Il Pd è alle prese con i suoi guai interni ma gli alleati chiedono di accelerare verso le elezioni provinciali. Aspettando Godot c'è ancora tutto da fare
I problemi legati al congresso del Pd con le dimissioni della segretaria Maestri complicano la marcia di costruzione dell'alleanza di centrosinistra autonomista che dovrà sfidare la coalizione di destra il prossimo ottobre. Azione, Campobase, Europa Verde-Verdi del Trentino, Italia Viva, Partito socialista italiano e Sinistra Italiana chiedono ai Dem di non bloccarsi: ''Attendere ancora significa compromettere le possibilità di successo della nostra comune proposta''
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TRENTO. Aspettando Godot, anzi il Pd. Parte del centrosinistra trentino con un comunicato stampa esplicito chiede al Partito democratico di esserci, in un modo o nell'altro, e di partecipare alla marcia comune per la costruzione di un'alleanza in vista delle prossime elezioni provinciali. Il tutto per costruire un progetto comune (che parta da un candidato presidente condiviso) che non può più attendere. Eppure, come noto, il Partito democratico è alle prese con il più classico dei temi di dibattito del Partito democratico: le rese dei conti interne.
Lucia Maestri, infatti, ieri ha deciso di presentare le dimissioni da segretaria provinciale del partito trentino. La decisione è arrivata dopo lo scontro che si era aperto nelle ultime settimane all'interno dei democratici tra chi voleva il congresso alla scadenza naturale del mandato a marzo e chi invece puntava a rinviarlo dopo le provinciale del prossimo anno (Qui l'articolo). Il 24 novembre scorso l'assemblea provinciale aveva votato a favore della proroga ma la questione era finita sul tavolo del partito a Roma (Qui l'articolo) con una fronda interna molto agguerrita, come da tradizione. L'altro ieri a Trento è arrivato il dirigente nazionale Marco Meloni che ha incontrato e ascoltato le varie posizioni e ha ricordato che difficilmente Roma potrà dare l'ok alla proroga e così ecco arrivare le dimissioni della segretaria.
Eppure proprio in questi giorni si attendeva una stretta per costruire il progetto di governo del centrosinistra autonomista per le prossime elezioni provinciali di ottobre. Quello che Azione, Campobase, Europa Verde-Verdi del Trentino, Italia Viva, Partito socialista italiano e Sinistra Italiana definiscono, nel loro comunicato stampa, un progetto di ''una nuova fase dell'Autonomia''. Ma di più: in realtà ci sarebbe ancora anche da costruire il perimetro dell'alleanza perché a queste sigle mancano, per esempio, oltre al Pd (oggetto della missiva), Futura e CasaAutonomia.eu.
Evidentemente, quindi, il quadro pare ancora incompleto e ci si chiede, allo stesso tempo, come ci si possa proporre agli elettori presentandosi con forze politiche tanto distanti nei valori e nei principi fondanti degli stessi. Per esempio, stando solo ai firmatari dell'appello di oggi ai Dem, Azione e Italia Viva come possono proporsi uniti a Sinistra Italiana e Verdi? Dal tema del gassificatore per i rifiuti a quello delle grandi opere c'è da lavorare e tanto per strutturare un progetto politico comune per il futuro del territorio che possa essere digerito dagli stessi partiti in ballo. E poi resterebbe sempre quel piccolo passaggio, piuttosto fondamentale, di andarlo a spiegare ai cittadini, di farlo capire, digerire, di renderli partecipi ed entusiasti per il Trentino che verrà e che loro immaginano.
Per non parlare del candidato presidente che ad oggi resta un grande punto di domanda. L'unica certezza è chi non lo sarà: Matteo Migazzi negli scorsi giorni si è ''bruciato'' con un'intervista dove avrebbe detto di essere a disposizione anche del centrodestra; il sindaco di Rovereto Francesco Valduga ha qualche grana giuridica (ha appellato la sentenza di condanna della Corte dei Conti) e candidarlo, anche dovesse poi essere assolto in tutti i modi con tanto di scuse e strette di mano, prima della fine sarebbe impossibile. Insomma c'è da scovare qualcuno o qualcuna che possa sfidare il candidato della coalizione di destra (che, per contro, va detto, non se la passa bene tra un Fugatti sì e un Fugatti no, la Lega ai minimi termini e le legittime aspirazioni di Fratelli d'Italia).
E' chiaro che c'è tantissimo da fare e le elezioni, ormai, sono molto vicine. Intanto ecco il testo completo firmato da Azione, Campobase, Europa Verde - Verdi del Trentino, Italia Viva, Partito Socialista Italiano, Sinistra Italiana.
Dobbiamo tutti rispettare il dibattito e le vicende spesso complicate che connotano le diverse forze politiche. Tuttavia, una coalizione - intesa non come pura aggregazione elettoralistica, ma come comunità politica - esige che vi sia una responsabilità preminente: evitare che le legittime discussioni interne mettano a rischio il progetto comune.
Senza questo spirito le coalizioni non nascono, non durano e soprattutto non convincono gli elettori.
Dopo la positiva esperienza messa in campo nei collegi senatoriali trentini il 25 settembre scorso, l’Alleanza Democratica per l’Autonomia aveva unanimemente assunto un impegno: definire entro gennaio il profilo della coalizione e la persona che la rappresenta - come candidato/a Presidente - alle imminenti elezioni dell’ottobre 2023.
Se la scommessa non è solo presentare una alternativa “di sigle politiche” alla Giunta attuale, ma un progetto di “nuova fase dell’Autonomia”, occorre che si parta subito per comunicare idee, proposte e classe dirigente a tutti i cittadini delle città e delle valli e a tutte le componenti sociali, culturali, economiche e territoriali.
Attendere ancora significa compromettere le possibilità di successo della nostra comune proposta; lasciare nell’incertezza quella grande parte di elettori che ancora attende di vedere se un'alternativa c’è e se è credibile, spianare di fatto la strada alla riconferma della maggioranza uscente e dei suoi potenziali nuovi alleati.
Auspichiamo perciò che il PD del Trentino - nelle forme che spetta ad esso trovare - rispetti gli impegni temporali unanimemente e consapevolmente assunti nell’ultimo incontro di coalizione e che si possa così utilizzare tutto il tempo ancora a disposizione prima del voto per parlare alla Comunità, condividere un progetto di governo, riaccendere la speranza in una Autonomia più forte, coesa e innovativa.














