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Il candidato grillino contro la Provincia, D'alterio: "Esclude i bimbi non vaccinati''. Ma la ministra alla Salute non è dei 5 Stelle?

Afferma che a livello nazionale è pronta una legge che modifica la Lorenzin, ma fino a che rimane quella per accedere alle scuole d'infanzia serve il certificato. La stessa titolare del ministero: "Rimane l'obbligo"

Di db - 30 agosto 2018 - 19:27

TRENTO. Mario D'Alterio, il più votato della lista dei grillini alle prossime elezioni provinciali nella consultazione interna al Movimento, che in teoria sarà quindi il capolista, inizia la sua campagna elettorale. E lo fa su un tema caro a molti dei 5 Stelle, quello dell'obbligo vaccinale. Difende quelle 500 famiglie che hanno deciso di non far vaccinare i propri figli e che in settembre potrebbero vederli esclusi dalle scuole per l'infanzia.

 

"Dopo un lungo anno di sofferenze, preoccupazioni, attese, sacrifici, ma anche tanta speranza - spiega accorato D'Alterio - quella che ci ha fatto credere fino all'ultimo di poter arrivare ad una soluzione affinché nessun bambino venisse escluso, la Provincia di Trento ci dà il colpo di grazia con una lettera a firma della Dirigente del Dipartimento della Conoscenza Livia Ferrario, inviato agli istituti scolastici della Provincia".

 

Livia Ferrario ha però applicato la legge nazionale, niente più niente meno. La lettura che ne dà la Giunta Rossi è forse più restrittiva di quella che viene data altrove, dove le maglie sono tenute maggiormente larghe, ma nessuna forzatura. "Si 'scarica' la responsabilità al governo attuale che non ha apportato modifiche - spiega il candidato 5 Stelle - peccato però che la Provincia poteva, alla stregua di quanto fatto dalla Provincia di Bolzano, intervenire con una proroga e permettere per quest'anno l'accesso a tutti i bambini".

 

"Un paradosso - sottolinea D'Alterio - ma soprattutto una situazione che rischia di generare delle disparità di trattamento, disparità che coinvolgeranno creature innocenti (bambini perfettamente sani!) e famiglie che hanno tutto il diritto di scegliere con consapevolezza e libertà sulla salute dei propri figli".

 

Per evitarla sarebbe però bastata una circolare della ministra Grillo che, nomen omen, è del suo stesso schieramento politico, grillina come lui. O sarebbe bastato che la legge Lorenzin, tanto vituperata, fosse stata buttata nel cestino e riscritta e rivotata da una maggioranza parlamentare che Lega e 5 Stelle hanno saldamente in pugno.

 

Ma la politica prevede anche il ribaltamento della realtà. E infatti, D'Alterio afferma che "in ossequio alle parole della ministra alla Salute Giulia Grillo riteniamo che sia la politica a stabilire se le vaccinazioni debbano essere proposte con la raccomandazione oppure con l'obbligo". Appunto, la politica, quella che in Parlamento fa le leggi, non una dirigente della Provincia che le leggi deve soltanto adottarle.

 

D'Alterio rassicura comunque queste 500 famiglie che i bambini hanno deciso di non vaccinarli: "Considerando che l'orientamento del governo che ha già un disegno di legge pronto per la modifica della legge 119, vogliamo ribadire la nostra posizione sulla prima opzione, ovviamente quella della raccomandazione".

 

Inutile stare qui ora a disquisire su quale sia il miglio modo per garantire a tutti la sanità pubblica, se l'obbligo o la raccomandazione. La ministra l'ha detto chiaro e tondo: "Nessun passo indietro sull’obbligo vaccinale". Per essere iscritti ai nidi e alla scuola dell’infanzia i bambini dovranno essere vaccinati e i genitori "dovranno ancora presentare le certificazioni".

 

Se prima o se dopo, se con una proroga o senza proroga, se come Treno o come a Bolzano, poco importa. La titolare del ministero alla Salute, del Movimento 5 Stelle, ha detto questo. Se voleva che le Regioni e le Province Autonome facessero altrimenti avrebbe diramato una circolare, o avrebbe fatto di tutto per approvare una legge prima dell'inizio delle lezioni di settembre.

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