione avviata l'anno scorso e una pronuncia arrivata a settembre scorso.

 

Il progetto, portato avanti dalla Provincia di Bolzano, era stato quello di posizionare 124 telecamere dotate delle funzionalità di lettura automatizzata delle targhe dei veicoli in transito, non solo sul proprio territorio ma anche in quello della Provincia di Trento, sulla base di una convenzione firmata nel 2019. Un superamento delle iniziative e delle limitazioni messe in campo dal 2017 solo per il passo Sella che però non avrebbero portato a una risposta efficace a contrastare una situazione considerata da overtourism.

 

Si è valutato che l'area è molto vasta, coinvolge il fondovalle per l'intero circuito del Sella Ronda. Ecco quindi che si è ritenuto necessario disporre di misure unitarie e comuni per tutti i territori interessati. Così l'idea telecamere con capofila Bolzano per posizionare dispositivi in grado di estrapolare informazioni in merito alla classe dei veicoli in transito (moto, auto, bus, furgone, mezzo pesante e così via), alla nazionalità, all’eventuale classe di velocità, all’eventuale codice Kemler, nonché all’origine e destinazione del viaggio, in modo di comprendere e di analizzare i flussi di traffico all’interno dell’area altoatesina e di adottare scelte amministrative coerenti con le effettive caratteristiche dei flussi di traffico dell'area.

 

Il nodo - per il Trentino - riguarda 24 dispositivi in convenzioneappena 6 dei quali sul territorio trentino "senza alcuna possibilità di materiale intervento/dismissione da parte della Provincia di Trento", che inoltre "non ha in alcun modo definito le posizioni e le modalità di montaggio dei dispositivi sul proprio territorio". In pratica piazza Dante si è limitata a compartecipare economicamente per quanto in convenzione e di prendere atto degli "esiti della procedura di affidamento".

 

Le finalità e i mezzi del trattamento dei dati in questione sono stati interamente definiti da Bolzano, che si è preso il compito di posizionare anche i dispositivi accordati in Trentino. Una difesa lineare quella di piazza Dante: non ci sono scelte tecniche, nessuna banca dati o acquisizione di targhe quanto eventualmente la disponibilità di dati aggregati e anonimi per valutazioni e analisi per la pianificazione territoriale, numeri comunque che non sono stati richiesti mentre alle prime contestazioni gli apparecchi sarebbero stati spenti.

 

Per il Garante della privacy, anche sulla base della giurisprudenza europea, c'è però "contitolarità" e che per questo il trattamento di dati personali "nel contesto in questione sia stato posto in essere in maniera non conforme ai principi di liceità, correttezza e trasparenza e limitazione della conservazione, nonché in assenza di un’idonea base giuridica, senza garantire la necessaria trasparenza nei confronti degli interessati, nonché omettendo di effettuare una previa valutazione d’impatto sulla protezione dei dati".

 

Non basta quindi che la titolarità fisica dei dispositivi sia di Bolzano, subentrano e prevalgono la finalità e i mezzi essenziali del trattamento anche per utilità istituzionale

 

Inoltre, le due Province non hanno stipulato un accordo di "contitolarità del trattamento prima di dare avvio al progetto". Il Garante ha tenuto conto di alcune attenuanti (dati anonimi, assenza di decisioni individuali, ruolo tecnico non primario, cooperazione e spegnimento degli apparati dopo la contestazione) ma ecco una multa da 8 mila euro (dimezzata perché sarebbe stata pagata subito), 32 mila euro invece quella staccata a Bolzano.

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