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Degasperi candidato presidente dei 5Stelle con 264 voti. Ma lo sfidante Direno attacca: ''Commissariamento, clima inaccettabile''

Il consigliere uscente stravince la competizione interna mentre lo sfidante prendo solo 24 voti. Ma Direno non è sceso in campo per vincere ma per porre una questione di democrazia. "Nei 5Stelle trentini situazione insostenibile con minacce e caccia alle streghe"

Di Donatello Baldo - 03 agosto 2018 - 19:11

TRENTO. E' il candidato presidente alle 'provinciarie' dei 5 Stelle, ma è pronto a fare un passo indietro. La conferenza la fa prima di sapere i risultati delle votazioni che gli iscritti hanno 'cliccato' sulla piattaforma Rousseau. La mattina quando convoca la stampa non sa che nel pomeriggio Filippo Degasperi ha vinto con 264 voti. Lui ne ha presi 24.

 

Ma la sua corsa non era per vincere, ma per dare un segnale di democrazia, contro il 'potere' di uno solo all'interno del Movimento. Lui è Mauro Direno, l'attivista di Levico che si è candidato per sfidare Filippo Degasperi nel ruolo di leader dei 5Stelle trentini alle prossime elezioni provinciali . Ha perso, ma la sfida è ben più alta, e dalle parole dello stesso Direno, in gioco c'è lo stesso Movimento 5 Stelle del Trentino, di cui chiede il commissariamento.

 

"Voglio denunciare le gravi violazioni che vengono continuamente commesse, sia dello Statuto che del Codice etico - ha affermato Direno - violazioni fatte dagli iscritti che operano all'interno del MeetUp ma che spesso non risultano nemmeno iscritti a Rousseau". 

 

Persone che addirittura collaborano attivamente anche con Degasperi, che sono incaricate di fare tutoraggio ai nuovi ma che su Facebook hanno fatto selfie con il dito medio contro la ministra grillina alla Salute per non aver cassato la legge sui vaccini. (Nello specifico la persona in questione risulta anche gli eletti alle 'provinciarie' per la carica di consigliera). 

 

E sul MeetUp Direno ha spiegato che "lo statuto non prevede che ce ne siano di provinciali o regionali, ma solo comunali". A differenza di quanto succede qui, dove la dimensione è sovra-comunale e perciò, secondo Direno, illegittima.

 

"Degasperi gestisce il MeetUp indicando lui stesso gli organizer (che lo presiedono, ndr) e muovendo i fili di tutto. Gli iscritti al MeetUp vedono in lui il garante - ha osservato - ma moralmente ed eticamente lui  non si rifà ai valori dei 5Stelle". 

 

Di più: "Utilizza il MeetUp per far passare votazioni che vanno contro il Movimento 5Stelle". Votazioni che per Direno non hanno nemmeno senso perché "il MeetUp è un importante luogo di confronto con chiunque voglia partecipare, aperto anche ai non iscritti. Ma il Movimento 5 Stelle è un'altra cosa".

 

Ma l'elenco delle violazioni è lungo, e Direno ha fatto anche altri esempi: "E' prevista una sanzione disciplinare per gli iscritti, gli eletti e i candidati ad una carica che promuovono, organizzano o partecipano a cordate o a gruppi riservati di iscritti. Ed è quello che ha fatto il Meetup, ed è quello che hanno fatto alcune persone che oggi sono candidate alle 'provinciarie'".

 

A questo punto l'attivista-candidato ha proiettato sul muro i messaggi intercorsi all'interno dei gruppi WhatsApp tra i vari iscritti: "Minacce di querela, mobbing vero e proprio, insulti che sono stati rivolti anche a me, richieste di espulsione proposte in luoghi illegittimi come una chat". 

 

"Ecco - ha detto preoccupato - questo è il clima nel MeetUp. Si chiede l'eliminazione di coloro che chiedono democrazia, di coloro che esprimono il loro pensiero e si richiamano ai valori fondanti, così come si fa nei regimi autoritari".

 

Di materiale che comprova il clima, messaggi e registrazioni audio, Direno ne ha moltissimo: "Lo metterò a disposizione dello Staff di Di Maio, del nostro capo politico - ha annunciato in conferenza stampa - con la richiesta del commissariamento del Movimento in Trentino". 

 

"Qui c'è un clima antidemocratico, di caccia alle streghe". E dicendo questo, Direno ha guardato negli occhi il consigliere comunale Andrea Maschio che si è presentato alla conferenza stampa accompagnato da Valentina Peterlongo, che di lavoro segue l'attività istituzionale del consigliere Filippo Degasperi in Consiglio provinciale.

 

Maschio e Peterlongo hanno registrato parola per parola di quanto ha detto Mauro Direno, filmando anche le sue interviste alla stampa: "Siamo qui solo per ascoltare - hanno detto - è vietato?". Ha risposto di no Mauro Direno, "perché non ho nulla da nascondere". Poi ha continuato a parlare del clima di sospetto, di minacce e di caccia alle streghe.

 

"Ho fatto questa conferenza stampa e inoltrerò tutto allo staff del capo politico perché spero tanto che tutto questo possa cambiare. Questo - ha ripetuto - non è il movimento 5 Stelle, i 5 Stelle sono tutt'altra cosa". 

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