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''Ambiente, autonomia e servizi'': Rosa Rizzi, candidata alla Camera, sogna un Trentino ''green'' e una ''gestione pubblica trasparente''

Suppletive, Rizzi corre per il M5S nel collegio di Pergine. Avvocato, sogna un cambiamento all'insegna della "correttezza". Si batterà per un'attenzione maggiore ai territori decentrati

Pubblicato il - 19 maggio 2019 - 12:50

TRENTO. Avvocato da 21 anni con in curriculum una tesi di laurea in Diritto amministrativo comparato, di San Giovanni di Fassa-Sèn Jan e madrelingua ladina, Rosa Michela Rizzi parla anche tedesco e inglese. Il movimento Cinque stelle punta sul suo nome per le suppletive del 26 maggio: è infatti la candidata in corsa per il collegio di Pergine Valsugana per sostituire Fugatti e Zanotelli alla Camera dei deputati. "Ambiente, autonomia e servizi" sono le tre parole d'ordine della sua campagna elettorale.

 

Rosa Rizzi, lei è la candidata del M5S per la Camera sul collegio di Pergine. Quali sono i punti principali del suo programma?
Sono tre: ambiente, autonomia e servizi. L'ambiente rappresenta la vera ricchezza del Trentino. Da esso dipendono le nostre possibilità di sviluppo e il nostro benessere economico. Va quindi sostenuto e difeso, ragionando in un'ottica di medio e lungo periodo che rifugga dal consumo immediato delle risorse disponibili "come non ci fosse un domani". Diciamo dunque sì a un approccio centrato sulla sostenibilità, mentre siamo contrari al consumo del territorio e alla costruzione di seconde case. Puntiamo sull'agricoltura biologica e a un turismo di qualità che vada di pari passo con la tutela e la valorizzazione della natura.

 

La seconda parola chiave è "autonomia", la seconda grande ricchezza del Trentino. Nuove competenze sono le benvenute, ma serve soprattutto una gestione pubblica trasparente e ragionata dell'esistente, rifuggendo dalle deleghe in bianco ai grandi gruppi privati e alle consorterie politiche e con la partecipazione della collettività. Autonomia nell'autonomia, i territori si gestiscano e amministrino le proprie risorse con la regia della Provincia, ma senza scelte calate dall'alto.

 

Infine il tema dei servizi, che devono essere diffusi su tutto il territorio, luoghi più lontani compresi. Fino a oggi si è ragionato sui costi, se un servizio costava troppo si eliminava, ma la vita umana e la qualità della vita non possono ridursi al mero calcolo economico. Necessario dunque investire in servizi su tutto il territorio. Scuole e ospedali di valle, importanti anche per la nostra identità, ma anche centri culturali, biblioteche e sezioni staccate dei tribunali, un supermercato e un
bar in ogni paese, servizi minimi, in modo da non scaricare tutti i costi sull'utente finale, il cittadino che abita nelle valli, costretto dalla nostra orografia a disagi notevoli nell'accesso ai servizi rispetto a coloro che vivono in città. Oltre a questo, il territorio va vissuto nella vita di tutti i giorni e ritengo che in ogni paese, ad esempio, ci dovrebbe essere un supermercato, un bar inteso come circolo o come luogo di incontro. Sì anche alla riqualificazione dei patrimonio edilizio esistente da destinare a prima casa anche con contribuzioni economiche come la detrazione Irpef o incentivi alla ristrutturazione. Sì anche ad incentivi alle attività che rimangono e si sviluppano nelle valli. Sì infine ai trasporti su ferrovia per permettere spostamenti più agevoli.

Qual è il tema che le sta più a cuore? Per cosa si batterà se diverrà deputata?
L'ambiente. Va difeso e coltivato, lo dobbiamo preservare per i nostri figli. Penso al Trentino come prima provincia d'Italia ad agricoltura biologica al 100%. Iniziamo aderendo al progetto “Plastic free” del Ministero dell'Ambiente in tutte le scuole e negli pubblici. Nel 1990, nel referendum contro i pesticidi, il 92,59% dei votanti trentini si schierò a loro sfavore. Sono passati quasi trent'anni, ma conseguenze positive non se ne sono viste. Io penso sia ora di mettere in pratica quanto chiesto dalla gente. E poi i servizi, come ho detto prima, per permettere alle persone di vivere nel nostro ambiente e tutelarlo.
 

Il collegio per cui corre rappresenta le valli trentine, dalla Valsugana al Primiero, la val di Cembra, Fiemme e Fassa: di cosa hanno bisogno a suo parere i territori? Quale il rapporto delle autonomie con lo Stato centrale?
Prima di tutto serve considerazione e dialogo. È necessario poter gestire le proprie risorse senza che le scelte siano imposte dall'alto. C'è bisogno di servizi, di incentivi a vivere e a rendere quindi vitali i territori. Vorrei un riequilibrio del rapporto fra autonomie e Stato centrale e al tempo stesso di quello fra territori e Provincia, consentendo alle diverse autonomie di gestirsi al meglio, all'interno, certo, dell'enorme diversità dei tanti territori italiani e anche trentini, che in tal modo potrebbe tradursi in ricchezza e non in limitazione.

 

Avvocato di professione, ha già avuto modo di dichiarare di voler "portare un'esperienza ventennale" a disposizione degli obiettivi del movimento Cinque stelle per farlo crescere. Crede che il M5S abbia cambiato la politica e il modo di fare politica? Se sì, come?
Non è che lo creda io. È un fatto. In un'epoca in cui disaffezione e disincanto verso la politica dilagano a macchia d'olio, spesso sfociando in derive autoritarie, il M5S ha costituito un argine positivo che ha ribaltato il paradigma dell'"uomo solo al comando" puntando su democrazia diretta e partecipazione dal basso. Si faccia un confronto fra voti ottenuti e spesa per strutture, apparati, propaganda politica comparandoli a quelli dei partiti tradizionali. La diversità e il successo incredibile del M5S sono tutti in quei numeri che sono anche la prova provata che un modo diverso di fare politica è possibile. Poi certo, tutto è perfettibile, il Movimento può e deve crescere ancora aprendosi maggiormente alla società civile, in tal modo acquisendo sempre più competenze specifiche che però dovranno sempre essere coniugate con la grande passione che anima noi attivisti.

 

Come influisce o ha influito la sua esperienza personale sulla sua decisione di fare politica e spendersi all'interno del M5S?
Parecchio direi. Nel tempo ho conosciuto tante persone che credono nel Movimento e nei suoi principi cardine. Parlando con loro mi sono incuriosita, soprattutto quando una mia assistita, vedendo le mie fatturazioni regolari, mi ha detto di essere sorpresa per questa correttezza. Mi sembrava un comportamento scontato, ma mi sono resa conto che non era affatto una sensibilità condivisa, che invece ho ritrovato negli attivisti del M5S. Ho quindi letto e studiato i documenti ufficiali del Movimento e mi sono ritrovata. In una serata di presentazione dei candidati mi sono decisa a iscrivermi a Rousseau e da lì è iniziata l’avventura. Adesso sono io dall'altra parte della barricata a cercare di dare il mio contributo a un cambiamento in positivo delle nostre comunità e del Paese da esse composto.

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