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| 11 feb 2023 | 05:01

Mozione per chiedere le dimissioni a Bisesti per il ddl di Pro Vita contro il fantomatico ''gender'' (VIDEO). Zanella: ''Una nuova inquisizione nelle scuole''

Le opposizioni provinciali pronte a presentare una richiesta di dimissioni a Bisesti, l'assessore ha partecipato all'evento di Pro Vita per promuovere il ddl contro il "fantomatico gender". Il documento firmato da Zanella con Coppola, Maestri, Zeni, Manica, Marini, Demagri e Dallapiccola

TRENTO. Una richiesta di dimissioni all'assessore Mirko Bisesti. Questo il documento in dirittura d'arrivo con primo firmatario Paolo Zanella (Futura) e con il sostegno di Lucia Coppola (Verdi), Lucia Maestri, Luca Zeni e Alessio Manica (Partito democratico), Paola Demagri e Michele Dallapiccola (Casa Autonomia.eu) e Alex Marini (Movimento 5 stelle).  

 

L'assessore, la motivazione del documento delle opposizioni, avvalla un disegno di legge contro la libertà di istruzione sancito dalla Costituzione e contro l'autonomia scolastica. "Una specie di nuova inquisizione nelle scuole - il commento di Zanella - con il supporto di tesi antiscientifiche, fortemente discriminanti e lontane da ogni realtà".

 

C'è, infatti, grande preoccupazione e tanto imbarazzo in parte della comunità dopo che giovedì 9 febbraio è andata in scena una conferenza stampa con protagonista il movimento Pro Vita, un evento appoggiato palesemente da figure istituzionali della Provincia di Trento come l'assessore all'istruzione Mirko Bisesti (Lega) e i consiglieri provinciali Claudio Cia (Fratelli d'Italia) e Luca Guglielmi (Fassa).

 

 

Lì allo stesso tavolo del presidente di Pro VitaAntonio Brandi, il quale si è profuso in una serie di considerazioni quantomeno paurose, difficili da commentare nei contenuti per l'assurdità delle "teorie" veicolate (Qui articolo). Un appuntamento, però, nobilitato dai tre politici trentini, in particolare all'assessore provinciale all'istruzione con il ruolo istituzionale che è stato evidentemente tradito.

 

Le tesi di Pro Vita sono note e risapute, un disprezzo verso omosessuali, gay, lesbiche e trans con il terrore del fantomatico ''gender'' che in qualche modo dovrebbe 'gayzzare' l'umanità. Un appuntamento dai contenuti imbarazzanti come "ai trans? Servirebbe uno psichiatra'' e ''la parola gay è solo marketing'' e una sorta di manuale per riconoscere “la propaganda gender”. Parole lontane da ogni realtà cui non prestare ascolto ma che trovano forza se partecipano le istituzioni. A cambiare le carte in tavolo, soprattutto, la partecipazione dell'assessore all'istruzione, presente nella promozione di una legge “sulla libertà educativa che escluda l’ideologia gender dalle scuole”.

 

A prendere posizione nelle scorse ore anche Arcigay del Trentino e il comitato nazionale: la richiesta è stata chiara, quella di un passo indietro di Bisesti (Qui articolo). Una richiesta legittima che tutti movimenti laici e progressisti ma anche tutti quelli che si occupano di diritti civili, che credono nell'essere umano in quanto tale, i partiti politici che non disprezzano la felicità altrui e che lavorano per creare le condizioni per far crescere la comunità allontanando l'odio, le discriminazioni, le emarginazioni, dovrebbero chiedere con forza e con convinzione.

 

Ora si muove anche la politica con la mozione di sfiducia all'assessore Bisesti pronta a essere presentata in piazza Dante dai proponenti dell'opposizione provinciale.

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