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Tutti aspettavano Daldoss ma non si fa vedere. Doccia fredda per il centrosinistra che però ci spera ancora: Ghezzi ambasciatore per tentare l'ultima carta

Doveva sedersi al tavolo della coalizione, dopo un primo incontro avuto venerdì. In un messaggio spiega che ci si è capiti male, che a quel tavolo non andrà mai. Ma una telefonata al giornalista-candidato lascia l'ultimo briciolo di speranza. Anche ieri, quindi, l'ennesimo rinvio della decisione

Paolo Ghezzi, che forse sta leggendo il messaggio di Daldoss, e Giorgio Tonini
Di Donatello Baldo - 02 settembre 2018 - 06:01

TRENTO. Ieri tutti aspettavano Daldoss, perché dopo l'incontro avuto con lui soltanto il giorno prima sembrava si fosse aperto uno spiraglio. Il centrosinistra si è seduto attorno al tavolo, con i candidati Paolo Ghezzi e Giorgio Tonini, con le delegazioni di tutti i pariti. Mancava ovviamente il Patt, ma il possibile ingresso nella coalizione dell'ex assessore tecnico poteva far sperare anche nel ritorno degli autonomisti. Tutti in attesa, ma alla fine è arrivata la doccia fredda

 

L'appuntamento era alle 15, nella sede del Pd, ma un messaggino è stato inviato ai segretari  poco prima che iniziasse la riunione. Poche righe che hanno gelato anche i più speranzosi, quelli che già vedevano la possibile costruzione di un fronte largo contro la Lega e la possibilità di vincere la prossima tornata elettorale.

 

"Salve a tutti. Apprendo oggi dal giornale che quello di ieri sarebbe stato il tavolo della coalizione csx (centrosinistra, ndr). Ho accettato l'invito di Donata (Borgonovo Re, ndr) convinto che l'incontro fosse più ristretto e privato. Noi non abbiamo mai partecipato a quel tavolo e non ci parteciperemo mai. 
 

Abbiamo fatto da tempo presente che il Trentino ha bisogno di innovazione politica profonda e noi a questo stiamo lavorando. Quindi non partecipiamo a nessun tavolo . Siamo invece aperti a quelle forze nuove, a chi può portare il proprio contributo nella direzione sopra auspicata.
 

Saluti Carlo"

 

Come a dire: 'Ci siamo visti, sì, c'eravamo tutti, ma io non ho dato a quella riunione il valore che gli avete dato voi. Vi siete illusi'. La forza con qui prende le distanza dal tavolo del centrosinistra è decisa, quasi gli facesse schifo sedersi al tavolo con qui commensali. Daldoss vuol far sapere che non è ascrivibile a quell'area ma si è seduto solo per cortesia nei confronti di Donata Borgonovo Re che l'ha invitato. E nemmeno sapeva che ci fossero tutti ad aspettarlo: quasi un'imboscata, a leggere quello che scrive. 

 

Quindi tutto chiaro? Avranno capito che Daldoss non ha nessuna intenzione di intrattenere rapporti e trattative con quelli che più di una volta ha definito come 'vecchia politica ormai superata'? Avranno capito che colui che chiede, assieme a Valduga e Oss Emer, che il Pd rinunci al proprio simbolo ha detto che non ne vuol proprio sentire di un accordo?

 

No, perché quelle parole sono state lette e rilette per capirne il significato autentico, per leggerne il sotto-testo, per interpretare la volontà ultima e le sfumature: 'Dice che chiude definitivamente? Siamo sicuri?'. E il dubbio viene perché Ghezzi, agli altri seduti al tavolo con la sedia di Daldoss lasciata vuota, ha riferito di una telefonata sibillina. Che la chiusura non sarebbe al cento per cento, che uno spazio di manovra ancora c'è.

 

E ad aggiungere dubbio al dubbio, che lascia aperte tante incognite, è ciò che è uscito dal famoso incontro di venerdì che si è tenuto al gruppo consigliare dell'Unione per il Trentino. E' vero, Carlo Daldoss ha ribadito la contrarietà ai simboli dei vecchi partiti, arrivando a suggerire al Pd di sciogliersi in Futura, il nuovo soggetto di Paolo Ghezzi, ma si è detto disponibile anche a togliere di mezzo le famose liste territoriali che tanto hanno fatto discutere in questi giorni, liste'civetta' se fosse andato in coalizione, utili solo per rubare preferenza qua e là. La trattativa era di fatto cominciata.

 

Allora, dopo due ore e mezza di riunione, l'ultimo tentativo (l'ennesimo, perché ormai tutti gli altri che ci sono stati erano i penultimi a questo punto): si è deciso di mandare come ambasciatore proprio Paolo Ghezzi. Sarà lui che si farà latore del messaggio: "Dai Carlo, dicci i tuoi propositi: vieni con noi o davvero vuoi andare da solo alle elezioni?".

 

Detta così sembra una barzelletta ma ormai a più d'uno cadono le braccia davanti all'ennesimo rinvio, anche tra chi è seduto a quel tavolo da mesi. Vittorio Fravezzi è infatti uscito dalla sede del Pd che gli fumavano le orecchie: "Basta, non se ne può più, non possiamo essere presi in giro così, anche per per difendere la dignità dei partiti e degli elettori che qui rappresentiamo".

 

La lettura della situazione, tra quelli che erano ieri a quel tavolo convocato nella sede del Pd, sono contrastanti: alcuni credono che si possa combinare il matrimonio, altri sono più scettici, altri non vorrebbero più inseguire questa ipotesi Daldoss che ritengono solo una presa in giro. C'è chi pensa che stia ciurlando nel manico per portarli allo sfinimento fino all'ultimo giorno utile alla formazione delle liste per poi piantarli in asso.

 

C'è poi chi pensa che in fondo in fono non ha nessuna intenzione di convergere con quel che resta del centrosinistra: il suo obiettivo, assieme ai Civici, è quello di costruire un embrione di quel partito dei trentini che nei prossimi 5 anni potrà forse germogliare, raccogliendo i cocci del centro delle coalizioni in vista di un futuro lungo, non a breve termine, non con l'orizzonte delle prossime elezioni provinciali.

 

C'è anche chi pensa che Daldoss, in fondo, sia salito sulla barca più abbordabile per garantirsi un altro giro nell'Aula dal velluto rosso di piazza Dante. Uno stipendio più che buono e come consigliere ancor meno responsabilità che da assessore. Ma questi sono i ragionamenti dei maligni, o di quelli che non riescono proprio a capire come possa sperare di vincere le elezioni andando solo con i questo Polo Civico Territoriale che nessuno ha mai pesato elettoralmente. 

 

Mancano pochi giorni alle elezioni, una cinquantina. C'è da decidere in fretta, entro pochi giorni, e questo rinvio non può che essere l'ultimo, al massimo il penultimo, ma questa volta per davvero. Oggi stesso Ghezzi telefonerà a Daldoss: ci stai o no? Questa la domanda, e la risposta sarà comunicata a tutti, subito. Così già da domani, questa è l'intenzione, si chiude la partita anche da questa parte. Dall'altra stanno già facendo campagna elettorale.

 

 

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