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Trento
17 novembre | 16:21

Funivia Trento-Bondone, raccolta firme per un progetto alternativo: "Siamo preoccupati, c'è il pericolo concreto che l’opera rimanga incompiuta"

Consegnate oggi al presidente della Provincia Maurizio Fugatti e al sindaco di Trento Franco Ianeselli le 319 firme di cittadini di Sardagna che chiedono un progetto alternativo della grande opera infrastrutturale

Funivia Trento-Bondone, raccolta firme per un progetto alternativo
di Redazione

TRENTO. Le 319 firme raccolte in soli tre giorni tra i cittadini di Sardagna sotto una petizione che chiede un progetto alternativo per la prevista funivia Trento-Bondone, più rispettoso dell’ambente, del paesaggio e del turismo, sono state consegnate oggi alle segreterie del presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, del sindaco di Trento, Franco Ianeselli e nelle mani del presidente della circoscrizione di Sardagna, Gianluigi Tonidandel.

 

Le firme sono state materialmente portate nelle sedi delle autorità provinciali e comunali da due esponenti del comitato “Salviamo il Belvedere di Trento”, sorto a Sardagna per sollecitare le autorità e i tecnici a individuare un progetto diverso per il grande impianto che dovrebbe collegare la città alla sua montagna

 

Insomma, non si tratta di un "no" a prescindere, ma di un tentativo di modificare il percorso e l'impatto dell'infrastruttura. "Il numero di firme raccolte - spiegano dal comitato - rappresenta più del 50% dei votanti alle recenti elezioni comunali".

 

Le richieste contenute nella petizione si basano su pochi punti: salvaguardare l’attuale punto panoramico sulla città, motivo di vanto per Sardagna ma anche per tutta la cittadinanza di Trento (mentre l’attuale progetto prevede di far arrivare la funivia in una zona non panoramica, sita fra il cimitero e l’ex cava Italcementi); tutelare l’antica chiesa del cimitero, gioiello architettonico medievale (che verrebbe deturpata da un pilone della nuova funivia); preservare il suolo agricolo molto raro a Sardagna, e quindi particolarmente prezioso, e il caratteristico paesaggio rurale; prevedere una fermata del nuovo impianto a Candriai, studiando un percorso alternativo. Su questo aspetto anche la comunità di Sopramonte è particolarmente sensibile.

 

Infine c’è un punto che esprime "forte preoccupazione per l’incertezza sul proseguimento dell’impianto verso il Bondone: in mancanza di progetti certi, c’è il pericolo concreto che l’opera rischi di rimanere incompiuta, per i più vari motivi: tecnici, idrogeologici, finanziari o di altra natura. In tal caso si sarebbe sprecato l’approdo del primo tronco nel punto panoramico più spettacolare di Trento, già oggi meta di numerosissimi turisti, e si sarebbero compromessi per sempre l’ambiente e il paesaggio".

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