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Ianeselli è il candidato sindaco per Trento del Patt: via libera all'accordo con il centrosinistra

Dall'inizio il segretario della Cgil è parso il candidato più credibile tra quelli emersi nel toto nomi delle ultime settimane (e mette già d'accordo Pd, Upt e parte di Futura). Ora la ''mano'' passa alla segretaria del partito democratico mentre sfuma l'ipotesi di terzo polo con #inmovimento e si chiude qualsiasi apertura verso la Lega di Salvini

Di Luca Pianesi - 10 gennaio 2020 - 21:01

TRENTO. Il Patt dice ''sì'' a Franco Ianeselli, dice '''' all'accordo con il centrosinistra chiude a spinte destrose verso la Lega e a ipotesi di terzo polo con #inmovimento. Lo ha deciso all'unanimità in una riunione fiume andata in scena ieri notte il cui esito è rimasto top secret fino a questa sera. Adesso gli autonomisti hanno scoperto le loro carte ''andando a vedere'', così, quelle degli altri: si dovrà capire chi stava bluffundo e se qualcuno deciderà alzarsi dal tavolo per abbandonare una partita fondamentale, quella per il sindaco di Trento, da giocare uniti e compatti con la consapevolezza che solo così la coalizione potrà pensare di battere il centrodestra guidato dalla Lega di Salvini.

 

Perdere la città, infatti, per Pd, Upt, Futura e Patt vorrebbe dire subire un forte contraccolpo anche in chiave provinciale, vorrebbe dire lasciare strada libera alla Giunta Fugatti che, nonostante gli incredibili scivoloni che sta collezionando su quasi tutti fronti (citiamo quelli della Facoltà di Medicina, di M49, delle case Itea, dei fitofarmaci, del dissesto idrogeologico, del caso Bolbeno solo per ricordare i più clamorosi) verrebbe così legittimata nella sua azione da un nuovo successo elettorale. Al contrario, riuscire a ''tenere'' il capoluogo darebbe un forte scossone alla maggioranza provinciale e rafforzerebbe chi si oppone in consiglio facendo venir meno uno dei pochi argomenti della maggioranza di governo a giustificazione di qualsiasi iniziativa: il classico ''abbiamo vinto noi'', ''voi zitti e rosicate''.

 

Ed è andata come doveva andare, né più né meno: il nome di Ianeselli, infatti, era l'unico tra quelli spesi in questi giorni sui giornali davvero credibile. Troppo ''fragili'' quelli di Barbara Poggio e di Michele Lanzinger per ragioni diverse pur essendo entrambe persone di altissimo profilo. La prima, prorettrice alle politiche di equità e diversità dell’Università di Trento, è molto stimata e conosciuta ma tra una cerchia ristretta di persone, una ''fascia alta'' di centrosinistra che, però, non può essere sufficiente per vincere delle elezioni complicatissime contro un candidato ''sponsorizzato'' da Salvini.

 

Un bacino elettorale, quello potenziale di Poggio, che comunque vada farà di tutto pur di non consegnare la città al centrodestra e che, quindi, sosterrà la coalizione di centrosinistra (a questo punto) autonomista, anche se guidata da altri. Insomma, Poggio o Ianeselli cambia poco l'importante è non far passare la Lega anche in città. Un problema, questo, al contrario, per partiti come Futura che, qualora dovessero rompere con la coalizione (rimanendo fermi sulle loro posizioni o insistendo su delle primarie fuori tempo massimo, sponsorizzate da poco poco più di un centinaio di firmatari e molto rischiose per la tenuta della coalizione) rischierebbero solo di fare male a sé stessi perché molti dei loro elettori (la gran parte sono ''fuoriusciti'' dal Pd) si sposterebbero comunque sul ''blocco'' capace di competere tornando, di fatto, a ''casa'' sgonfiando il movimento. 

 

L'altro nome era quello di Michele Lanzinger, direttore del Muse, figura sicuramente più conosciuta di Poggio, grazie al successo, anche mediatico, mondiale del museo da lui diretto. E' più popolar, se vogliamo, ma ha sempre mantenuto un profilo poco politico, raramente ha preso una posizione di rottura (mentre in questo senso la prorettrice si è spesso esposta per difendere e palesare le sue idee) e la sua candidatura, sponsorizzata sempre da Futura, pare essere stata accantonata anche dal movimento di Ghezzi proprio per lasciare il passo alla prorettrice. 

