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Dallapiccola chiude alla Lega: ''Incompatibili sia sul piano umano che dei valori. In un anno di governo hanno fatto pochissimo e l'Autonomia è un'altra cosa''

Da ex assessore e attuale consigliere provinciale, assieme a Ugo Rossi, rappresenta una delle figure più importanti del Partito autonomista trentino tirolese, parole di nette di chiusura a quel mondo che si definisce ''sovranista'' e che da un anno governa la Provincia: "Spiegatemi come si può conciliare la visione di un Partito autonomista con uno nazionalista e sovranista qual è la Lega di Salvini"

Di Luca Pianesi - 25 novembre 2019 - 05:01

TRENTO. ''Quanto è successo è la riprova di quanto siamo distanti da questi rappresentanti politici a livello umano. E poi c'è la distanza a livello di valori e quella sul piano pratico e amministrativo. Insomma con la Lega non abbiamo nulla a che vedere e per quanto mi riguarda sul tavolo va messa una proposta di centro forte capace di dialogare alla pari con la sinistra''. Michele Dallapiccola rompe gli indugi e lo fa all'indomani della serie di scivoloni di alcune figure apicali dell'attuale governo provinciale (il caso della foto dell'assessore all'istruzione, cultura e università Bisesti, scattata durante le giornate contro la violenza sulle donne, con una torta con scritto ''Viva la F....'' assieme al consigliere provinciale Cavada e al presidente della Lega, Savoi che poi ha commentato il nostro articolo con un becero ''culatoni'').  

 

Da ex assessore e attuale consigliere provinciale, assieme a Ugo Rossi, rappresenta una delle figure più importanti del Partito autonomista trentino tirolese e dunque le parole di nette di chiusura a quel mondo che si definisce ''sovranista'' (''spiegatemi come si può conciliare la visione di un Partito autonomista - dice -  con uno nazionalista e sovranista qual è la Lega di Salvini'') e che da un anno governa la Provincia. ''Un'esperienza che si sta rivelando fallimentare - spiega Dallapiccola - e che mostra plasticamente quanto poco hanno a cuore l'autonomia, di fatto dimostrandosi incapaci di garantirla e di riempirla di contenuti''.

 

Ma andiamo con ordine, Dallapiccola, si dice che in questo momento nel Patt ci siano due anime: una che spinge verso la Lega e una che invece guarda al centrosinistra. E' vero?

Direi di no. Più che di due anime parlerei di una e un pezzettino. La maggioranza degli autonomisti sanno che con la Lega non ci sono punti di contatto. Poi ci sono due o tre figure che ricoprono posizioni di rilievo (tra questi il presidente Panizza, il consigliere provinciale Ossana ndr) che invece, per ragioni anche personali, sono più possibilisti verso un'apertura a destra. Qualcuno pensa che siccome in passato il Patt è stato alleato del centrodestra oggi non ci sarebbero problemi a replicare quel modello. Ma quel centrodestra non era questo qui. Oggi, in Trentino, il centrodestra è una non coalizione dove, di fatto, comanda solo la Lega e i cosiddetti cespugli ormai sono ridotti a fare i ciuffi d'erba.

 

Che vuole dire?

Che non hanno voce in capitolo su nulla. Si sono tutti appiattiti sul salvinismo di questa giunta. Vi ricordate, per esempio, Progetto trentino cosa diceva quando è nato? Andremo al governo con loro e faremo da argine alle istanze della Lega. Grisenti aveva costruito un percorso interessante, di prospettiva, dai contorni moderati ma oggi non può più nemmeno esprimere un'opinione (a riguardo si ricorderà quando proprio Grisenti era stato zittito da Savoi con un ''Grisenti chi? Il pregiudicato?'' ndr). E in questo senso Tonina si è totalmente appiattito sulle posizioni leghiste. Per non parlare di Civica Trentina o di Agire. E poi il percorso che qualcuno vorrebbe farci fare a noi l'ha già compiuto Kaswalder, con quale risultato? Lo hanno messo a fare il presidente del consiglio e quindi il suo movimento, che era tutto costruito sulla sua persona, di fatto è scomparso perché lui, proprio perché ricopre quella carica non dovrebbe fare politica. 

 

Se a livello umano è evidente la distanza tra chi oggi scrive sui social ''culatoni'' (tra l'altro senza la doppia ''t'') e chi ha ricoperto in passato, e non ci riferiamo solo al passato recente, ma a praticamente sempre, cariche istituzionali, cosa vuol dire che c'è una distanza sul piano pratico e amministrativo?

Le rispondo così: siamo alla fine del primo anno di lavoro di questa giunta del cambiamento. Tolti una serie di provvedimenti, tra l'altro molto discutibili, sul piano sociale cosa è stato fatto? Siamo al 20% della loro legislatura. Rossi, dopo un anno aveva firmato il patto di garanzia con Roma blindando le risorse dell'Autonomia. Io avevo incantierato la Pac (Politica agricola comunitaria che in quel caso era stata programmata dal 2014 al 2020 ndr) e parte della riforma sulla tassa di soggiorno. Qui siamo praticamente a zero. Failoni ha i suoi problemi per via della direttiva Bolkestein con le Apt, e lo capisco, ma ancora non sappiamo che disegno ha, nemmeno di massima. Per ora stanno attuando la politica del jukebox. Danno risposte a singole istanze senza un progetto d'insieme.

 

Hanno, però, avviato delle operazioni di ascolto come gli Stati Generali della montagna, quelli della cultura, della ricerca.

Esattamente. Come un jukebox ascoltano il problema e stanziano la risorsa, senza una prospettiva, un piano complessivo. A volte a qualcuno bisogna dire anche dei ''no'' spiegandogli perché. Quando Fugatti giustifica dei provvedimenti dicendo ''me lo chiedono le categorie'' sta esattamente spiegando il loro modello di politica. Provvedimenti a spot per problemi a spot ma se tu non hai la visione d'insieme e il giorno dopo arriva un'altra categoria tu cosa fai? Insomma al momento oltre che aver fatto davvero poco, e quindi oltre al contenuto, c'è anche il metodo, il modello di fare politica, che non può soddisfarci.

 

Poi diceva che ci sono i valori. Anche in questo differite?

Qui potrei risponderle con un'immagine: si ricorda Fugatti a Roma alla manifestazione di Salvini, Meloni e Berlusconi. Ecco sul palco si è trovato sottobraccio a Zaia a sorreggere la bandiera con il leone di San Marco. Loro guardano al Veneto al sud e a un partito centralista che si definisce ''sovranista''. Noi guardiamo a nord, a Bolzano, a Innsbruck e siamo autonomisti ma autonomisti per davvero. Lo sa come si difende, prima di tutto, l'autonomia? Riempendola di contenuti. Se te su temi primari come la sanità o l'università rimandi le scelte politiche al prossimo anno oppure rinunci a un provvedimento trentino come il reddito di garanzia per introdurne uno nazionale come il reddito di cittadinanza stai mandando un messaggio sbagliato anche a Roma. Stai dicendo che con l'autonomia non sai bene cosa farci. 

 

Insomma niente Lega alle prossime comunali?

Noi abbiamo un bravissimo segretario che è Simone Marchiori e lui ha il quadro d'insieme e a lui spetta dare la linea politica al partito. Per quanto mi riguarda il Patt deve riuscire a costituire un polo di centro forte capace di dialogare in maniera paritaria con la sinistra. In questo senso va elaborato un accordo chiaro e strutturato con dei progetti di prospettiva. Con la Lega non credo ci siano spazi di dialogo. 

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