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In casa Pd c'è anche chi è pronto a correre da solo: ''Prima la coalizione, poi il nome. Se non si riesce Dem uniti con un proprio candidato''

Lo chiede il circolo di Levico al segretario Muzio. L'intenzione è quella di uscire dall'impasse dei nomi partendo prima da un programma condiviso. Un documento consegnato al segretario in vista dell'assemblea di lunedì

Di Luca Pianesi - 21 luglio 2018 - 06:01

TRENTO. "Grande è la confusione sotto il cielo" diceva Mao Tse-tung e davvero grande è la confusione sotto il cielo provinciale a livello politico. Per una destra che non riesce a convergere in maniera decisa sull'unico candidato possibile dopo l'esito delle elezioni del 4 marzo, Maurizio Fugatti, c'è una sinistra che a tre mesi esatti dalle elezioni ha almeno quattro o cinque tavoli aperti e deve ancora scegliere su quale partita concentrarsi. Il tutto mentre gli stessi 5 Stelle attendono di sapere quali saranno le regole che dovranno seguire per selezionare il candidato presidente.

 

La situazione più caotica, però, è quella del centrosinistra autonomista che, sostanzialmente, attende le mosse del Partito democratico. Da un lato, infatti, c'è il Patt che punta deciso su Rossi e ha già cominciato gli incontri sul territorio per presentare quanto di buono si è fatto in questi anni. Dall'altro ci sono i partiti di sinistra e ambientalisti, una grande parte della società civile e una sempre più consistente porzione di Partito democratico (compresi assessori e consiglieri provinciali, membri delle assemblee e circoli che si stanno esponendo anche pubblicamente) che ha scelto Paolo Ghezzi come suo rappresentante. Dall'altra c'è un altro blocco che appoggia Rossi e un altro ancora che, a mali estremi, è pronto anche a correre da solo, ''scegliendo come candidato una persona ovviamente d'indiscusso onore e competenza iscritto al Partito Democratico''.

 

Una soluzione estrema ma non completamente accantonata, per esempio, dal circolo Pd di Levico che ha scritto in questi giorni al segretario Muzio nella speranza di arrivare, finalmente, a una decisione. Questo il vero punto fermo: tutti chiedono che si decida, in un senso o nell'altro o nell'altro ancora, purché si prenda una strada. Anche perché a tre mesi dal voto il fuoco incrociato tra chi sostiene uno e chi è contrario all'altro, di fatto, rischia di esasperare gli animi e indebolire tutti. Il Pd di Levico chiede, quindi, al segretario prima di tutto una riflessione sulla coalizione che andrebbe ''consolidata e possibilmente ampliata, ovviamente - si legge nel documento inviato a Muzio in vista dell'assemblea Dem di lunedì - a forze sociali che si riconoscano con i principi del centrosinistra autonomista trentino, per vincere le prossime elezioni e garantire al Trentino un governo democratico e autonomista in linea con i successi raccolti negli ultimi decenni''.  

 

Si chiede, quindi, all'assemblea di aiutare il segretario a conseguire questo risultato il più presto possibile e che solo una volta definito il perimetro politico si indichi il nome che possa rappresentare tutti come candidato presidente. Infine, "se tutte queste azioni non portassero agli obiettivi da tutti auspicati - conclude il documento - allora chiediamo, per difendere l’onorabilità del nostro partito e la sua radice democratica, che l’assemblea consideri seriamente la possibilità che il Pd del Trentino si presenti alle prossime elezioni provinciali da solo, scegliendo come candidato una persona ovviamente d’indiscusso onore e competenza, e iscritto al Partito Democratico".

 

Una terza via, questa, che sceglie di partire da un programma e da un perimetro di coalizione per passare al nome di chi dovrà rappresentarla, in un secondo momento. Come dicevamo ''Grande è la confusione sotto il cielo'' diceva Mao che, però, concludeva la frase aggiungendo che ''la situazione è eccellente''. 

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