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Vigilantes davanti alle chiese, i sindaci frenano: ''Va discusso anche con le forze dell'ordine e la sicurezza non riguarda solo Trento''

L'assessore Spinelli ha portato al consiglio delle autonomie la proposta di delibera specificando che ha ''una valenza importante su un luogo simbolo della cristianità (Santa Maria di Trento)''. I sindaci hanno chiesto tempo. Andreatta: ''Togliamo il riferimento ai luoghi di culto e ampliamolo a monumentali di valore artistico, storico e religioso''

Di L.P. - 05 dicembre 2018 - 20:36

TRENTO. Doveva essere il giorno dei vigilantes, dell'incontro tra i sindaci del consiglio delle autonomie e di Fugatti o chi per lui. Alla fine si è preferito rimandare, prendere tempo. ''Questo non vuol dire che ai sindaci non stia a cuore la sicurezza - specifica il presidente del consiglio delle autonomie Paride Gianmoena - ma che si preferisce ragionare a tutto tondo su questo argomento anche con le forze dell'ordine''. Anche perché quella delle guardie giurate fuori dalle chiese (la proposta di Fugatti era quella di partire con la chiesa di Santa Maria e aveva già previsto 50.000 euro all'anno per sostenere l'iniziativa) di Trento creerebbe un potenziale precedente. 

 

Qualsiasi sindaco, infatti, di qualsiasi comunità potrebbe finire per chiedere guardie giurate per le sue chiese o i suoi edifici pubblici e il Trentino rischierebbe di riempirsi di vigilantes al soldo della Pat. I primi cittadini hanno ricevuto una proposta di delibera da Fugatti che però hanno deciso di analizzare con calma. All'incontro con il consiglio delle autonomie il presidente della Provincia non c'era. Al suo posto l'assessore allo sviluppo economico Spinelli che ha voluto sottolineare come la delibera assuma una valenza importante su un luogo simbolo della cristianità (il riferimento era alla chiesa di Santa Maria di Trento) e di come rappresenti il primo tassello di un ragionamento più ampio di sicurezza che coinvolgerà non solo la città di Trento, ma tutto il territorio. E alla richiesta di procrastinare dei sindaci ha specificato che non c’è nessun problema a spostare i termini fissati dalla delibera che, viste le richieste, sarà modulata da un confronto continuo e generale.

In particolare il sindaco di Trento, Alessandro Andreatta, ha puntualizzato come nella delibera non si parli di vigilantes e di come nell’incontro che lui ha avuto con il presidente Fugatti non si sia parlato di luoghi di culto, ma di sicurezza a 360 gradi. Andreatta ha poi chiesto di strutturare la delibera eliminando il riferimento alla vigilanza ai luoghi di culto, indicando, invece, quelle zone della città che appaiono problematiche. “La dicitura adatta - ha detto - sarebbe quella di luoghi monumentali di valore artistico, storico e religioso”.Andreatta ha chiesto quindi di spostare la scadenza per la presentazione di progetti al 31 gennaio 2019. ''Progetti – ha aggiunto - che dovranno uscire da un confronto con le realtà socio economiche che vivono la città. Coinvolgendo, inoltre, le forze di polizia dello Stato''.

Nella discussione sono intervenuti anche il sindaco di Pergine Roberto Oss Emer che, in tema di sicurezza, ha sottolineato l’esigenza di tenere in considerazione tutto il territorio, tenendo presente che ci sono zone particolarmente sensibili come le stazioni e, ad esempio, il centro intermodale a Pergine Valsugana. I sindaci di Riva del Garda, Adalberto Mosaner, e di Arco, Alessandro Betta, hanno rimarcato la situazione difficile nell’Alto Garda dove gravitano milioni di turisti e di come siano necessari provvedimenti equilibrati in tutta la provincia.

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