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Vendita Adige, preoccupata la Uil. Bisesti risponde a Ghezzi: ''Esorta i giornalisti alla "lotta partigiana" contro il governo del cambiamento''

Il segretario Walter Alotti attacca l'imprenditoria trentina che ''manifesta la sua conclamata inadeguatezza nell'assumere ruoli primari anche nel mercato trentino''. Il segretario della Lega replica a quanto detto dall'ex direttore del quotidiano di via Missioni Africane

Di Luca Pianesi - 25 luglio 2018 - 19:45

TRENTO. Non si placa il dibattito sull'acquisto dell'Adige da parte di Athesia e sulla creazione di un sempre più forte monopolio per quanto riguarda l'informazione sulla carta stampata (con Adige, Trentino, Alto Adige e Dolomiten tutti in mano alla stessa proprietà). Per la Uil del Trentino c'è grande preoccupazione ''soprattutto riguardo al quadro democratico locale'' e si realizza '' un'ulteriore debacle dell'imprenditoria trentina''. Mirko Bisesti, invece, segretario della Lega è poco interessato alla questione ''auguro il meglio al dott Michl Ebner e al Gruppo Athesia'', dice, mentre lancia un affondo a quello che da molti è indicato come il candidato presidente del centrosinistra autonomista, Paolo Ghezzi.

 

Quest'ultimo, da ex direttore dell'Adige, ha voluto, dalle pagine de ilDolomiti, ringraziare i proprietari "Marina e Sergio Gelmi, con l'ad Luciano Paris, (che) hanno garantito alla redazione dell'Adige una invidiabile e preziosa autonomia e una vera libertà nei miei 8 anni 8 mesi e 3 giorni di direzione del giornale, tra il 1998 e il 2006. Editori intelligenti sensibili e attenti, vanno ringraziati, ora che hanno ceduto l'Adige e Radio Dolomiti, per aver difeso in tutti questi anni il bene raro di un quotidiano indipendente".

 

E poi, tra le altre cose, ha aggiunto "si colga almeno l'occasione di questo nuovo "colpo" imprenditoriale sudtirolese (Hut ab, Dr. Ebner!), per rinsaldare, di fronte al nazionalismo leghista, un asse politico regionale intorno a un progetto democratico autonomista e popolare, che difenda la specialità del Trentino e dell'Alto Adige - Südtirol". Una richiesta chiara: si lavori per mantenere e possibilmente rinsaldare l'autonomia delle due province di Trento e Bolzano. Per Bisesti, però, l'attacco è diretto alla Lega: "L'indipendenza e la libertà di stampa non sono solo preziose ma vitali per il futuro sano di una società - spiega - e la Lega in Trentino si batterà per la massima pluralità dei media. Spaventano perciò le dichiarazioni dell'ex direttore dell'Adige e ora papabile candidato del centro sinistra Ghezzi che punta a far rimanere l’Italia - col Trentino in testa - nella classifica per l'indipendenza e la libertà di stampa dietro a Namibia, Ghana o Romania, dopo le sue affermazioni di oggi". 

 

"Lo fa - prosegue il segretario provinciale della Lega - citando il nazionalismo leghista e esortando i giornalisti e il nuovo editore de L’Adige, di Radio Dolomiti e il Trentino a una "lotta partigiana" contro il governo del cambiamento che noi stiamo proponendo per il Trentino. Sono fiducioso che le autorità competenti garantiranno la pluralità dell’informazione nel segno della democrazia visto che i monopoli dell'informazione sono un fattore da tenere sotto serissima osservazione. Inoltre è alquanto paradossale che Ghezzi si lamenti che la classe politica provinciale non si sia mossa per mantenere il quotidiano Adige di proprietà di imprese trentine, visto che il Partito Democratico, assieme al suo amico Patt, hanno governato sino a oggi il Trentino".

 

Entra, invece, nel merito della questione la Uil del Trentino che "in relazione alla vicenda editoriale regionale - comunica - conclusasi nelle ultime ore, esprime grande preoccupazione, soprattutto riguardo al quadro democratico locale, per la quasi totale concentrazione in un unico grande operatore (Athesia) altoatesino, della libera stampa trentina. Rimangono le eccezioni del recentemente ridimensionato dorso locale del Corriere della sera e di qualche agenzia d'informazione on line o radio televisiva che con grande difficoltà, e spesso con il decisivo contributo pubblico, comunque proseguono la propria ormai ridotta attività indipendente".

 

E qui dobbiamo specificare che non è questo il caso de ilDolomiti.it, quotidiano online, che pur con tanti sacrifici sta cercando di mantenere la propria indipendenza anche e soprattutto evitando i contributi pubblici garantendo un'informazione gratuita e accessibile a tutti in tempo reale e cercando di ampliare la propria attività anziché ridurla, proponendo un Tg-flash, degli inserti sportivi e partnership con altre realtà del territorio (da Lienz a Bolzano passando per Belluno).

 

"Per la Uil - prosegue il segretario Walter Alotti - inoltre si realizza una ulteriore debacle dell'imprenditoria trentina che, nonostante le forti  politiche di supporto pubbliche degli ultimi decenni, manifesta la sua conclamata inadeguatezza nell'assumere ruoli primari anche nel mercato trentino. Dopo aver lasciato il campo bancario locale ai gruppi nazionali (comprese ora le casse rurali) ed ai sudtirolesi ( es.forte crescita Sparkasse) si sgombera il campo pure nell'editoria. Con l'augurio, da sindacalisti,  che non ci siano pure ripercussioni occupazionali, anche solo nel medio periodo, restiamo ad osservare come evolverà un'imminente  campagna elettorale, già confusa e complessa di suo, in cui sarà decisivo il ruolo della libera stampa e l'opportunità di tutte le parti in campo a presentare finalmente i propri programmi ed a ragionare di cose reali e concrete, una volta terminata la giostra, stucchevole, dei possibili leader candidati presidenti".

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