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Governo Conte, il Patt si astiene, come l'Svp. Rossini: ''Non mancherà il nostro contributo, serio e rigoroso''

La deputata Emanuela Rossini, eletta con le Stelle Alpine alla Camera, è intervenuta in aula: "Abbiamo apprezzato il riconoscimento delle Autonomie Speciali". Conzatti vota no e la Lega compatta dice sì

Franco Panizza e Emanuela Rossini
Di Donatello Baldo - 06 giugno 2018 - 19:59

TRENTO. Rispetto al Governo Conte, che ieri si è presentato alle Camere per ottenere la fiducia di deputati e senatori, si divide il Paese e la politica. Chi è favorevole e chi è contrario. Ma ci sono anche gli astenuti, e tra questi l'Svp e il Patt, che attraverso la sua deputata Emanuela Rossini ha deciso di sospendere il giudizio.

 

Le dichiarazioni programmatiche del presidente del Consiglio non danno ancora risposte ai molti interrogativi sull'azione effettiva di governo, su come si intendano affrontare i problemi, con quali misure, puntando su quali leve e su quali risorse. Da parte nostra - afferma la deputata - valuteremo il governo non sulle intenzioni di un programma ma sulle capacità di attuarlo".

 

"Non mancherà il nostro contributo, serio e rigoroso, faremo proposte concrete e giudicheremo il Governo dai fatti - spiega - e sui singoli provvedimenti. Nessuna opposizione pregiudiziale ma nessun consenso garantito. Perché in gioco è il futuro di questo paese”.

 

Iscritta al gruppo  Minoranze Linguistiche, Rossini è intervenuta alla Camera in discussione generale sulla fiducia al governo Conte. “Abbiamo apprezzato il riconoscimento delle Autonomie Speciali come patrimonio di esperienze da sviluppare".

 

"Crediamo - ha sostenuto Emanuela Rossini - che il modello di governo e di convivenza delle nostre Province autonome di Trento e Bolzano siano un esempio di come l’autonomia e lo sviluppo dell’autogoverno, unitamente al rispetto alla difesa e alla cura dell’ambiente, siano la ricetta giusta per rendere un territorio responsabile del proprio sviluppo, contribuendo così anche al bene del paese”

 

Nelle dichiarazioni di Conte cultura e università sono rimaste assenti", osserva però la deputata. "Ciò è preoccupante e grave. Oggi più che garantire un lavoro c’è bisogno di crearlo. In un’economia della conoscenza sono proprio le politiche culturali, la scuola, la formazione professionale,  le arti, l'università a diventare politiche di sistema, determinati per lo sviluppo locale".

 

Nell'intervento ha annunciato l'astensione. Un atteggiamento che recide - sul livello nazionale - il rapporto con il centrosinistra, che compatto ha votato no. Effetti sul locale sembra non ce ne siano. Dal segretario Panizza la posizione la posizione di astensione è giustificata per possibili future interlocuzioni in difesa delle prerogative dell'Autonomia, riconoscendo alla deputata non solo un ruolo politico ma anche negoziale. 

 

Scontato il sì convinto della Lega che con la nutrita pattuglia di parlamentari trentini ha votato la fiducia. "Il primo discorso del premier Giuseppe Conte, oltre a toccare le principali tematiche politiche nazionali e internazionali, ha posto anche l'accento sulla importanza delle autonomie speciali nel sistema istituzionale italiano".

 

"Il presidente del Consiglio - scrivono Fugatti, Zanotelli, Binelli, Cattoi e Segnana -  ha infatti dichiarato che 'si adopererà per salvaguardare le Regioni ad autonomia speciale nella convinzione che la prossimità, la sussidiarietà e la responsabilità, ove localmente concentrate, possano contribuire a migliorare la qualità di vita dei nostri cittadini'".

 

Parole che rassicurano i leghisti. "In questo modo il governo in carica ha subito posto la attenzione sulla importanza dei territori di autonomia come il Trentino dove l'autogoverno testimonia processi di responsabilità che migliorano il benessere dei territori".

 

"I prossimi passaggi del nuovo governo in materia di rapporti con le Autonomie Speciali riguarderanno ora la continuazione e il mantenimento degli accordi già presi in materia di finanza locale e infrastrutture - spiegano i parlamentari del Carroccio - nonché lo sviluppo e la garanzia delle Autonomie oggi presenti nell'ordinamento costituzionale italiano".

 

Un no è invece arrivato dalla senatrice Donatella Conzatti, iscritta al gruppo di Forza Italia: "Un’elencazione di problemi noti, espressa per meri titoli, priva di visione generale e priva di una spiegazione sul “come” risolverli. Un elenco senza coperture finanziarie". 

 

"Ho apprezzato le parole per le Autonomie speciali - afferma - che peraltro non hanno fatto distinguo tra quelle virtuose come la nostra e altre. Ma non basta per un voto positivo. Certo supporterò i provvedimenti che già avevo condiviso nel programma di centrodestra, che vanno nella direzione di una società paritaria e di un modello economico che prima di pensare a come giustamente redistribuire la ricchezza si occupa di come generarla. Lavorerò per l’Autonomia".

 

 

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