 

Il segretario della Cgil, Franco Ianeselli, dal lato suo, ha grande esperienza politica sia a livello provinciale che comunale, è conosciuto da tutti a Trento (e non solo), sia nella ''fascia alta'' che tra i lavoratori, ed è abituato al confronto, anche pubblico, e all'ascolto. Candidato ''naturale'' del Partito democratico, sostenuto già dall'Upt che ha espresso approvazione per la sua figura, per le sue battaglie politiche e le sue idee dovrebbe essere, in realtà, gradito anche a Futura (moltissime volte i suoi rappresentanti si sono trovati dalla stessa parte anche seduti fianco a fianco in conferenze stampa e in piedi a manifestare in pubbliche piazze). L'unico problema (se vogliamo chiamarlo così)? Proprio il fatto di essere considerato da qualcuno ''troppo'' di sinistra in quanto ''bollato'' Cgil. 

 

Ci voleva, allora, un passo importante da parte di quel centro autonomista rappresentato proprio dal Patt. Un passo cruciale compiuto in queste ore dal segretario Marchiori che, pur martellato da quella parte minoritaria del partito guidata dal presidente del partito Panizza (oggi braccio destro, al Mart, del capolista di Forza Italia in Emilia Romagna, Vittorio Sgarbi), è riuscito a tenere il timone ben saldo e a produrre questo importante documento che pubblichiamo integralmente qui sotto.

 

Una virata cruciale che finalmente spazza via dubbi e perplessità, rafforza il Patt, che torna ad essere centrale nella scena politica locale e dà nuove speranze a tutta la coalizione. L'asse del centrosinistra autonomista può compattarsi, ora, dietro una figura di spessore con la ''mano'' che dal Patt passa al Pd e alla sua segretaria Lucia Maestri. Sarà lei a dover trattare con gli altri potenziali alleati (Futura in testa) sperando che nessuno vada ''all-in'' nel tentativo di far saltare il banco pensando solo ai propri interessi. 

 

COMUNICATO STAMPA DEL 10/01/2020

 

Sezione PATT Trento: gli autonomisti pronti a sostenere Franco Ianeselli. Contratto diretto con il candidato sindaco e delega su sicurezza, decoro e monte Bondone.

 

Si sono incontrati ieri i vertici della sezione di Trento e della cabina di regia del PATT. All’ordine del giorno una valutazione sulla situazione in vista delle comunali e la definizione della strategia degli autonomisti.

 

I presenti hanno concordato all’unanimità l’impraticabilità di un accordo con il centrodestra: nonostante i proclami, infatti, anche chi ha dichiarato di voler dare vita a un polo territoriale, appare saldamente ancorato alle vecchie logiche coalizionali e a partiti nazionalisti. Anche la notizia della possibile candidatura a sindaco di esponenti PATT appare volta più a spaccare il Partito anziché a valorizzare realmente il pensiero autonomista.

 

Anche in virtù di queste manovre, appare purtroppo irrealizzabile l’ipotesi di un centro territoriale: troppo forti i tentativi di sbilanciare politicamente questa area e troppo poco il coraggio di quei movimenti che, attualmente accasati in uno degli schieramenti, non paiono intenzionati a smarcarsi in vista delle comunali per un progetto nuovo.

 

Un ringraziamento e un plauso a #inmovimento che per primo ha creduto nel nostro progetto e con il quale siamo convinti si potrà comunque continuare a fare fronte comune.

La strada che gli autonomisti di Trento hanno deciso di intraprendere con convinzione è quella di un patto forte e diretto con un candidato sindaco che si impegnerà a dare voce alle priorità degli autonomisti e a garantire il PATT senza che esso aderisca direttamente a una coalizione.

 

Per questo motivo, durante l’incontro, si è deciso di confrontarsi con Franco Ianeselli, trovando una forte convergenza. Con lui è stato trovato un accordo in cui si sono definite le linee programmatiche e politiche per le quali il PATT si è impegnato in questi anni e avrà la possibilità di continuare a farlo, in caso di vittoria, nei prossimi 5 anni.

 

In particolar modo gli autonomisti intendono proseguire e rafforzare l'impegno sui temi della sicurezza, del decoro urbano, dello sviluppo del collegamento Trento – Bondone, delle aree cittadine da riqualificare, delle attività commerciali, dello sport e dell'identità. Temi già affrontati con passione e competenza dagli attuali amministratori autonomisti, in seno alla Giunta e al Consiglio comunale.

 

Garantita anche la piena libertà nel gestire la campagna elettorale del Partito Autonomista. Soddisfazione trapela da parte della sezione per l’accordo raggiunto e per il clima di collaborazione e di proficuo impegno che ha portato all’unanimità nella decisione.

 

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