Corsi di educazione di genere. La Flc Cgil: ''Ora è ufficiale, non sono sospesi ma annullati. Si è trattato di una grave violazione dell'autonomia scolastica''
Il sindacato da tempo chiede risposte dall'assessorato ed ora è arrivata quella dell'Agenzia del lavoro che ha comunicato che non è possibile accogliere la richiesta di accesso civico perché le richieste formulate attengono a processi decisionali di carattere politico. Il 28 marzo ci sarà un'assemblea sindacale territoriale per i docenti

TRENTO. A questo punto diventa necessaria un'assemblea territoriale per i docenti. A convocarla la Cgil per il 28 marzo visto che, a questo punto, ''i corsi per l’educazione alla parità di genere negli istituti scolastici e formativi della provincia di Trento non sono più sospesi ma sono annullati''. Mentre a Trento viene depositata una mozione contro la legge 194, quella grande conquista civile che ha disciplinato l'interruzione volontaria di gravidanza, e l'assessora Segnana, assieme al collega all'istruzione Bisesti, organizzano una conferenza sull'educazione di genere invitando solo figure vicine al mondo ultracattolico del Family Day e di Pro Vita convinti dell'esistenza della ''Teoria del Gender'', è sempre più un lontano ricordo quello dei corsi per l'educazione alla parità di genere.
Quei corsi che per anni sono stati tenuti nelle scuola medie e superiori del Trentino rappresentando un fiore all'occhiello del sistema educativo provinciale che servivano a contrastare fenomeni quali il bullismo, a insegnare il rispetto per gli altri, a spiegare come la parità di genere sia ancora lontana da raggiungere in qualsiasi contesto sociale e lavorativo da dicembre sono stati ''sospesi'' per ''approfondimenti'' dall'assessora Segnana. Ma ad oggi, visto anche come ha deciso di informarsi l'assessora e con quel pletora di ''esperti'', per la Cgil il discorso è chiuso: ''I corsi per l’educazione alla parità di genere negli istituti scolastici e formativi della provincia di Trento non sono più sospesi. A questo punto sono annullati''.
La denuncia della Flc Cgil del Trentino sulla base delle risposte, o meglio non risposte, ottenute alla richiesta di chiarimento inviata agli assessorati e alle strutture tecniche competenti, il dipartimento Istruzione e Iprase. Dopo molteplici solleciti è finalmente arrivata la risposta da parte di Agenzia del Lavoro, competente sulle pari opportunità. Le domande poste dal sindacato puntavano a chiarire i motivi per cui risorse già stanziate dalla Pat non potessero essere impiegate a scopi formativi nell'ambito dell'autonomia scolastica e quali erano le motivazioni concrete che avevano indotto l'assessore Segnana a sospendere i corsi già programmati sull'educazione alle pari opportunità.
In sostanza, spiega la Flc Cgil, Agenzia del lavoro comunica che non è possibile accogliere la richiesta di accesso civico perché le richieste formulate attengono a processi decisionali di carattere politico dei quali hanno dato conto gli organi di stampa e non ad atti in possesso dell'amministrazione provinciale, che pertanto non possono essere oggetto di accesso. “In pratica è la conferma ufficiale di quanto da sempre ipotizzato e cioè che non c'è stato alcun approfondimento sui contenuti, il blocco è frutto di una decisione politica e basta – sottolinea la segretaria Cinzia Mazzacca -. Il tutto nonostante le rassicurazioni contenute nella circolare dell'assessore Segnana”.
Flc punta il dito contro l'assenza totale di verifiche e approfondimenti, così come erano stati annunciati dall'assessorato competente. “Se quell’approfondimento annunciato fosse stato fatto, l’assessora avrebbe trovato che quei corsi si occupavano di pari opportunità, di prevenzione alla violenza di genere e al bullismo, di considerazioni sulle differenze di genere nel mercato del lavoro. E non ci sarebbe stata ragione per non riattivarli. Ma se a marzo l’approfondimento non è ancora
stato fatto, è chiaro che, visti i tempi di programmazione delle scuole, i corsi si possono considerare di fatto cancellati”, insiste Mazzacca.
Nel frattempo, però, la Provincia Autonoma si fa promotrice di un confronto dal titolo ''Donne e Uomini, solo stereotipi di genere o bellezza della differenza?'' non prevedendo, come documentato da ilDolomiti, alcun contraddittorio né la partecipazione dei responsabili o delle educatrici di quei percorsi formativi che hanno deciso di eliminare. “Siamo di fronte ad una grave presa di posizione politica, che minaccia l'autonomia scolastica e la libertà dell'insegnamento”, insiste Mazzacca.
Le questioni saranno al centro di un'assemblea sindacale territoriale per i docenti, organizzata da Flc il 28 marzo alle 10 presso il liceo Rosmini di Trento. All'incontro parteciperà Barbara Poggio, coordinatrice del Centro Studi Interdisciplinari di genere.













