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Stanchina si autocandida a sindaco per il Patt. Marchiori: ''Le candidature si discutono nel partito e non si esprimono da sole''

L'assessore Roberto Stanchina è uscito allo scoperto nel corso di un'intervista all'emittente televisiva Rttr. "Se il partito ritiene di fare il mio nome sarò pronto per preparare una squadra e operare una mediazione tra le diverse forze politiche". Ma la proposta sembra caduta nel vuoto,non avrebbe riscosso grande successo

Di Luca Andreazza e Giuseppe Fin - 07 gennaio 2020 - 20:39

TRENTO. Fulminato sulla via per palazzo Thun. L'assessore Roberto Stanchina è uscito allo scoperto nel corso di un'intervista all'emittente televisiva Rttr. "Se il partito - ha spiegato - ritiene di fare il mio nome sarò pronto per preparare una squadra e operare una mediazione tra le diverse forze politiche". Una autocandidatura che però non sarebbe piaciuta proprio all'interno degli autonomisti. Anzi, non ci sarebbe nessuno o quasi a sostenere la sua corsa a candidato sindaco.

"Abbiamo all'interno delle persone valide e degli amministratori che hanno lavorato bene e che possono anche ambire a ricoprire ruoli importanti nel governo della città. Questa non è una novità". Così Simone Marchiori, segretario politico del Patt, che aggiunge: "Le candidature si discutono nel e con il partito e non si esprimono da sole. Però che il Patt abbia anche delle persone che possono ambire a certi ruolo è normale". Parole che suonano più di una bocciatura, mentre il segretario politico per il resto resta abbastanza abbottonato.  

 

Le Stelle alpine sarebbero, ormai, prossime a decidere il proprio destino nel capitolo alleanze e l'intervista rilasciata dall'assessore avrebbe per questo innervosito più di un esponente, mentre Marchiori cerca di trovare una quadra con pazienza e mediazione. "Lavoriamo con la sezione di Trento e andiamo avanti in questo senso. Una trattativa anche di basso profilo, senza grandi clamori, ma per il bene della città". Centrosinistra? "Noi proseguiamo il lavoro". 

 

Sembra più di un indizio. Un Patt che potrebbe essere pronto a raggiungere l'Upt nel centrosinistra. Ma nulla può essere dato per certo. Mesi nei quali le Stelle alpine non hanno mai partecipato a tavoli di coalizione e hanno però incontrato un po' tutti gli attori dell'attuale scacchiere politico: un po' vicino alla Lega, un po' vicino al centrosinistra, molto vicino al polo territoriale, quest'ultimo però sembra già destinato a finire nel cassetto.

 

Un'uscita dell'assessore ("Siano gli altri a fare un passo avanti" - Qui intervista completa) a pochi giorni da un vertice, forse fondamentale, in casa centrosinistra e in agenda per lunedì 13 gennaio che avrebbe potuto destabilizzare le Stelle alpine. Nelle ultime ore i telefoni sarebbero stati roventi e si sarebbe consumato un conclave convocato d'urgenza dai massimi vertici degli autonomisti.

 

Un'uscita che le Stelle alpine avrebbero considerato improvvida per diversi motivi: la tempistica che rischia di far saltare gli equilibri, ricostruiti con altre forze politiche con estrema fatica e che, quindi, potrebbero essere giocoforza non ancora ben saldi. Nessuno, Marchiori stesso, metterebbe in dubbio l'esperienza e il profilo di Stanchina, ma i rapporti interni non sarebbero ai massimi livelli. L'assessore sarebbe piuttosto isolato e nell'angolo proprio all'interno del suo partito: non godrebbe di grandi sostegni, la sua proposta non avrebbe scaldato gli animi del Patt.

 

E sarebbero tante le questioni aperte: scarso feeling con i colleghi, non solo all'interno del Patt, la gestione della querelle polo fieristico del capoluogo, un progetto annunciato e mai completato negli ultimi tre anni, la riforma del piano turismo ferma e in calendario, forse, per il prossimo febbraio, considerato troppo a ridosso della scadenza della consiliatura, incontri con altre forze politiche senza il mandato (esplorativo) del partito.

 

Insomma, non ci sarebbe quel sostegno forte del partito all'autocandidatura per la corsa a sindaco della città. Tutto però è ancora fluido e tutto, soprattutto in politica, può accadere. Anche per questo alcuni autonomisti considererebbero l'uscita un aut aut, un tentativo di rompere, proprio con le Stelle alpine, per candidarsi in altri lidi. A questo punto la exit strategy sarebbe servita.

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