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Discarica di Pilcante, il Comitato consegna la petizione da quasi 2 mila firme alla Provincia. Fugatti: ''Approfondiamo, preoccupazioni legittime''

I rappresentanti del Comitato, tra cui anche la deputata Vanessa Cattoi, hanno evidenziato come il progetto sarebbe in contrasto con la vocazione agricola e turistica di quel territorio e che potrebbe essere dannoso anche per la salute dei cittadini. Nell'assestamento di bilancio è stata approvata una norma per sospendere per un anno, tutte le istruttorie per il rilascio di autorizzazioni relativo all'esercizio di discariche

Pubblicato il - 05 novembre 2019 - 12:31

ALA. Il Comitato "No discarica di Pilcante" ha consegnato al presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, la petizione da 1.861 firme raccolte nei comuni di Ala e Avio, di cittadini contrari al progetto di realizzazione di una discarica nell'area di proprietà della Cave di Pilcante, un progetto che è stato sottoposto al procedimento di Via nel mese di aprile. 

 

"Il tema della tutela ambientale e della salute dei cittadini è per noi prioritario e siamo a conoscenza delle vostre preoccupazioni", queste le parole del presidente, accompagnato nell'occasione dalla dirigente Livia Ferrario. I rappresentanti del Comitato, tra cui anche la deputata Vanessa Cattoi, hanno evidenziato come il progetto sarebbe in contrasto con la vocazione agricola e turistica di quel territorio e che potrebbe essere dannoso anche per la salute dei cittadini.

 

Un Comitato che ha incassato il sostegno di varie istituzioni territoriali come la Comunità della Vallagarina, che hanno espresso la propria contrarietà al progetto, ritenendo fondate le preoccupazioni per la sicurezza dei territori e l’incolumità delle persone.

 

L’area è quella a nord di Pilcante di Ala in zona del kartodromo. La discarica dovrebbe sorgere nelle cave in esaurimento e quindi, dopo 14 anni, dovrebbe diventare un parco pubblico o vigneto. Ma il Comitato ha avviato fin da subito una battaglia contro il progetto presentato al Via dalla ditta "Cave Pilcante sas" che prevede di colmare in 11 anni i 10 ettari scavati a valle della strada provinciale 90 con rifiuti inerti provenienti un po' da tutta la provincia: si stima una quantità di 400 mila tonnellate/anno per un totale di oltre 2 milioni di metri cubi per poi procedere alla bonifica.

 

Un’altra criticità sul tavolo riguarda poi il probabile aumento di traffico nell'area della discarica: si calcola che passeranno in zona da 64 a 128 camion al giorno, numeri da raddoppiare se si calcola anche il ritorno. A questo si aggiunge la presenza di una falda acquifera circa due metri sotto la superficie dove dovrebbe sorgere il sito di raccolta materiali e che poi finisce nell'Adige.

 

Il progetto di discarica, che deve essere valutato dal Servizio autorizzazioni e valutazioni ambientali della provincia, è previsto nel piano comprensoriale fin dagli anni '90. Un'ipotesi che nessuno ha stralciati nel 2003, quando il piano rifiuti è stato aggiornato, ma anche nel 2013 nel corso dell'aggiornamento del piano cave comunale.

 

C'è da dire che la discarica inizialmente prevista era di inerti tra rocce e materiali da scavo, mentre ora si parla anche di metalli tossici, da acciaierie e bonifiche, oltre un certo limite, che su richiesta e dietro determinate garanzie, può essere triplicato. La Provincia si è già mossa per chiedere integrazioni e chiarimenti, mentre la Comunità di valle ha espresso parere negativo. Il Comune invece è chiamato a decidere sul progetto il prossimo agosto, quando è previsto un incontro tecnico.

 

I lavori per passare da cava a discarica, comunque, sarebbero divisi in sei lotti: si prevedono cinque enormi serbatoi per la raccolta del percolato. Una volta tappato il buco, poi, sarà posizionato uno strato di argilla spesso 50 centimetri come impermeabilizzante e sopra si ammasserebbe terriccio alto un metro per consentire la piantumazione di prato e arbusti, carpino bianco e tiglio, sambuco, pero selvatico e rosa canina.

 

Nell'assestamento di bilancio è stata approvata una norma con la quale vengono sospese, per un anno, tutte le istruttorie per il rilascio di autorizzazioni relativo all'esercizio di discariche in attesa di un aggiornamento del piano stralcio dei rifiuti inerti. "Stiamo verificando - dice la dirigente Ferrario - la possibilità di chiedere di abbassare la quantità di materiale conferito in quella cava e in conferenza dei servizi abbiamo richiesto una campagna di monitoraggio di almeno un anno delle acque sotterranee. Ma soprattutto stiamo cercando di capire quali spazi vi siano per rivedere la programmazione prevista dal vecchio e datato piano Comprensoriale. Questo ci potrebbe consentire di dare una finalità diversa al progetto”.

 

Prima ancora era stato il consiglio comunale di Ala ad esprimersi contro il progetto invitando il Sava (Servizio autorizzazioni e valutazioni ambientali). "Vogliamo capire ed approfondire la questione tenendo in considerazione le vostre legittime preoccupazioni – conclude Fugatti – nel rispetto delle regole. Siamo inoltre in contatto con le amministrazioni comunali interessate che ci hanno manifestato le stesse preoccupazioni. La tutela della salute pubblica è interesse della giunta provinciale".

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