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Oltre il Pd, per un nuovo soggetto politico. Elisabetta Bozzarelli: ''Deve cambiare tutto, il nome, il simbolo e anche la coalizione''

La consigliera comunale dem propone di ripartire da zero. "Riconsegniamo il partito agli elettori e si apra una fase costituente per la costituzione di una nuova realtà politica". In discussione anche la leadership di Rossi: "E' scontato che la coalizione va ripensata da cima a fondo"

Di Donatello Baldo - 07 marzo 2018 - 18:45

TRENTO. Dopo la batosta elettorale si è parlato delle dimissioni dei segretari, ma sembra non siano sufficienti per ridare fiato al centrosinistra: "Dobbiamo riconsegnare il progetto del centrosinistra al nostro azionista di maggioranza - afferma Elisabetta Bozzarelli - agli elettori trentini. Dobbiamo ripartire da capo, ricostruire tutto partendo da zero". 

 

Tabula rasa, quindi? 

Sì, questo si deve fare. Dev'essere aperta una nuova fase costituente chiamando a raccolta gli elettori, chiedendo loro di partecipare alla costruzione di un nuovo soggetto politico. La partenza sono i nostri valori. 

 

Questo va ben oltre le dimissioni del segretario e del coordinamento.

Molto oltre: il partito va restituito a coloro che in questo momento sono il partito, i nostri potenziali elettori. La classe dirigente attuale non lo rappresenta più, dobbiamo prenderne atto, le elezioni hanno dato un segnale chiaro. Ora, o si capisce il messaggio oppure sono guai.

 

Pensavo che la notizia di oggi fossero le dimissioni del segretario Italo Gilmozzi, ma mi sbagliavo.  

Saremmo sciocchi a pensare che sia il segretario il problema. Qui non si tratta della resa dei conti, non c'è la caccia al colpevole. Si tratta di ricominciare dall'inizio, mattone su mattone. 

 

Ma tecnicamente come si fa?

Si fa, senza perdersi in norme procedurali. Una fase costituente si dà delle regole indipendentemente dalle regole attuali. L'obiettivo è creare qualcosa di nuovo.

 

Stiamo parlando di fondare un nuovo soggetto politico o sbaglio?

Proprio così, un nuovo soggetto che sia diverso da quello nazionale, un'altra cosa che semmai sarà federata al Pd, ma i tecnicismi ora non sono importanti. 

 

Un nuovo Pd. Un altro Pd. O si cambia anche il nome? 

Dobbiamo immaginare una nuova cosa, anche un nuovo nome. Dobbiamo avere il coraggio e la forza di un nuovo inizio, sarà il risorgimento dei valori che ci hanno fondato.

 

Ma sono d'accordo tutti?

Inizieremo la discussione. Ma le alternative sono ben poche. Deve essere un taglio netto. Non si fa nulla a metà, e non c'è tempo, non c'è nemmeno spazio per altro. C'è bisogno di un'azione radicale.

 

A proposito di radicali... Se si considera il voto a +Europa, il fronte progressista ha tenuto. 

Anche gli elettori che hanno votato per Emma Bonino sono un nostro patrimonio, anche quei voti vanno cercati. Ieri alla riunione del coordinamento si è abbozzata un'analisi del voto: siamo ancora sul 20%, è vero, 

ma il problema non è quello di tenere la posizione, è quello di espandersi. Se volgiamo essere forza propositiva e propulsiva non bastano questi numeri.

 

Consigliera, cos'ha in mente?

Quella che nascerà sarà una grande forza popolare e riformista che rappresenterà i nostri valori, che comprenderà la sinistra e il centro, che saprà parlare anche di diritti. Tante storie che scrivono una grande storia.

 

Era il progetto originale del Pd, o sbaglio?

Peccato che l'attuale classe dirigente di questo partito non sia riuscita a scrivere proprio niente. Nessuna grande storia.

 

Se cambia solo il Pd, il rischio è che un nuovo soggetto politico si trovi comunque all'interno di una vecchia coalizione.

Anche per la coalizione deve aprirsi una nuova fase. Il ciclo politico rappresentato dall'attuale classe dirigente del centrosinistra autonomista è finito. Il nuovo soggetto che nascerà si porrà alla guida di un cambiamento che per forza di cose investirà tutta la coalizione. Con lo schema attuale non si può più andare avanti.

 

Sta mettendo in discussione anche Ugo Rossi?

Azzerare, ripartire. Questo vale per tutti, non solo per il Pd. Si dovrà mettere in discussione tutto, e cambierà tutto. E' scontato che la coalizione va ripensata da cima a fondo.

 

E io che pensavo che la seconda notizia di oggi fosse il possibile allargamento ai civici di Valduga...

Se si pensa che sommando pezzi organizzati di potere si possa creare consenso significa non aver capito bene quello che è successo. Il ragionamento non deve essere questo, non si farà così, non si appalta la ricerca di consenso a qualcun altro.

 

Ma il centro è sguarnito, l'area popolare e civica ha perso più di 50 mila voti.

Nella costruzione del nuovo soggetto politico dobbiamo guardare anche alle esperienze civiche, questo è sicuro. Ma attenzione: le espressioni civiche non sono soltanto quelle di Valduga. Ci sono  espressioni del civismo trentino che sono le Pro loco, le Asuc, l'associazionismo e il volontariato. Tutte queste forme di partecipazione popolare, queste sono le persone che dobbiamo coinvolgere, i protagonisti della una nuova fase.

 

Ci sarà il tempo per rifondare un progetto politico prima delle elezioni di autunno? 

Si deve iniziare subito: un percorso veloce e profondo. Per carità, l'alternativa c'è, presentarsi con lo stesso schemino, fare qualche consigliere provinciale. Ma è questo l'obiettivo della politica? Credo di no, credo che un nuovo progetto politico faccia bene al centrosinistra e faccia bene anche al Trentino.

 

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