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Maurizio Perego coordinatore provinciale di Forza Italia. Zitto zitto prende le redini del partito e guarda già alle provinciali

Nella riunione del coordinamento regionale Michaela Biancofiore ha imposto il suo nome. Critico Giorgio Manuali che probabilmente farà un passo indietro. Anche Manuela Bottamedi non sembra convinta né del nome né dell'imposizione

Di Donatello Baldo - 23 aprile 2018 - 19:11

TRENTO. Alla fine l'ha spuntata lei, Michaela Biancofiore. Il coordinatore provinciale di Forza Italia sarà Maurizio Perego, come aveva detto. In barba ai dubbi e alle critiche sollevate da alcuni degli esponenti locali, tra cui il vicecoordinatore Giorgio Manuali e la consigliera Manuela Bottamedi.

 

La riunione di investitura si è svolta al ristorante "da Pino" a San Michele. Luogo importante per la passionaria azzurra perché, avrebbe detto ai commensali, qui ci si riuniva quando Forza Italia in Trentino muoveva i primi passi, con Perego e Innocenzi e lei ancora in erba.

 

Michaela Biancofiore è passionaria e sentimentale. L'ha dichiarato in tempi non sospetti, vuole rifare quel partito nato ormai vent'anni fa, con le persone che allora c'erano con lei, persone che ora vuole a tutti i costi valorizzare e addirittura riabilitare. 'Forza Italia è la mia famiglia', avrebbe detto e ripetuto ai commensali, mettendo un po' l'accento sull'aggettivo possessivo. 

 

E la sua famiglia è quella delle origini, di c'era un tempo. Quelli arrivati dopo sono 'filiazioni', derivazioni, discendenze più o meno riconosciute. Per questo al vertice trentino vuole Perego, a lui lo lega un rapporto primigenio. Insomma, decide lei

 

Al pranzo di lavoro da Pino si dice abbiano mangiato asparagi e c'erano le due neo-deputate Donatella Conzatti ed Elena Testor, c'era Gabriella Maffiletti e altri responsabili locali del partito. Mancava Giacomo Bezzi, dato quasi per disperso, ma era presente Manuela Bottamedi e poi Giorgio Manulai, quello spodestato, che ora è anzi in dubbio se rimanere oppure no.

 

E' lui il vicecoordinatore regionale con la delega sul Trentino. Lui che ha organizzato la campagna elettorale e l'unico, assieme a Bottamedi, ad aver sollevato qualche dubbio sull'efficacia di un nome come quello di Maurizio Perego. Qualche ora prima sembravano in dubbio anche gli altri commensali, ma poi tutti sono stati zitti, a quanto pare. 

 

Nessuno avrebbe detto niente. Non sulla figura di Maurizio Perego, non sull'opportunità di nominarlo plenipotenziario del partito in tutta la provincia, non sul fatto che quel patteggiamento milionario per bancarotta fraudolenta non è il massimo dal punto di vista dell'opportunità politica. 

 

Nessuno avrebbe detto niente perché se le cose sono ormai decise, e Perego sarà il coordinatore provinciale, meglio andar d'accordo con quello che comanda. Chi non aspira a un posto in consiglio provinciale? E poi, anche in quel di Roma, il rapporto con il capo lo tiene ancora Michaela Biancofiore. Le due deputate devono farsi le ossa prima di potersi muovere agilmente. 

 

Ma quello che ha detto meno di tutti, che non ha nemmeno aperto bocca, quello che ha mangiato solo asparagi uno dopo l'altro senza proferire verbo, nemmeno per il discorso dell'investitura, è stato lui, Maurizio Perego. Zitto zitto, si preso la direzione del partito e se l'è messa in tasca.

 

Ha incassato la promessa che gli era stata fatta il giorno in cui la Lega ma anche Claudio Cia si misero in mezzo per bloccare la sua candidatura per le nazionali. Fu in quell'occasione che Michaela Biancofiore disse che un modo per valorizzarlo l'avrebbe trovato di sicuro. Eccolo, sarà coordinatore provinciale e, già si sa, candidato alle elezioni provinciali.

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