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| 09 set 2018 | 16:27

Sul manifesto di Agire compare un comunicato istituzionale. Il sindaco di Borgo: ''Non copre né il volto del candidato, né il simbolo''

Fabio Dalledonne replica a Claudio Cia che spiegava di valutare "il ricorso alle autorità, perché è molto grave questo utilizzo improprio del manifesto ufficiale di indizione dei comizi elettorali". Il primo cittadino: ''La responsabilità è dell'Ica non nostra''

di Redazione

BORGO VALSUGANA. "Il soggetto responsabile per le pubbliche affissioni è l'I.C.A. quale concessionario e non il Comune. Inoltre quei manifesti andavano affissi in forza della normativa provinciale''. Spiega così il sindaco di Borgo Valsugana Fabio Dalledonne la comparsa dell'annuncio della convocazione dei comizi elettorali sul manifesto di Agire e di Claudio Cia avvenuta qualche giorno fa nel suo comune (QUI L'ARTICOLO). Claudio Cia, infatti, ha bruciato le tappe e già dalla scorsa settimana ha tappezzato varie zone della provincia di manifesti e cartelloni pubblicitari.

 

Qualche buontempone maleducato e poco rispettoso delle altrui opinioni e quindi di uno dei principi cardine della democrazia, il pluralismo, ne ha danneggiati alcuni strappandoli. Ma oltre agli strappi ha fatto discutere l'affissione di un comunicato istituzionale sopra il manifesto di Agire avvenuta a Borgo Valsugana.

 

Che non corra buon sangue tra Claudio Cia e il sindaco Dalledonne è cosa nota e sulla questione lo stesso leader di Agire spiegava che "ci siamo già attivati per far ripristinare lo spazio che abbiamo acquistato grazie al sostegno economico dei nostri aderenti, ma stiamo valutando il ricorso alle autorità, perché è molto grave questo utilizzo improprio del manifesto ufficiale di indizione dei comizi elettorali, e dubito che a Borgo non esistano spazi deputati a ciò". 

 

"Il manifesto è di ridotte dimensioni - spiega il sindaco - e non copre né il volto del candidato, né il simbolo del movimento''. "Evidenzio - aggiunge - che il soggetto responsabile per le pubbliche affissioni è l'I.C.A. quale concessionario, e non il Comune. Evidenzio inoltre e non certo secondariamente che stante le disposizioni normative emanate dalla Provincia, vige l'obbligo per i Comuni di affiggere tali manifesti relativi alle Elezioni Provinciali". Insomma la scelta di porre quel manifesto proprio lì sarebbe stata dell'Ica (Imposte comunali e affini) e il Comune non avrebbe fatto altro che eseguire.

 

Qui il testo e gli estremi della Circolare di riferimento.

 

 


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