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#InMovimento: ''Il Patt ci chiede di appoggiarli? No grazie''. Elezioni comunali? ''Non dobbiamo presentarci per forza, possiamo saltare questo giro''

L'uscita del Patt e l'indicazione di Franco Ianeselli a candidato sindaco per la città di Trento e la rapida convergenza del fronte di centrosinistra, Partito democratico in primis, quindi le aperture di Upt e Futura, Verdi e Azione, ha spiazzato #InMovimento che nonostante l'invito delle Stelle alpine a continuare il confronto, preferisce restare al centro

Pubblicato il - 13 gennaio 2020 - 16:01

TRENTO. "Abbiamo appreso con dispiacere la scelta di Patt e Upt di tornare indietro". Così Lorenzo Rizzoli, presidente di #InMovimento, che aggiunge: "Il polo territoriale era un tavolo di lavoro al quale avevamo deciso di sederci insieme per consolidare una vision, un programma e un candidato sindaco comune. Un polo territoriale che non si è riunito molte volte, forse anche per la volontà di alcune forze politiche di essere attive su più fronti".

 

L'uscita del Patt e l'indicazione di Franco Ianeselli a candidato sindaco per la città di Trento (Qui articolo) e la rapida convergenza del fronte di centrosinistra, Partito democratico in primis (Qui articolo), quindi le aperture di Upt e Futura (Qui articolo), Verdi e Azione (Qui articolo), ha spiazzato #InMovimento che nonostante l'invito delle Stelle alpine a continuare il confronto, preferisce restare al centro

 

"La nostra forza politica - spiega Rizzoli - era comunque disposta a ragionare sui nomi di candidato sindaco fino a quel momento emersi come Marco Merler, Maria Chiara Franzoia, Italo GilmozziRoberto Stanchina (Qui articolo), così come a mettere sul tavolo le nostre proposte".

 

Non solo, #InMovimento aveva pronti una serie di punti programmatici. "Il progetto di interramento ferroviario, la funivia Trento–Monte Bondone e le politiche commerciali e turistiche da portare all’attenzione del tavolo. Un tavolo che avrebbe potuto essere l’inizio di una coalizione. Oggi prendiamo atto della scelta di Upt e Patt di non proseguire questo ragionamento", dice Rizzoli.

 

Si va verso il bipolarismo ma #InMovimento resta lì fermo in mezzo. "Se da un lato l’Upt - aggiunge - ha evidenziato la sua volontà di rimanere attaccato alla coalizione di centrosinistra, dall’altro lato il Patt ha deciso di appoggiare direttamente il sindaco per prenotare qualche ruolo. Siamo lontani da questo modo di fare politica e prendiamo atto che, oggi, anche la politica locale e non solo quella nazionale richiede un bipolarismo stretto: centrodestra o centrosinistra. La nostra posizione resta coerente: restiamo fuori da questi due schieramenti".

 

E' un momento comunque di riflessione. "Il progetto politico di #InMovimento - evidenzia il presidente - non è propedeutico alle elezioni comunali di Trento, ma questa chiamata alle urne sono viste solamente come un passaggio: gli obiettivi sono di medio-lungo periodo. In questi giorni resteremo in pista, in ascolto del territorio, della base e delle volontà dei propri fondatori, in attesa di capire se le elezioni del 3 maggio possano essere la prima occasione per presentarsi con il proprio simbolo oppure se lavorare direttamente per le successive tornate".

 

Non alza bandiera bianca, ma #InMovimento lascia libertà ai propri esponenti. Non è un grandissimo mistero che alcune figure sarebbero corteggiate da altre forze politiche, come Andrea Robol che viene dato in orbita renziani, Paolo Basioli che sembra nuovamente vicino all'Upt, mentre Eugenio Oliva a Progetto trentino (Qui articolo).

 

"Nel caso in cui il nostro simbolo non fosse presente alle prossime elezioni comunali - continua Rizzoli - il comitato direttivo non pone veto nel caso in cui alcuni dei propri iscritti volessero affrontare la tornata elettorale comunale in altre liste caratterizzate da principi e valori analoghi a quelli di #inMovimento, che vuole comunque continuare il proprio percorso anche nei prossimi anni, lavorando sempre per la costruzione di un polo territoriale che possa essere la casa di tutti quei 'moderati' trentini che, veramente e non solamente per slogan, si sentono vicini al proprio territorio e lontani dalle logiche dei grandi partiti nazionali e dei due poli centrosinistra e centrodestra".

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