Contenuto sponsorizzato
| 14 mar 2019 | 21:00

Corsi di educazione di genere. La Flc Cgil: ''Ora è ufficiale, non sono sospesi ma annullati. Si è trattato di una grave violazione dell'autonomia scolastica''

Il sindacato da tempo chiede risposte dall'assessorato ed ora è arrivata quella dell'Agenzia del lavoro che ha comunicato che non è possibile accogliere la richiesta di accesso civico perché le richieste formulate attengono a processi decisionali di carattere politico. Il 28 marzo ci sarà un'assemblea sindacale territoriale per i docenti

Corsi di educazione di genere

TRENTO. A questo punto diventa necessaria un'assemblea territoriale per i docenti. A convocarla la Cgil per il 28 marzo visto che, a questo punto, ''i corsi per l’educazione alla parità di genere negli istituti scolastici e formativi della provincia di Trento non sono più sospesi ma sono annullati''. Mentre a Trento viene depositata una mozione contro la legge 194, quella grande conquista civile che ha disciplinato l'interruzione volontaria di gravidanza, e l'assessora Segnana, assieme al collega all'istruzione Bisesti, organizzano una conferenza sull'educazione di genere invitando solo figure vicine al mondo ultracattolico del Family Day e di Pro Vita convinti dell'esistenza della ''Teoria del Gender'', è sempre più un lontano ricordo quello dei corsi per l'educazione alla parità di genere.

 

Quei corsi che per anni sono stati tenuti nelle scuola medie e superiori del Trentino rappresentando un fiore all'occhiello del sistema educativo provinciale che servivano a contrastare fenomeni quali il bullismo, a insegnare il rispetto per gli altri, a spiegare come la parità di genere sia ancora lontana da raggiungere in qualsiasi contesto sociale e lavorativo da dicembre sono stati ''sospesi'' per ''approfondimenti'' dall'assessora Segnana. Ma ad oggi, visto anche come ha deciso di informarsi l'assessora e con quel pletora di ''esperti'', per la Cgil il discorso è chiuso: ''I corsi per l’educazione alla parità di genere negli istituti scolastici e formativi della provincia di Trento non sono più sospesi. A questo punto sono annullati''.

 

La denuncia della Flc Cgil del Trentino sulla base delle risposte, o meglio non risposte, ottenute alla richiesta di chiarimento inviata agli assessorati e alle strutture tecniche competenti, il dipartimento Istruzione e Iprase. Dopo molteplici solleciti è finalmente arrivata la risposta da parte di Agenzia del Lavoro, competente sulle pari opportunità. Le domande poste dal sindacato puntavano a chiarire i motivi per cui risorse già stanziate dalla Pat non potessero essere impiegate a scopi formativi nell'ambito dell'autonomia scolastica e quali erano le motivazioni concrete che avevano indotto l'assessore Segnana a sospendere i corsi già programmati sull'educazione alle pari opportunità.

 

In sostanza, spiega la Flc Cgil, Agenzia del lavoro comunica che non è possibile accogliere la richiesta di accesso civico perché le richieste formulate attengono a processi decisionali di carattere politico dei quali hanno dato conto gli organi di stampa e non ad atti in possesso dell'amministrazione provinciale, che pertanto non possono essere oggetto di accesso. “In pratica è la conferma ufficiale di quanto da sempre ipotizzato e cioè che non c'è stato alcun approfondimento sui contenuti, il blocco è frutto di una decisione politica e basta – sottolinea la segretaria Cinzia Mazzacca -. Il tutto nonostante le rassicurazioni contenute nella circolare dell'assessore Segnana”.

 

Flc punta il dito contro l'assenza totale di verifiche e approfondimenti, così come erano stati annunciati dall'assessorato competente. “Se quell’approfondimento annunciato fosse stato fatto, l’assessora avrebbe trovato che quei corsi si occupavano di pari opportunità, di prevenzione alla violenza di genere e al bullismo, di considerazioni sulle differenze di genere nel mercato del lavoro. E non ci sarebbe stata ragione per non riattivarli. Ma se a marzo l’approfondimento non è ancora

stato fatto, è chiaro che, visti i tempi di programmazione delle scuole, i corsi si possono considerare di fatto cancellati”, insiste Mazzacca.

 

Nel frattempo, però, la Provincia Autonoma si fa promotrice di un confronto dal titolo ''Donne e Uomini, solo stereotipi di genere o bellezza della differenza?'' non prevedendo, come documentato da ilDolomiti, alcun contraddittorio né la partecipazione dei responsabili o delle educatrici di quei percorsi formativi che hanno deciso di eliminare. “Siamo di fronte ad una grave presa di posizione politica, che minaccia l'autonomia scolastica e la libertà dell'insegnamento”, insiste Mazzacca.

 

Le questioni saranno al centro di un'assemblea sindacale territoriale per i docenti, organizzata da Flc il 28 marzo alle 10 presso il liceo Rosmini di Trento. All'incontro parteciperà Barbara Poggio, coordinatrice del Centro Studi Interdisciplinari di genere.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Economia
| 05 agosto | 20:41
Il presidente di Confindustria Trentino dopo la presentazione del Piano industriale Trentino 2040: “Obiettivi ambiziosi? Sì, ma programmare il [...]
Cronaca
| 05 agosto | 19:41
La denuncia è della consigliera provinciale altoatesina Brigitte Foppa che sottolinea: "E la sostenibilità dov'è? Abbiamo veramente [...]
Montagna
| 05 agosto | 13:51
La denuncia della pagina social Laggio Lajo di Cadore: "Magari a casa vostra lo potete anche fare al lato della strada ma non qui in Cadore. Noi [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato